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Omicidio a Taranto, Bakari Sako ucciso mentre andava al lavoro: aspettava un figlio. L’ipotesi della baby gang

11 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
11 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Taranto è ancora sotto shock per il brutale omicidio di Bakari Sako, 35enne originario del Mali, ucciso all’alba di sabato in piazza Fontana, nel centro storico della città. L’uomo, residente da anni in Italia, stava raggiungendo il posto di lavoro nei campi di Massafra quando è stato aggredito da un gruppo di persone e colpito più volte con un oggetto acuminato. Inutili i soccorsi: il suo corpo è stato ritrovato riverso sul basolato della piazza, a pochi passi dal mare.

Bakari viveva a Taranto da circa dieci anni e aveva lavorato prima come cameriere in un ristorante giapponese e poi come bracciante agricolo. Era ben inserito nella comunità cittadina e sognava di tornare a lavorare nella ristorazione. In Mali ha lasciato la madre, la moglie incinta e un figlio che non nascerà mai conoscendo il padre.

Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ascoltando i residenti della zona. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un’aggressione compiuta da un gruppo di giovani, alcuni forse minorenni. Nessun fermo è stato ancora eseguito.

La vicenda ha suscitato forte commozione e indignazione. Enzo Pilò dell’associazione Babele ha denunciato il clima di ostilità verso gli stranieri, parlando di una crescente “caccia allo straniero”. Da Bari è arrivato anche il fratello della vittima, Soulemayne, che ha lanciato un appello agli aggressori: “Avete ucciso un padre, un marito, un figlio”.

Dalla politica locale è arrivata una dura condanna. Il presidente del consiglio comunale, Gianni Liviano, ha ribadito che “nessun disagio può giustificare la violenza”. Intanto in città qualcuno propone di intitolare proprio a Bakari Sako la piazza dove è stato assassinato.