Nei giorni scorsi abbiamo cercato di contattare il sindaco di Barletta, Mino Cannito, finito al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni sulla possibile retrocessione del Bari. Tutto nasce dalla promozione del Barletta in Serie C, arrivata al termine di undici anni di assenza dalla categoria. In quell’occasione, Cannito aveva commentato con una battuta che non è passata inosservata: «L’anno prossimo noi avremo squadre come Catania, Foggia, Salernitana, spero anche il Bari, me lo auguro. Non me ne voglia il sindaco Leccese ma è una mia aspirazione».
Parole che hanno suscitato la reazione immediata dei tifosi biancorossi che sui social hanno espresso forte disappunto ed indignazione. Il riferimento al primo cittadino di Bari, Vito Leccese, ha contribuito ad alimentare ulteriormente il dibattito anche perchè non sembrava essere lui il reale destinatario della frase provocatoria. Dopo un primo tentativo di contatto con esito negativo, Cannito ha pubblicato sui social un lungo messaggio di scuse, giudicato da molti poco convincente. Resta però il dubbio sulla natura delle sue dichiarazioni: semplice sfottò sportivo o un messaggio con sfumature più politiche?
Le diatribe politiche tra il Sindaco Cannito e l’attuale Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, principale (se non unico) sostenitore della “causa Bari calcio”, sono note nel panorama politico. I due rappresentano di fatto due fazioni opposte (centrodestra – centrosinistra) e Cannito già nel lontano 2024 aveva dato prova di voler rendere ostili i rapporti tra la BAT e Bari con un’altra dichiarazione infelice: “I baresi non ci amano”. Frase che trovò la risposta immediata dell’ex sindaco di Bari Decaro.
Nel frattempo, nessuna presa di posizione ufficiale è arrivata né dal Comune di Bari né dall’entourage del presidente del club biancorosso, Luigi De Laurentiis. Un silenzio che, secondo alcuni osservatori, alimenta il dibattito sul ruolo e sulla rappresentanza istituzionale attorno alla squadra.

