Una corona di fiori con la scritta “Qui giace il Made in Italy” è stata deposta dagli operai Natuzzi davanti alla sede centrale dell’azienda, a Santeramo in Colle, nel giorno in cui sono scattate le chiusure annunciate dal gruppo.
Il piano prevede la cessazione definitiva dello stabilimento Jesce 2 di Santeramo e la sospensione temporanea degli impianti Graviscella e Ps di Altamura, con il trasferimento di quasi 700 lavoratori in altre sedi, in gran parte destinati alla cassa integrazione.
I sindacati hanno contestato duramente la decisione. Il segretario generale della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino, ha definito il piano industriale un grave colpo al territorio, accusando l’azienda di ridurre la produzione italiana e chiedendo alle istituzioni di intervenire per ottenere il ritiro del progetto e la riapertura del confronto.
Savino ha inoltre ricordato il peso del comparto, che coinvolge circa 9mila lavoratori nell’area murgiana, e ha chiesto l’ingresso di Invitalia nella gestione della crisi, sottolineando i consistenti aiuti pubblici ricevuti da Natuzzi negli ultimi 23 anni.
La protesta arriva dopo il fallimento del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’ultimo incontro tra azienda e sindacati nella sede di Confindustria Bari, conclusosi senza alcun accordo.

