Falsi certificati di residenza, apparentemente rilasciati da Arca Puglia, per ottenere indebitamente l’assegnazione o l’occupazione di case popolari. È l’ipotesi al centro di un’inchiesta della Procura di Bari, che ha chiesto il rinvio a giudizio per 23 persone, tra cui una coppia di Putignano ritenuta responsabile della creazione dei documenti contraffatti.
Secondo l’accusa, i due avrebbero realizzato certificati falsi e una casella di posta elettronica certificata, [email protected], utilizzata per far apparire autentiche le comunicazioni inviate ai Comuni di Putignano, Bari e Gravina.
Gli altri 21 indagati avrebbero commissionato alla coppia i documenti necessari a ottenere benefici legati alla residenza negli alloggi di edilizia popolare, partecipando a vario titolo al presunto sistema fraudolento.
Le contestazioni comprendono, tra gli altri reati, falsità materiale, false dichiarazioni a un pubblico ufficiale e invasione di edifici. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2022 e il 2023.
Le indagini, condotte dal commissariato di Putignano con il supporto della Polizia postale, sono partite dalla denuncia della dirigente amministrativa e responsabile anticorruzione e trasparenza di Arca Puglia Centrale. La decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio spetterà alla gip Anna De Simone, davanti alla quale è fissata l’udienza del 10 marzo 2027.

