La Corte di Appello ha dimezzato la condanna a 7 anni inflitta in primo grado ad un 38enne barese per aver maltrattato la convivente e per aver offeso e percosso la figlia minorenne che prendeva le difese della madre.
L’uomo è stato così condannato a 4 anni di reclusione, gli abusi sono andati avanti dal 2020 al 2024. La vittima, una 36enne, ha poi trovato coraggio di denunciare. Il 38enne è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale, per questo la pena è stata dimezzata in Appello.
“Ti devo uccidere, ti devo impiccare, ti devo mettere due dita in gola, io andrò in carcere ma a te porteranno i fiori al cimitero”, queste alcune delle frasi pronunciate nei confronti della donna da parte dell’uomo. La vittima sarebbe stata colpita anche con calci, schiaffi e pugni. In un’occasione la donna ha rimediato la frattura di una costola, in un’altra occasione il 38enne le avrebbe stretto le mani intorno al collo fino quasi a soffocarla.
Nei confronti della figlia 16enne invece l’uomo avrebbe riservato “umiliazioni con frasi scurrili, offensive e denigratorie, accusandola di prendere le difese ed essere complice della madre, picchiandola in modo violento e senza motivo”, fino a cacciarla di casa e farla andare a vivere con la nonna materna dopo averla colpita con un cellulare in testa.

