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Bari, i fratelli Pisicchio a processo per corruzione. Intercettazioni inutilizzabili: “Non erano autorizzate”

29 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
29 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Colpo di scena nel processo che coinvolge i fratelli Alfonsino ed Enzo Pisicchio, l’imprenditore Giovanni Riefoli e il dirigente comunale Francesco Catanese. Il collegio della Seconda sezione penale del Tribunale ha dichiarato inutilizzabili le intercettazioni telefoniche in relazione alle contestazioni di corruzione e turbativa d’asta.

La decisione, presieduta dal giudice Giuseppe Battista, si basa sul fatto che nel 2019 le intercettazioni erano state autorizzate esclusivamente nell’ambito di un’indagine per truffa alla Regione contestata a Enzo Pisicchio. La successiva estensione ai nuovi reati era stata respinta dal gip nel 2020, ma le conversazioni erano state comunque acquisite dalla Procura come elementi di prova nel processo.

L’inchiesta riguarda, tra le altre contestazioni, un presunto accordo corruttivo legato all’aggiudicazione di una gara da 5,5 milioni di euro per la riscossione dei tributi del Comune di Bari, assegnata alla società Golem Plus dell’imprenditore Riefoli. Secondo l’accusa, i Pisicchio e Catanese avrebbero avuto un ruolo nell’operazione, circostanze che dovranno essere accertate in sede giudiziaria.

I due fratelli e altri indagati erano finiti agli arresti domiciliari nell’aprile 2024, durante la campagna elettorale per le comunali di Bari. La misura cautelare era stata successivamente revocata nel luglio dello stesso anno.

Nonostante l’esclusione delle intercettazioni, il processo proseguirà per le diverse ipotesi di reato contestate agli imputati, tra cui falso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture false. La decisione dei giudici riguarda l’utilizzabilità delle conversazioni telefoniche e non costituisce, di per sé, una pronuncia sulle responsabilità degli imputati.

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