Non sempre scagliare la pietra e nascondere la mano risulta una strategia efficace. A volte, anzi, può trasformarsi in una miccia pronta a incendiare un ambiente già di per se provato e momentaneamente fragile. Questo è il caso delle parole pubblicate sul profilo Instagram dal biancorosso Raffaele Pucino il cui messaggio che apparentemente vorrebbe smorzare le polemiche rischia nei fatti di alimentarle.
Il pregresso. Il numero venticinque del Bari non era stato convocato per la trasferta di Monza e secondo quanto riferito dall’ufficio stampa della società ciò era da ricondurre ad una mera scelta tecnica di mister Longo. Difatti, il tecnico biancorosso aveva spiegato di aver optato per profili differenti in quella specifica circostanza. Parrebbe non esserci alcun tipo di retropensiero alla base se non fosse che rumors sorti già dalla passata stagione sostenevano che tra Pucino e Longo non ci fosse mai stato un rapporto idilliaco.
Senza entrare nelle narrazioni precise di cui sono a conoscenza solo i protagonisti della vicenda e non volendo alimentare un gioco del telefono errato, una domanda potrebbe sorgere spontanea ai più: se non si vuole alimentare la polemica in un momento storico in cui occorrerebbe solo sostenere la causa Bari, che motivo ci sarebbe di rendere pubblico uno sfogo non richiesto sul proprio profilo social?
“In questo momento non è tempo delle polemiche né delle spiegazioni”, scrive il difensore del Bari. Anche se, è proprio scegliendo di intervenire – se pur affermando di non voler parlare – che Pucino finisce per lanciare un segnale ambiguo ma nemmeno tanto velato: “In queste ore sono uscite tante parole e ricostruzioni su vicende passate [..]. La cosa più importante per me è una sola: dare tutto per questa maglia e contribuire a raggiungere l’obiettivo della permanenza in serie b con il Bari”. Non essendo realmente il tempo giusto per esporre beghe da spogliatoio, la linea più coerente sarebbe stata una sola: il silenzio totale.
Invece no. Il messaggio lanciato è tutt’altro che neutro. Quella del tesserato SSC Bari è difatti una presa di posizione parziale. Il campano lascia intendere molto senza chiarire nulla: “Per rispetto dei miei compagni, della società, dello staff e soprattutto dei tifosi preferisco restare in silenzio e concentrarmi solo sul campo. Parlare adesso non aiuterebbe nè a me nè alla squadra”. Nessun riferimento al tecnico Moreno Longo il cui mancato nome appare come una conferma rispetto al clima ostile che intercorrerebbe tra i due.
Il punto che sembra sfuggire a Pucino è uno solo ed anche alquanto basilare: in un momento così delicato, ogni parola pesa come un macigno, soprattutto quelle non dichiarate ma lasciate indentere. Asserire che “non è il momento di parlare” equivale comunque ad entrare nel vivo del dibattito senza assumersi a pieno la responsabilità. Un atteggiamento che potrebbe essere interpretato come un semplice sfogo ma che in realtà cela finalità diametralmente opposte.
I tifosi, già provati da una stagione complicata in Serie B causata in prima persona da un agglomerato di giocatori senza mordente ed identità, non chiedono proclami, ma chiarezza. Se ci sono “vicende passate” da palesare, accennarle senza approfondire il tutto rischierebbe solo di generare sospetti oltre che alimentare malumori. Pucino parla di rispetto, un principio condivisibile, certo. Ma il rispetto, in certi momenti, passa anche dalla coerenza. E tra il dire “non voglio alimentare polemiche” e il pubblicare un messaggio che inevitabilmente le alimenta, la distanza è tutt’altro che sottile.

