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Rissa tra i clan baresi Strisciuglio-Capriati nel carcere di Lecce: agente accerchiato e costretto a consegnare le chiavi

3 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
3 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Momenti di forte tensione nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, dove venerdì intorno alle 13.30 è scoppiata una rissa tra detenuti riconducibili ai clan baresi Strisciuglio e Capriati, da decenni contrapposti.

L’episodio si è verificato durante le operazioni di accesso ai passeggi, quando un gruppo di reclusi avrebbe approfittato della presenza di un solo agente per accerchiarlo e costringerlo a consegnare le chiavi. Alcuni detenuti, armati di bastoni rudimentali, avrebbero quindi raggiunto la seconda sezione, dando origine allo scontro.

L’agente è riuscito a lanciare l’allarme via radio, consentendo l’intervento di numerosi colleghi che hanno evitato conseguenze più gravi. Fortemente provato, è stato accompagnato al pronto soccorso. Secondo fonti carcerarie, la situazione avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Le indagini sono già state avviate per identificare una decina di presunti coinvolti e chiarire il movente. Tra le ipotesi al vaglio figurano contrasti legati al controllo dei traffici illeciti e all’introduzione in carcere di droga e telefoni cellulari, anche attraverso l’utilizzo di droni. Non si esclude il rischio di ulteriori tensioni e possibili rappresaglie in altri istituti penitenziari.

La vicenda riporta l’attenzione sulle criticità del penitenziario leccese. Il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria, denuncia una situazione caratterizzata da quasi 1.500 detenuti a fronte di una capienza di circa 800 posti e da una carenza di almeno 300 agenti.

Il sindacato chiede interventi urgenti: il trasferimento di almeno 400 detenuti, l’invio straordinario di 100 unità di polizia penitenziaria e la valutazione dell’intervento del Gom, il Gruppo operativo mobile, per ripristinare condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.

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