Gioia, incendio divampa e raggiunge maneggio: asini e cavalli salvati da volontari e Vigili del Fuoco – FOTO

Un grave e pericoloso incendio, sviluppatosi domenica alle 13, ha messo a serio rischio l’incolumità di una dozzina di quadrupedi, all’interno di un maneggio situato a ridosso del macello di Gioia del Colle.

Un primo rogo si era già sviluppato nella giornata di sabato con l’intenso fumo che aveva letteralmente invaso le abitazioni situate nei pressi della zona coinvolta dall’incendio.

I volontari arrivati sul posto, dopo aver constatato la gravità e l’estensione dell’incendio alimentato dal forte vento, hanno richiesto l’intervento sul posto dei Vigili del Fuoco attivando il numero di emergenza 112.

La Sala Operativa ha provveduto ad inviare sul posto una squadra di pompieri giunti successivamente dal distaccamento cittadino di Bari Carrassi. A causa del forte vento che alimentava le fiamme le stesse hanno raggiunto le sterpaglie e staccionate di un maneggio con la presenza di animali.

Senza non poche difficoltà i volontari sono riusciti a guadagnare l’accesso al maneggio e ad iniziare le operazioni di spegnimento, evitando che le fiamme si propagassero nei recinti. Dopo mezz’ora di intenso lavoro sono giunti sul posto i Vigili del Fuoco di Bari Carrassi per proseguire le operazioni di spegnimento nell’intera area del Campo Boario.

Operazioni che si sono protratte fino a tardo pomeriggio con un’ulteriore autobotte giunta dal Comando di Mungivacca. Sul posto anche i volontari del Gruppo Comunale.

Alberobello, asini al pascolo aggrediti da lupi. Coldiretti Puglia lancia l’allarme: “Serve un piano nazionale”

“Occorre salvare le centinaia di pecore e capre sbranate, mucche e agnelli sgozzati e asinelli uccisi in Puglia, dove la presenza del lupo si è moltiplicata negli ultimi anni con il ripetersi di stragi negli allevamenti che hanno costretto alla chiusura delle attività e all’abbandono di pascoli”. È quanto afferma in una nota Coldiretti Puglia, in riferimento all’ultimo attacco di lupi agli asini al pascolo in un bosco ad Alberobello.

“Agli animali a volte feriti o uccisi si aggiungono – precisa Coldiretti – i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti. Sono essenziali -misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le aree rurali più difficili dove l’allevamento è l’attività principale, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze pugliesi, come la pecora ‘Gentile’ di Altamura o la ‘Moscia’ leccese”. Oltre recinzioni e cani da pastori, dunque, sono necessarie, ritengono da Coldiretti “nuove modalità di azione” in difesa di una specie, quella dei lupi, “non più in via d’estinzione”.

Ed i numeri sembrano confermare che il “lupo ormai, non è più in pericolo”. Anche in ragione di queste circostanze, l’associazione degli agricoltori le istituzioni dovrebbero “definire un Piano nazionale che guardi a quello che hanno fatto altri Paesi Ue come Francia e Svizzera”. “Il rischio vero oggi è – denuncia la Coldiretti regionale – la scomparsa della presenza dell’uomo dalle aree interne per l’abbandono di migliaia di famiglie ma anche di tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane di mucche, capre e pecore”.