Il grosso petardo negli spogliatoi, le intimidazioni e le minacce al Sindaco di Cellamare, Gianluca Vurchio, sembravano essere ormai confinate nell’Aula del Tribunale in cui si sta celebrando il processo. Del resto si tratta di fatti risalenti al 2019. I fatti dell’epoca, tuttavia, sono riesplosi in modo fragoroso il 27 maggio scorso.
Nelle cassette delle lettere, alcuni cittadini e commercianti del piccolo paese del Barese, si sono visti recapitare 10 delle 69 pagine degli atti d’indagine di quel processo. Pagine specifiche, che getterebbero ombre pesanti sulla corretta esecuzione delle elezioni amministrative di quell’anno e del ruolo di Sindaco e assessore. Si parla di atteggiamenti “omissivi” e addirittura “omertosi”.
Questo emergerebbe in alcune intercettazioni ambientali. Il dossier è stato fatto recapitare anche a Michele De Santis, già Vicesindaco e Sindaco di Cellamare, ora a capo dell’opposizione in Consiglio Comunale. Quest’ultimo ha reso pubblico il contenuto di quelle carte, qualora a qualcuno fosse sfuggito, attraverso un post su Facebook, chiedendo anche un Consiglio monotematico sulla questione. Un fatto di grande ambiguità, soprattutto perché coinvolge un primo cittadino sempre in prima linea quando si tratta di manifestare a sostegno di legalità e trasparenza.
Non a caso il plico porta proprio questo nome: “Trasparenza e Legalità”. Abbiamo chiesto a Gianluca Vurchio un’intervista, affinché potesse chiarire la sua posizione, calcolando che il giorno dopo la consegna del dossier è stato ascoltato dai Carabinieri della Compagnia di Triggiano, così come altre persone, compreso Michele De Santis.
Vurchio difende categoricamente il suo operato e la sua lealtà nei confronti dei cittadini di Cellamare e annuncia una querela contro ignoti, nel tentativo di scoprire chi ha diffuso quelle carte, con il chiaro intento di diffamarlo e nel modo peggiore. In attesa che il primo cittadino convochi una conferenza stampa e prima di farvi ascoltare anche l’attacco durissimo dell’opposizione, vi proponiamo l’intervista a Gianluca Vurchio, che risponde punto su punto a ciò che i suoi detrattori hanno voluto si conoscesse pubblicamente.










