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Bari, 32 cinghiali catturati dal 1° gennaio 2025 ad oggi: interventi mirati nel parco di Lama Balice

16 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
16 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Procedono gli interventi finalizzati al contenimento della popolazione dei cinghiali sul territorio di Lama Balice. Nell’ambito del Piano Regionale per gli Interventi Urgenti – PRIU, che ha rinsaldato la collaborazione tra il Parco naturale regionale Lama Balice e il dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente di UNIBA, sono 32 gli esemplari di cinghiale prelevati dall’inizio dello scorso anno ad oggi: nel 2025 ne sono stati catturati 23, riconducibili principalmente a classi d’età adulta e subadulta, mentre quest’anno, secondo quanto effettuato fino agli inizi del mese di giugno, sono stati presi 9 individui striati.

Il monitoraggio continuo ha evidenziato inizialmente, nei primi mesi dello scorso anno, una popolazione composta prevalentemente da maschi adulti, con la presenza occasionale di nuclei familiari (femmine con prole nata nelle stagioni riproduttive del 2025 e 2026): in particolare, nell’area è stata accertata la riproduzione di almeno due esemplari femmine appartenenti allo stesso gruppo, che hanno dato vita a due distinte cucciolate.

Il piano di contenimento dei cinghiali, di fatto, è stato avviato circa dieci anni fa, ben prima dell’avvio dell’attuale PRIU, portando complessivamente alla cattura di circa 300 esemplari.

Tra le azioni cardine, un ruolo di primo piano è assolto dal monitoraggio faunistico, pilastro operativo imprescindibile condotto capillarmente all’interno del parco attraverso il posizionamento strategico di fototrappole (immagini e video) in corrispondenza dei principali corridoi ecologici utilizzati dagli animali: questa attività non costituisce solo un metodo per censire la specie ma rappresenta lo strumento scientifico fondamentale per tracciare in tempo reale gli spostamenti, ottimizzare l’efficacia delle catture e validare scientificamente il progressivo spopolamento dell’intera area.

I dati raccolti tramite le fototrappole risultano, quindi, essenziali per analizzare la distribuzione, la consistenza e la dinamica demografica della popolazione, offrendo i parametri necessari a valutare l’efficacia delle strategie gestionali adottate. Il monitoraggio, svolto sia in fase preliminare sia in parallelo alle catture, garantisce informazioni tempestive sul numero minimo di individui presenti e sul trend della popolazione.

Le operazioni di controllo numerico sono state possibili grazie all’impiego di tre gabbie-trappola dotate di un sistema di attivazione a inciampo, all’allestimento di piste di alimentazione con esche a base di mais, mais schiacciato, carrube e avena e al foraggiamento preventivo delle gabbie, con il successivo innesco dei meccanismi, eseguito tramite rigidi accorgimenti finalizzati a ridurre al minimo la contaminazione da odori umani, cosa che comprometterebbe l’efficacia delle catture.

I risultati ottenuti dall’equipe, coordinata da Lorenzo Gaudiano, registrano una progressiva e drastica riduzione della presenza di cinghiali nel parco. Attualmente, infatti, la popolazione residua appare limitata a pochissimi individui solitari che frequentano il territorio in modo occasionale.

“Nonostante i risultati ottenuti – commenta Lorenzo Gaudiano – risulta di fondamentale importanza garantire la continuità delle operazioni nel medio e lungo periodo. Mantenere la densità della popolazione a livelli minimi è una condizione indispensabile per prevenire il potenziale biologico di ricolonizzazione, in quanto il cinghiale è una specie caratterizzata da un elevatissimo tasso riproduttivo e una spiccata plasticità ecologica. Interrompere queste azioni di controllo, in questa fase, causerebbe un rapido effetto di rimbalzo demografico, cosiddetto ‘rebound’, vanificando risorse e sforzi impiegati finora. Serve, inoltre, a limitare l’arrivo di altri cinghiali da aree limitrofe, dato che il controllo costante azzera l’attrattività ecologica del parco impedendo che il territorio venga occupato da nuovi gruppi familiari”.

Assieme al coordinatore tecnico, fanno parte dell’equipe di UNIBA Prospero L’erario e Lorenzo Pucciarelli, operatori tecnici faunisti, e il responsabile scientifico Giuseppe Corriero.