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Scandalo Asl Bari, tangenti per appalti. Il gup su Sciannimanico: “Spregiudicata con atteggiamento parassitario”

19 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso
19 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Un sistema corruttivo radicato, fatto di denaro, regali di lusso e favori in cambio di agevolazioni negli appalti pubblici. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza con cui il gup di Bari ha condannato a 4 anni e 6 mesi Concetta “Conny” Sciannimanico, ex funzionaria della Asl Bari, al centro di un’indagine basata su intercettazioni e videoriprese.

Secondo il Tribunale, all’interno dell’ente sanitario «era uso e costume avanzare pretese»: un meccanismo consolidato in cui tangenti e benefici venivano richiesti agli imprenditori in concomitanza con pagamenti, stati di avanzamento lavori o approvazioni di varianti progettuali, spesso predisposte dagli stessi appaltatori e poi avallate dalla funzionaria.

Sciannimanico è stata ritenuta protagonista di diversi episodi di corruzione, insieme ad altri dirigenti già condannati, e avrebbe ricevuto denaro, beni di lusso e utilità di vario genere: dai contanti (oltre 22mila euro trovati in casa) a borse firmate, lavori di ristrutturazione gratuiti e persino forniture alimentari per esigenze personali. Parte dei beni è stata confiscata, tra cui diverse borse di valore.

Il giudice ha evidenziato la «spregiudicatezza» dell’imputata e un «atteggiamento parassitario», sottolineando l’assenza di pentimento e il tentativo di giustificarsi richiamando un presunto clima maschilista all’interno dell’Asl.

Condannato anche un imprenditore coinvolto nel sistema corruttivo, mentre altri funzionari hanno già definito la propria posizione con patteggiamenti.