Una raccolta fondi aperta a tutta la cittadinanza per consentire il rimpatrio della salma di Rahman Ziaur, il trentenne originario del Bangladesh morto martedì pomeriggio a Bari dopo essere stato investito da una navetta dell’Amtab all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele e piazza Massari.
Il giovane lavorava come cuoco in un ristorante di Bari vecchia e viveva nel quartiere Libertà. Una parte del suo stipendio veniva inviata ogni mese ai familiari, residenti a Feni, la città d’origine in Bangladesh. Ora la comunità bengalese barese si sta mobilitando per sostenere le spese necessarie a riportare la salma ai suoi cari.
A coordinare l’iniziativa è Patowary M Alouddin, rappresentante della comunità bengalese di Bari, impegnato anche nell’assistenza alla famiglia e nelle pratiche per il rimpatrio. Parallelamente, è stato individuato un legale che seguirà gli sviluppi dell’inchiesta e tutelerà i familiari, impossibilitati a raggiungere facilmente l’Italia.
Intanto proseguono gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente. Il fascicolo è affidato al pubblico ministero Antonio D’Antona, mentre anche l’Amtab ha avviato un’indagine interna. Il conducente della navetta, assunto da poche settimane e impegnato nei suoi primi giorni di guida autonoma, al momento non risulta indagato. Dopo l’impatto, l’uomo si è sentito male ed è stato trasportato in ambulanza al Policlinico.
Le eventuali responsabilità restano da accertare. Nel frattempo, la comunità bengalese si stringe attorno alla famiglia di Rahman, colpita da un lutto che, a migliaia di chilometri di distanza, rende ancora più difficile affrontare la perdita.

