Dalla storia d’amore tra due adolescenti alle minacce, agli appostamenti e infine all’aggressione durante una festa di compleanno. Una relazione finita male, trasformata in un incubo per una ragazzina, costretta a cambiare abitudini e a vivere nella paura. Per questo un 17enne è stato collocato in comunità nella serata di mercoledì, con l’accusa di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex fidanzatina.
La vicenda, ricostruita nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla pm minorile Gianna Maria Nanna, riguarda due ragazzi che frequentavano gli stessi ambienti della movida barese. Lui, con un promettente futuro nel calcio, lei impegnata negli studi. La loro relazione, durata alcuni mesi, si sarebbe interrotta a causa dei comportamenti sempre più gelosi e aggressivi del ragazzo. Durante una serata estiva in un locale della costa adriatica, il 17enne avrebbe persino schiaffeggiato la fidanzata, episodio che avrebbe spinto la giovane a chiudere il rapporto.
Da quel momento, secondo quanto raccontato dalla vittima agli investigatori, sarebbe iniziato un vero e proprio percorso persecutorio. Il ragazzo avrebbe cominciato a chiedere informazioni su di lei attraverso amici comuni, a inviarle messaggi e a cercare continuamente occasioni per incontrarla.
La situazione sarebbe precipitata a fine settembre, quando la ragazzina è tornata brevemente a Bari per partecipare a una festa di 18 anni organizzata in un ristorante del centro. I due si sono ritrovati perché appartenenti alla stessa cerchia di conoscenze. In quell’occasione, il 17enne l’avrebbe raggiunta alle spalle e colpita con un pugno al volto, provocandole un livido allo zigomo. Soltanto l’intervento degli altri invitati avrebbe impedito che l’aggressione proseguisse.
Dopo quell’episodio, le persecuzioni sarebbero diventate ancora più insistenti. Il giovane avrebbe iniziato a seguirla, a fare appostamenti a Bari e a inviarle numerosi messaggi, alcuni dei quali contenenti minacce di morte. In uno di questi avrebbe scritto: «Se dovessi sapere che è successo qualcosa giuro sulla mia vita a costo di passare i guai io ti uccido con le mie mani».
Il 17enne avrebbe inoltre raggiunto la nuova città in cui la ragazza si era trasferita con la famiglia per motivi lavorativi del padre, approfittando di una partita della propria squadra del cuore. La sua presenza sarebbe stata poi rimarcata anche attraverso alcuni post sui social. La giovane ha raccontato di essere arrivata al punto di avere paura persino di uscire da sola.
A far partire l’inchiesta è stata una segnalazione della Questura di Bari, dopo che la famiglia della minorenne si era rivolta agli uffici di polizia chiedendo l’ammonimento del ragazzo. Gli approfondimenti investigativi, anche attraverso l’ascolto protetto della vittima con l’assistenza di uno psicologo, avrebbero però fatto emergere un quadro ritenuto particolarmente grave.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza della gip del Tribunale per i minorenni, Rosa Caramia, le condotte contestate avrebbero provocato nella ragazza e nei suoi genitori un costante stato di paura, costringendo la famiglia a modificare le proprie abitudini. La minorenne, quando esce, sarebbe ormai accompagnata da un autista privato e il trasferimento in un’altra città sarebbe stato accelerato anche per proteggerla.
La giudice ha ritenuto insufficiente la misura della permanenza in casa, considerando il rischio che il ragazzo potesse proseguire le persecuzioni attraverso i social e i messaggi. Nel provvedimento viene evidenziata anche la difficoltà del 17enne nel controllare la rabbia e le proprie emozioni.
Da qui la decisione di accogliere la richiesta della Procura minorile e disporre il collocamento in comunità. Una misura considerata un’ultima possibilità per consentire al giovane di prendere coscienza delle proprie condotte e intraprendere un percorso educativo. La gip ha avvertito che, in caso di ulteriori comportamenti persecutori, per il ragazzo potrebbe aprirsi la strada del carcere minorile. A riportarlo La Gazzetta del Mezzogiorno.

