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Bari, annullata la condanna a 6 mesi inflitta all’ex consigliere regionale Conca: “Non ha diffamato Emiliano”

31 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso
31 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Non fu diffamazione, bensì esercizio di critica politica. Con questa motivazione la Quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a sei mesi inflitta all’ex consigliere regionale Mario Conca dal Tribunale di Bari nell’aprile 2024. La vicenda riguardava alcune dichiarazioni rivolte all’ex governatore pugliese Michele Emiliano in merito a nomine interne all’Acquedotto Pugliese (Aqp).

Il procedimento era nato da una querela presentata da Emiliano dopo un post pubblicato da Conca nel 2019 su Facebook, poi condiviso anche su WhatsApp. Nel messaggio, l’ex consigliere commentava criticamente un articolo di stampa sulle nomine nella società pubblica, sollevando dubbi su presunti criteri clientelari e sulla gestione degli incarichi.

Tra i passaggi contestati, le osservazioni sull’avvicendamento alla direzione degli affari legali e societari di Aqp, con riferimento alla sostituzione di Veronica Arciuolo con Giorgio Savino. Conca aveva insinuato che la scelta potesse non essere legata esclusivamente a meriti professionali, chiedendo chiarimenti direttamente al presidente Emiliano.

A seguito della denuncia, la vicenda era sfociata in un processo conclusosi in primo grado con la condanna dell’ex consigliere. I suoi legali avevano però presentato ricorso in Cassazione, nonostante il parere contrario della Procura generale, che lo riteneva inammissibile.

La Suprema Corte ha invece ribaltato l’esito del giudizio, escludendo la rilevanza penale delle dichiarazioni e riconducendole nell’alveo della legittima critica politica. La decisione si inserisce in un contesto più ampio di contenziosi tra Emiliano e Conca, protagonisti negli anni di numerosi scontri anche sui social, dove l’ex consigliere ha spesso commentato l’operato dell’amministrazione regionale.