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Liberato il giornalista Ahmed Shihab-Eldin: atteso a Bari dopo due mesi di detenzione in Kuwait

23 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso
23 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Dopo due mesi di reclusione nelle carceri del Kuwait, il giornalista Ahmed Shihab-Eldin è stato liberato. Docente di storytelling e public speaking presso il corso di laurea magistrale in Decision Science dell’Università di Bari, Shihab-Eldin aveva da tempo scelto Bari come sua seconda casa.

Il giornalista, di origini palestinesi e con doppia cittadinanza statunitense e kuwaitiana, era rientrato in Kuwait per far visita ai familiari quando, lo scorso 3 marzo, era stato arrestato. Le autorità lo accusavano di aver diffuso sui social media video legati alla guerra in Medio Oriente, ritenuti potenzialmente lesivi per la sicurezza nazionale.

Dopo settimane di detenzione, la svolta: le accuse nei suoi confronti sono state archiviate dalla giustizia kuwaitiana. Ora Shihab-Eldin è atteso a Bari, dove colleghi e studenti si preparano ad accoglierlo dopo la vicenda che ha suscitato preoccupazione.

“La liberazione di Ahmed Shihan Eldin è una notizia che attendevamo con ansia – dichiara il sindaco di Bari Vito Leccese -: il giornalista e docente dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, detenuto dal 3 marzo scorso in Kuwait, è stato scarcerato perché assolto da ogni accusa. Il merito va soprattutto alla mobilitazione internazionale che ha chiesto a gran voce la sua liberazione ribadendo che il diritto all’informazione e la libertà di stampa non possono e non devono essere assimilati a reati o minacce alla sicurezza, ma rappresentano pilastri fondamentali di ogni società democratica. La sua assoluzione ristabilisce non solo la verità dei fatti, ma anche il valore del lavoro giornalistico come strumento di conoscenza e responsabilità civile. È fondamentale che episodi come questo continuino a richiamare l’attenzione della comunità internazionale. Accogliamo con sollievo questa notizia, consapevoli che ora come non mai è necessario mantenere alta l’attenzione affinché simili vicende non si ripetano”.