Dopo quasi un mese di silenzio e una retrocessione che ha lasciato ferite profonde nell’intera comunità biancorossa, Luigi De Laurentiis è tornato a parlare. Lo ha fatto oggi, in occasione delle elezioni federali per la presidenza della FIGC ai microfoni di Antenna Sud: “Chiedo scusa alla piazza e non mi tiro mai indietro. Sono il primo responsabile in assoluto. Mi dispiace. È una piazza nella quale vivo quasi da un decennio e la sento vicina al cuore”.
Parole che, lette isolatamente, potrebbero apparire come un’assunzione di responsabilità . Il problema non risiede tanto in ciò che è stato detto quanto nel dove, quando e come. Il presidente del Bari ha scelto di non confrontarsi direttamente con la città , con i tifosi e con gli organi di informazione che quotidianamente seguono le vicende biancorosse. Le sue prime dichiarazioni dopo il disastro sportivo sono arrivate a margine di un appuntamento federale, in un contesto completamente diverso, legato a doppio filo al futuro della multiproprietà e agli equilibri del calcio italiano.
Un dettaglio che pesa perché Bari non ha bisogno di dichiarazioni di passaggio rilasciate nei corridoi del potere calcistico. Bari merita spiegazioni. La sensazione è che la retrocessione venga raccontata come un incidente di percorso, come un ostacolo mancato in una lunga corsa. Qui però non si parla di una semplice stagione negativa bensì della caduta in Serie C di una società che rappresenta una delle piazze più importanti del Mezzogiorno, di una tifoseria che ha riempito lo stadio anche nei momenti più difficili e che oggi si ritrova senza risposte.
Le scuse sono il minimo sindacale, anche se avrebbero avuto senso dopo l’amara partita di Bolzano. Quest’ultime invece arrivano dopo settimane di silenzio e non sono accompagnate da alcuna spiegazione sulle responsabilità gestionali, sulle scelte tecniche, sui programmi futuri o sulle intenzioni della proprietà . Nessuna conferenza stampa ad oggi e nessun confronto aperto. E’ questo che alimenta la frattura tra società e città .
I tifosi baresi non chiedono dichiarazioni di circostanza bensì rispetto e trasparenza. Continuare a rifugiarsi nel silenzio o affidare i propri pensieri a brevi dichiarazioni estemporanee significa non comprendere la profondità della ferita che si è aperta. Così, mentre Bari aspetta ancora una vera conferenza stampa, una vera spiegazione e un vero atto di responsabilità , resta la sensazione che il presidente continui a parlare del Bari senza parlare realmente ai baresi.
Foto: SSC Bari

