Antonella Palmisano, la campionessa dimenticata dalla sua Italia: “Snobbate le mie medaglie e la marcia”

Sei dei sette volti delle medaglie italiane conquistate a Tokyo 2025 presenti sul post di Birmingham 2026, sede dei prossimi campionati europei di atletica leggera. Tutti all’appello sì, tranne Antonella Palmisano. Lo sfogo social della marciatrice italiana originaria di Mottola parte da qui, dall’ennesima dimenticanza verso i suoi traguardi.

Antonella e la marcia. Uno sport tecnico e di resistenza. Una disciplina che fa poco audience rispetto al calcio e che di conseguenza viene ritenuta minore. Supposizione? No, triste realtà. In un’epoca in cui il panorama sportivo si fonda più sul personaggio dell’atleta che sulla sua effettiva prestazione, Antonella Palmisano rappresenta la voce fuori coro.

Silente e ligia, dedita ad onorare quel patto segreto stipulato anni fa proprio con la sua disciplina. Poca l’importanza attribuita ai riflettori, tanta la passione con la quale passo dopo passo ha superato ogni sua sfida personale e sportiva. L’atleta delle Fiamme Gialle rompe il silenzio mediatico italiano con un grido di pancia frutto di onorificenze forse mai ben celebrate.

Il punto chiave della faccenda non è la corona d’alloro che Antonella avrebbe voluto ricevere sulla sua folta chioma riccia, ma il riconoscimento sincero di una disciplina sportiva che ha regalato un record italiano nella 35km di marcia. In una videochiamata vera, senza filtri e sincera Antonella si è raccontata a noi di Quinto Potere.

Atletica, lo sfogo della pugliese Antonella Palmisano: “Vinco per l’Italia ma le mie medaglie vengono ignorate”

“La mia disciplina è ignorata, le mie vittorie cancellate come se non fossero mai esistite. Sono stanca. Stanca delle mie medaglie silenziose, di una marcia trattata come uno sport di serie B”.

Lo sfogo di Antonella Palmisano, atleta pugliese di Mottola campionessa olimpica della 20 km a Tokyo 2020, campionessa europea a Roma 2024 e vincitrice di tre medaglie ai mondiali (un argento a Tokyo 2025 e due bronzi, a Londra 2017 e a Budapest 2023), contro la federazione europea e il dt dell’Italia, Antonio Latorre, sta facendo discutere. L’accusa è quella di aver omesso le sue medaglie.

“Ho assistito all’ennesima presa in giro: European Athletics e i responsabili della comunicazione della federazione hanno ripostato un post di Birmingham per annunciare gli Europei 2026 e, ancora una volta, tra le medaglie di Tokyo 2025 la mia non c’è – si legge nel post -. Prontamente, dopo la mia chiamata al presidente e grazie al suo intervento questo post è stato rimosso. Non è la prima volta. É sempre così. La mia disciplina è ignorata, le mie vittorie cancellate come se non fossero mai esistite. Sono stanca. Stanca delle mie medaglie silenziose, di una marcia trattata come uno sport di serie B, di un dt che dimentica di nominare la mia medaglia nel bilancio della squadra alla conferenza stampa e neanche riportato nel sito della Fidal”.

“Sono stanca di questa mancanza di rispetto continua e sistematica, che ormai non è più una svista: è una scelta. Ho vinto per l’Italia, ho portato il tricolore sul podio, ho dato tutto ogni singola volta, eppure sembra che per qualcuno non valga nulla – conclude l’atleta pugliese -. Forse l’allora presidente del Coni, Giovanni Malagò, comprese realmente la mia battaglia e la mia dlusione. Beh, non starò più zitta. Pretendo rispetto. Pretendo che il mio nome e la mia storia vengano ricordati. Perché se oggi l’atletica italiana può vantare certe medaglie, è anche grazie a me. E chi continua a far finta di non vederle dovrebbe solo vergognarsi”.