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Uccisa dal marito a Foggia, l’ultimo saluto a Stefania Rago. Il vescovo ai due figli: “Perdonate se potete”

2 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
2 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

“Cari Jessica e Michael, perdonate se potete e amate. Il perdono disarma e cambia in bene i sentimenti malvagi. Il perdono non dona pace solo a chi lo riceve, esso lenisce anche il dolore e pacifica chi lo dona Cari figli, nella memoria della mamma, perdonate e amate. Mettetevi al servizio del bene, lasciatevi amare dal Signore Gesù e trovate pace”.

È un passaggio dell’omelia di monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo della diocesi Foggia-Bovino, durante il funerale di Stefania Rago, la donna di 46 anni uccisa il 23 aprile a Foggia nella sua abitazione dal marito, il 48enne Antonio Fortebraccio, ora in carcere con l’accusa di femminicidio. L’arcivescovo si è rivolto ai figli della donna e anche alla stessa vittima: “E tu cara Stefania, tra le braccia di Cristo Risorto, dal giardino del cielo, dove non c’è più né sofferenza né lutto, perdonaci e prega un po’ anche per noi”.

Il feretro, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Foggia, era ricoperto da rose bianche, accompagnato dai suoi familiari: i figli Jessica e Michael, i genitori, la sorella, il fratello e tanti amici e persone che la conoscevano e le volevano bene. Per i funerali è stato proclamato lutto cittadino.

Nell’omelia, monsignor Ferretti ha detto che “la gelosia non è amore ma difesa della propria proprietà; ed è assurdo che consideriamo spesso anche le persone nostra proprietà. Diciamo alla persona amata ‘sei mia’ e sottintendiamo che non vogliamo che sia di nessun altro. E il nostro egoismo si espande al punto di voler soggiogare gli amati al nostro volere. E la profonda stoltezza di questo pensiero è che oltre a fare del male alle persone amate, così ne facciamo anche a noi stessi. Torturiamo e ci torturiamo: ci roviniamo la vita. Ah se comprendessimo l’amore sincero, libero, che Gesù ha per ciascuno di noi: forse ne sapremmo donare di più e di più vero agli altri. Basta – ha concluso – ascoltare noi stessi, le nostre voglie, i nostri desideri, le nostre passioni; basta soffrire per ciò che ci manca e smaniare, sgomitare per possedere; basta uccidere per avere”.