Emergono nuovi elementi nell’inchiesta su don Vito Martinelli, 56 anni, ex parroco della chiesa del Sacro Cuore di Corato, agli arresti domiciliari dal 10 ottobre con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità. Un altro giovane avrebbe raccontato agli investigatori di aver ricevuto dal sacerdote messaggi e proposte a sfondo sessuale.
La Squadra mobile di Bari ha ascoltato tredici testimoni nell’ambito dell’indagine. Tra questi, un parrocchiano che ha riferito di essere stato contattato prima su WhatsApp e successivamente su Telegram, dove il sacerdote avrebbe impostato la cancellazione automatica delle conversazioni. Secondo il racconto del giovane, don Martinelli gli avrebbe rivolto domande sulla sua vita intima e proposto di guardare insieme filmati pornografici. Il ragazzo avrebbe quindi interrotto i rapporti per timore che le avances potessero trasformarsi in qualcosa di più. A riportarlo La Repubblica.
La testimonianza, secondo il gip di Trani Domenico Zeno, presenterebbe analogie con quanto denunciato da un ventenne, che avrebbe subito atti sessuali in diverse occasioni a partire dal 2022. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti in luoghi diversi, tra cui l’auto del sacerdote, la sacrestia, l’ufficio parrocchiale e la sua abitazione.
Il giudice ha evidenziato il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, disponendo la misura cautelare anche alla luce della presunta influenza esercitata dal sacerdote nell’ambiente ecclesiastico e scolastico, dove insegna. Gli investigatori stanno verificando l’eventuale coinvolgimento di altre persone.
Nella giornata di oggi, 14 ottobre, don Martinelli dovrà comparire davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso. Le accuse sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del procedimento.

