Il Tribunale civile di Bari ha dato ragione a McDonald’s nella causa contro una società di ristorazione pugliese, Mc Dino’s, vietandole l’utilizzo del prefisso “Mc” nel proprio marchio e nei prodotti venduti. La sentenza, emessa dalla quarta sezione civile, rafforza la tutela del celebre brand americano, riconosciuto come marchio di particolare notorietà.
Secondo i giudici, il sistema di marchi legati al prefisso “Mc” o “Mac” costituisce una vera e propria “famiglia” distintiva, registrata a livello nazionale ed europeo e immediatamente riconducibile all’azienda statunitense. Proprio questa forte identità comporta una protezione più ampia, che rende illegittime anche variazioni apparentemente originali ma comunque capaci di richiamare il marchio principale.
Al centro della controversia l’utilizzo, da parte dell’impresa pugliese, di denominazioni come “Mc Dino’s” e “McDrive”, oltre alla presenza in menu di prodotti come “Mc Burger”. Secondo il tribunale, tali segni generano un concreto rischio di confusione per il consumatore medio, inducendolo ad associare erroneamente l’attività locale alla rete McDonald’s.
I giudici hanno quindi stabilito che l’uso di queste denominazioni costituisce contraffazione e concorrenza sleale, imponendo l’immediato divieto di utilizzare qualsiasi segno contenente il prefisso “Mc” o simili. Respinta invece la richiesta di risarcimento danni, ritenuta non sufficientemente dimostrata né quantificata.

