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Omicidio Mongiello a Foggia, arrestato il 43enne Luca Ceglia. Incastrato dal cappellino gettato nel cassonetto

19 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
19 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

È Luca Ceglia, 43enne incensurato di Foggia, il presunto autore dell’omicidio di Giacomo Mongiello, il 45enne morto il 4 agosto 2024 dopo due giorni di ricovero, raggiunto da due colpi di fucile (la sera del 2 agosto), esplosi in via Sbano a Foggia.

Ceglia risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e di accensioni ed esplosioni pericolose. La sera del delitto, come documentato dalle telecamere di videosorveglianza, il killer era a bordo di una bici elettrica e indossava abiti neri, un berretto con visiera ed una mascherina.

Gli investigatori della squadra mobile, coordinati dalla Procura di Foggia, hanno ricostruito l’omicidio grazie alle dichiarazioni di circa sessanta persone, alla analisi delle celle telefoniche e alla acquisizione di 218 telecamere.

Attraverso i video la polizia è riuscita a ricostruire i movimenti del presunto autore che durante la fuga, dopo il delitto, aveva gettato in un cassonetto della spazzatura il cappellino che indossava, poi recuperato da alcuni minori che per gioco lo avevano provato.

Sul cappellino sono stati trovati residui di polvere da sparo ed è stato effettuato un lavoro di estrapolazione ed isolamento del dna di tutti i ragazzini che avevano maneggiato il berretto, riuscendo, così, ad individuare quello del 43enne. Al 112, inoltre, pochi giorni dopo il delitto, era giunta anche una chiamata anonima durante la quale veniva indicato il 43enne come presunto autore.