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Valentina Filannino viene dimessa dall’ospedale e muore a 35 anni, aperta inchiesta: s’indaga per omicidio colposo

2 Novembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
2 Novembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

È sulle ore trascorse tra le dimissioni dal pronto soccorso e il successivo peggioramento delle condizioni di Valentina Filannino che si concentra l’inchiesta della Procura di Trani. La 35enne di Barletta è morta all’ospedale Dimiccoli, dopo un nuovo ricovero d’urgenza. Il fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizza il reato di omicidio colposo.

Domani, martedì 3 novembre, sarà eseguita l’autopsia all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. L’esame dovrà chiarire le cause del decesso e fornire elementi utili a verificare eventuali responsabilità nella gestione sanitaria.

La donna si era recata al pronto soccorso il 29 ottobre, lamentando un forte dolore alla gamba sinistra, gonfia e con una colorazione anomala. Secondo quanto riferito dai familiari, una Tac avrebbe evidenziato una tromboembolia polmonare. Nonostante il malessere persistente e la richiesta di ricovero, sarebbe stata dimessa con una terapia domiciliare.

Rientrata a casa, Valentina ha perso i sensi mentre saliva le scale. Soccorsa e trasportata nuovamente al Dimiccoli, è stata ricoverata in Rianimazione, dove è morta dopo circa 22 ore.

La famiglia ha presentato denuncia chiedendo di chiarire le valutazioni cliniche che hanno portato alle dimissioni e l’intero percorso assistenziale. Tra gli aspetti da accertare, anche quando sia stata effettivamente formulata la diagnosi di tromboembolia: durante il primo accesso in pronto soccorso o dopo il successivo ricovero.

La magistratura acquisirà la documentazione sanitaria e valuterà gli esiti dell’autopsia per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali negligenze. L’Asl Bt ha espresso cordoglio ai familiari e assicurato la propria collaborazione agli accertamenti. La Direzione strategica ha annunciato che, attraverso l’ospedale Dimiccoli e il servizio di Rischio Clinico, contribuirà alla ricostruzione della catena assistenziale e dei protocolli applicati, invitando a evitare illazioni e a confidare nel lavoro degli organi competenti.

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