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Ritorno in magistratura o l’incarico al Senato, Emiliano sentito dalla commissione Csm: “Pronto a obbedirvi”

4 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
4 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

A cinque mesi dalla fine del mandato da governatore della Puglia, Michele Emiliano si trova ancora in una fase di transizione: non guida più la Regione ma non è ancora rientrato in magistratura. La decisione definitiva del Consiglio superiore della magistratura potrebbe arrivare già la prossima settimana, quando il Plenum sarà chiamato a pronunciarsi sul suo futuro professionale.

Ascoltato dalla Terza commissione del Csm, Emiliano ha indicato come possibili destinazioni la Procura di Benevento o la Direzione nazionale antimafia in caso di rientro come pubblico ministero. Resta però aperta anche l’ipotesi di un incarico fuori ruolo come consulente della commissione d’inchiesta del Senato sul lavoro, con particolare attenzione al fenomeno del caporalato.

La richiesta è arrivata dal presidente della commissione, Tino Magni, ma dal Senato non sarebbero ancora giunte ulteriori comunicazioni richieste dal Csm, rallentando l’iter.

Lo stesso Emiliano ha ribadito la disponibilità a seguire i principi della riforma Cartabia, che limita il ritorno in funzioni giudiziarie per chi ha svolto attività politica. “Per me è ovvio obbedire a quelli che sono gli indirizzi del Csm – le sue parole riportate da La Repubblica -. L’attuale normativa prevede che chi è stato in politica non possa rientrare nelle funzioni per evitare un danno molto grave all’indipendenza e all’immagine di imparzialità della magistratura e quindi ho dato la mia disponibilità, laddove loro lo ritengano, anche a essere collocato fuori ruolo secondo la legge Cartabia. Anche se ovviamente a me non si applica perché io sono andato in aspettativa prima dell’entrata in vigore della norma, ho comunque dato disponibilità ad applicarla”.