Le indagini sulle proteste annunciate a Bari si concentrano su due gruppi distinti: la chat Telegram “23 ottobre rivolta a Bari” e il “Movimento 17 ottobre”, finito al centro di un’inchiesta della Procura di Milano. Tra i possibili referenti pugliesi del secondo gruppo ci sarebbe uno studente universitario molto conosciuto nel mondo dell’associazionismo, che al momento non risulta indagato né destinatario di attività di polizia giudiziaria.
A Milano gli investigatori stanno ricostruendo la rete di contatti del presunto ideatore del Movimento 17 ottobre, il ricercatore trentenne Youssef Siher, e i possibili collegamenti con altre città italiane. La manifestazione barese del movimento, inizialmente prevista in piazza Umberto, è stata revocata dopo la diffusione online dei nomi dei suoi componenti.
Sul fronte barese, invece, l’inchiesta riguarda i giovanissimi che avrebbero utilizzato la chat “23 ottobre rivolta a Bari” per organizzare possibili azioni vandaliche contro i negozi dei grandi marchi. Sette persone sono state perquisite dalla Digos e risultano indagate per ipotesi di reato che comprendono l’istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, con finalità di terrorismo, oltre alla detenzione di armi, munizioni ed esplosivi.
Un secondo gruppo, composto da otto ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni, è stato fermato nei pressi della stazione ferroviaria nella serata di venerdì 23 ottobre. Alcuni indossavano cappucci o avevano con sé passamontagna; a uno è stata trovata una pistola scacciacani. Nelle chat, secondo quanto emerso, sarebbero circolati messaggi che incitavano a utilizzare mazze e danneggiare i negozi.
Al momento, questi giovanissimi non sembrerebbero riconducibili ai tradizionali movimenti della sinistra antagonista o dell’estrema sinistra. Gli investigatori ipotizzano piuttosto la presenza di ragazzi mossi da rabbia e aggressività, senza una precisa matrice ideologica. A riportarlo la Repubblica.

