Prosegue il processo nato dalla maxi inchiesta “Codice Interno”, che ha fatto luce sui presunti rapporti tra mafia, politica e imprenditoria barese. Nell’udienza davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Bari, l’avvocato Andrea Moreno, legale dell’Amtab attualmente in amministrazione giudiziaria, ha ribadito la tesi della Direzione distrettuale antimafia secondo cui l’allora presidente Pierluigi Vulcano “non era padrone” dell’azienda, mentre il controllo sarebbe stato esercitato da Tommaso Lovreglio, Michele De Tullio e Massimo Parisi, fratello del boss Savino Parisi.
Nel corso dell’udienza, che vede imputate 15 persone tra cui l’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso e il padre Vito, è stato ascoltato l’ispettore della Squadra Mobile Salvatore Attimonelli. In aula è stata richiamata un’intercettazione relativa alle assunzioni interinali per la Fiera del Levante del 2018, nelle quali sarebbero state favorite persone vicine al clan.
Il legale dell’Amtab ha inoltre depositato documenti relativi a un procedimento disciplinare nei confronti di Massimo Parisi, riportando un episodio del 2020 in cui l’uomo sarebbe entrato urlando nell’ufficio dell’allora presidente per protestare contro la mancata assunzione della figlia tra i lavoratori interinali. Secondo l’accusa, l’episodio confermerebbe l’atteggiamento autoritario attribuito agli imputati. Il processo riprenderà dopo l’estate con gli interventi delle difese.

