La crisi di Natuzzi si aggrava con l’annuncio della chiusura di tre stabilimenti e della delocalizzazione di ulteriori volumi produttivi in Romania. La comunicazione è arrivata durante l’incontro preparatorio al tavolo previsto l’11 giugno al Mimit, scatenando la dura reazione dei sindacati, pronti alla mobilitazione.
A rischio ci sarebbero il plesso centrale di Santeramo in Colle, Jesce 2 e Graviscella, decisioni che secondo le sigle sindacali sarebbero già state definite e considerate non modificabili dall’azienda. La scelta, accusano i rappresentanti dei lavoratori, rappresenta una rottura rispetto agli impegni assunti in sede ministeriale.
Duro anche l’intervento del consigliere regionale pugliese Ubaldo Pagano, presidente della commissione Bilancio, che parla di atteggiamento inaccettabile da parte dell’azienda e chiede un intervento immediato del Governo. Al centro del confronto dell’11 giugno ci saranno il futuro degli stabilimenti del Sud, i livelli occupazionali e la tenuta del perimetro industriale.

