La Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda giudiziaria legata alla morte di Camilla Di Pumpo, la 25enne avvocatessa foggiana deceduta in un incidente stradale avvenuto il 26 gennaio 2022 a Foggia. I giudici hanno confermato la condanna a quattro anni di reclusione per Francesco Pio Cannone, accusato di omicidio colposo stradale e falso per induzione.
Secondo la ricostruzione processuale, Cannone viaggiava a bordo di un’Audi A4 a velocità elevata, circa 90 chilometri orari, quando si verificò il violento impatto con la Fiat Panda guidata dalla giovane, che riportò lesioni mortali.
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla famiglia Di Pumpo, che contestava la dinamica dell’incidente e il concorso di colpa attribuito a Camilla. Per i giudici, le motivazioni delle sentenze precedenti risultano coerenti sia sull’eccesso di velocità dell’Audi sia sul comportamento della vittima all’incrocio.
Oltre alla conferma della condanna, la Cassazione ha disposto per i familiari della giovane il pagamento delle spese processuali e di 3mila euro ciascuno alla Cassa delle ammende. Una decisione che ha provocato amarezza nella famiglia, con la madre di Camilla che sui social ha parlato di «un mondo freddo» e di una giustizia «irriconoscibile».

