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Vigilesse licenziate a Bari, le motivazioni della Corte d’Appello: “Chiesero aiuto al braccio destro del clan Parisi”

7 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
7 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Corte d’Appello di Bari ha ribaltato nelle scorse settimane la decisione di primo grado, disponendo il licenziamento delle due agenti della Polizia Locale, Rosalinda Biallo, 57 anni, e Anna Losacco, 61 anni, coinvolte nell’inchiesta “Codice Interno”.

Secondo i giudici, le due avevano piena consapevolezza del ruolo criminale di Fabio Fiore, ritenuto braccio destro del boss Tommy Parisi, al quale si sarebbero rivolte in più occasioni per ottenere protezione.

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte definisce i comportamenti delle due vigilesse «ampiamente contrari al minimo etico» richiesto ai dipendenti pubblici, ritenendo i fatti così gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, pur in assenza di condanne penali per tali condotte.

Secondo gli atti, le agenti avrebbero chiesto per tre volte l’intervento di Fiore, tra cui per punire un automobilista che le avrebbe minacciate dopo una multa. La loro difesa, basata sull’asserita ignoranza dei legami di Fiore con il clan Parisi, non è stata ritenuta credibile dalla Corte, che ha evidenziato come l’uomo fosse già noto per precedenti vicende giudiziarie e come i contatti non fossero riconducibili a una semplice amicizia.

La sentenza ribalta quella di primo grado, che aveva giudicato il licenziamento sproporzionato, accogliendo l’appello del Comune di Bari e sottolineando il grave danno arrecato all’immagine dell’amministrazione dai rapporti intrattenuti con un esponente della criminalità organizzata.