Proseguono le indagini della Digos sui gruppi social e le chat online in cui sarebbero stati pianificati atti vandalici durante le manifestazioni di piazza. A Bari sono state effettuate altre tre perquisizioni, nell’ambito di un’operazione condotta contemporaneamente in 22 città italiane.
Complessivamente, sono state controllate 60 persone che avrebbero incitato alla violenza attraverso piattaforme social e chat. Le ultime tre persone perquisite nel capoluogo pugliese sarebbero collegate al gruppo già finito al centro dell’inchiesta denominata “23 ottobre rivolta a Bari”.
Il 23 ottobre erano stati perquisiti sette giovani, sei maggiorenni tra i 18 e i 25 anni e un minorenne di 16 anni. Nei loro confronti era ipotizzato il reato di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, con finalità di terrorismo.Nella stessa serata, la Polizia aveva inoltre fermato otto ragazzi, sospettati di voler danneggiare alcuni negozi del centro cittadino. Le nuove perquisizioni non hanno portato al ritrovamento di materiale anomalo. Le tre persone controllate, inoltre, non risultano indagate.

