Un colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata, che ha attraversato la colonna cervicale per arrestarsi nel collo, dove è stato successivamente estratto. È quanto emerso dai primi risultati dell’autopsia eseguita dal medico legale Alberto Tortorella sul corpo di Antimo Mazzotta, ex ristoratore di 78 anni, trovato morto nella sua abitazione di campagna alla periferia di Torre Rinalda.
L’ogiva recuperata durante l’esame sarebbe compatibile con una pistola scacciacani modificata, calibro 9, rinvenuta dai carabinieri in un rudere a pochi chilometri dall’abitazione della vittima.
Per l’omicidio è stato fermato Emmanuel Greco, idraulico di 33 anni originario di Surbo, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il movente sarebbe legato a una discussione per alcuni lavori eseguiti nell’abitazione del pensionato, del valore di circa 300 euro, relativi alla manutenzione dell’autoclave e ritenuti non eseguiti a regola d’arte.
Il giovane, incensurato e padre di due bambini, comparirà davanti al gip Luca Scuzzarella per l’udienza di convalida del fermo. Assistito dagli avvocati Federico Martella e Francesco Martinese, potrà fornire la propria versione dei fatti e chiarire la dinamica dell’aggressione.
Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo i rapporti tra i due attraverso chat e conversazioni, mentre nei prossimi giorni sarà conferito l’incarico per gli accertamenti balistici sull’arma ritenuta quella del delitto.
L’inchiesta dovrà chiarire anche le fasi successive all’omicidio e le modalità con cui il corpo del pensionato sarebbe stato occultato.

