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Ssc Bari, i De Laurentiis respingono le accuse: possono bastare 7 milioni. Ma è a rischio la gestione dello stadio

8 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
8 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La giornata di ieri è stata segnata dall’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge la SSC Bari, la SSC Napoli e i presidenti Aurelio e Luigi De Laurentiis. Le Fiamme Gialle hanno eseguito perquisizioni nelle sedi delle due società e della Filmauro nell’ambito di un’indagine che ipotizza i reati di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta impropria, mentre la Procura ha presentato un’istanza di liquidazione giudiziale della società biancorossa ritenendola in una condizione di insolvenza irreversibile.

Al centro dell’inchiesta c’è il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nel 2022. Secondo gli inquirenti, il club pugliese, pur trovandosi in una situazione di deficit patrimoniale, avrebbe ceduto il calciatore alla società partenopea per circa 2,2 milioni di euro, una cifra ritenuta non congrua rispetto al valore che il giocatore avrebbe poi dimostrato sul mercato, culminato nella successiva cessione al Cagliari per circa 8 milioni di euro.

Secondo la Procura, il modello di gestione del Bari sarebbe risultato economicamente insostenibile, tanto da giustificare la richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale. Tuttavia, la situazione patrimoniale potrebbe essere riequilibrata attraverso una ricapitalizzazione di circa 7 milioni di euro che la proprietà dovrebbe effettuare entro la fine di luglio.

Immediata e durissima la risposta congiunta di SSC Bari, SSC Napoli e dei presidenti Aurelio e Luigi De Laurentiis, che hanno dichiarato di aver appreso “esterrefatti” le contestazioni formulate dalla Procura. Nel comunicato, i club evidenziano come il valore attribuito a Elia Caprile fosse stato determinato, prima del perfezionamento dell’operazione, attraverso una perizia giurata redatta da un professionista indipendente, autorevole e già consulente dell’autorità giudiziaria, completamente estraneo agli indagati.

La società contesta inoltre la richiesta di liquidazione giudiziale, definendola incomprensibile per un club che avrebbe sempre rispettato i propri impegni economici e le cui perdite di esercizio, ritenute fisiologiche nel settore calcistico, sarebbero state costantemente ripianate dalla proprietà con risorse proprie.

Bari e Napoli hanno infine espresso piena fiducia nell’operato della magistratura, manifestando la convinzione che la propria posizione possa essere chiarita rapidamente e auspicando una tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento, ribadendo di aver sempre operato nel rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali.

Gli sviluppi dell’inchiesta hanno avuto ripercussioni anche sulla procedura per l’affidamento in concessione dello stadio San Nicola. Nella giornata di ieri il Comune di Bari ha trasmesso una richiesta ufficiale alla SSC Bari, unica società partecipante al bando per la gestione quinquennale dell’impianto, chiedendo chiarimenti in merito alla vicenda giudiziaria.

L’amministrazione comunale intende verificare l’eventuale sussistenza di cause automatiche di esclusione previste dal Codice degli appalti per gli operatori economici in stato di liquidazione giudiziale, liquidazione coatta, concordato preventivo o coinvolti in procedure finalizzate all’accesso a tali strumenti.

In particolare, Palazzo di Città ha chiesto alla società biancorossa di fornire aggiornamenti sullo stato dell’eventuale procedura di liquidazione giudiziale, sulla data di un possibile avvio e sull’eventuale ricorso a strumenti di regolazione della crisi, elementi che potrebbero incidere sull’assegnazione della gestione dello stadio San Nicola.