A Taranto un lavoratore denuncia di essere stato discriminato dal proprio datore di lavoro per il suo aspetto fisico. Dopo essere stato demansionato, passando da un impiego d’ufficio a mansioni di operaio edile, si è visto negare il rinnovo del contratto con una motivazione che, secondo la difesa, sarebbe legata esclusivamente al suo peso.
A far emergere la vicenda sarebbe stato un messaggio inviato dal datore di lavoro, preceduto da un insulto, nel quale si legge: «…se non inizi un serio percorso di dimagrimento non ti assumo». Secondo quanto riferito, il lavoratore non soffrirebbe di obesità e il suo aspetto fisico non inciderebbe in alcun modo sulle mansioni svolte.
L’uomo è assistito dall’avvocato Fabrizio Del Vecchio, che ritiene il comportamento dell’azienda gravemente discriminatorio. Il legale chiede il ripristino del rapporto di lavoro e il risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti dal proprio assistito.
Nei prossimi giorni sarà inoltre depositato un ricorso davanti al Giudice del Lavoro, che sarà chiamato a valutare la legittimità del demansionamento e del mancato rinnovo del contratto, nonché l’eventuale natura discriminatoria della condotta contestata al datore di lavoro.

