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Slot, scommesse e riciclaggio. Maurizio Viola respinge le accuse: “Mai avuto rapporti illeciti con gli Snidar”

17 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
17 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Si è dichiarato estraneo al presunto sistema di riciclaggio riconducibile alla famiglia Snidar Maurizio Viola, 50 anni, finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sulle videolottery gestite, secondo gli investigatori, dalla criminalità organizzata.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Antonella Cafagna, Viola si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee sostenendo di non aver mai avuto rapporti con le attività illecite degli Snidar e di non aver mai sospettato che il denaro utilizzato per le scommesse, quasi un milione di euro movimentato in sei anni, potesse provenire da attività criminali.

Titolare di un bar con agenzia scommesse in corso Sonnino, Viola è accusato di concorso in riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. Secondo la Procura avrebbe consentito ad Alessandro Snidar di effettuare scommesse a credito, ricevendo successivamente pagamenti in contanti o tramite ticket vincenti provenienti dalle sale slot riconducibili alla famiglia.

L’indagato, però, ha respinto ogni accusa, ribadendo di non essere mai stato a conoscenza del presunto meccanismo di riciclaggio e di non aver immaginato di poter favorire un’associazione mafiosa attraverso l’attività di raccolta scommesse.