La Procura di Bari ha rinunciato alla richiesta di arresti domiciliari per Gianmichele Labbate e Francesco Losacco, dipendenti di Sanitaservice coinvolti nel nuovo filone d’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità barese. La decisione è emersa durante gli interrogatori preventivi davanti al gip Giuseppe Montemurro.
Per Labbate, che ha risposto alle domande del giudice, e per Losacco sarebbero venute meno le esigenze cautelari, anche alla luce dei cambiamenti nelle mansioni lavorative e delle misure adottate nei loro confronti. La Procura ha inoltre rinunciato alla richiesta di interdizione per Anna Losacco e Teresa Castrovilli, ritenute amministratrici di comodo della società Frangia Costruzioni.
Secondo l’accusa, Labbate e Losacco sarebbero soci occulti dell’impresa, che avrebbe ottenuto appalti dalla Asl con la regia dell’imprenditore Crisanti. Le indagini ipotizzano complessivamente dieci episodi di corruzione, falso ideologico, ricettazione e subappalto illecito.
Gli interrogatori sono proseguiti con altri dipendenti dell’Asl e un imprenditore, mentre ulteriori persone coinvolte saranno ascoltate nelle prossime udienze. Le contestazioni restano al vaglio dell’autorità giudiziaria.

