Sia chiaro, i controlli devono esserci e pure rigorosi. Il problema non è la legge, ma il fatto che possa essere uguale per tutti e applicata nello stesso modo. A gennaio scorso, dopo la tragedia di Crans Montana, in Svizzera, è cambiato tutto per non cambiare in effetti molto. Ma veniamo al punto. In questi mesi alcune strutture storiche della cultura barese, diventate qualcosa di più di un semplice luogo, sono state oggetto di controlli rigorosi. Prendiamo il caso dell’Arena Airiciclotteri. Niente cinema all’aperto, comunica Dionisia Cirasola, che in quella struttura per abbellirla e renderla più sicura ha investito tempo, soldi e molte energie.
Un progetto voluto dal papà Nico e da sua moglie, che ha trovato una battuta d’arresto nelle prescrizioni della Commissione il 15 giugno scorso, culminate con la revoca. Il provvedimento peggiore per un imprenditore dello spettacolo. Un altro caso è quello del Piccolo Teatro, da mesi è bloccato. Ce ne occuperemo nel dettaglio a breve, ma poi esistono degli eventi o rassegne occasionali, organizzati da associazioni e quindi riservati (almeno sulla carta) ai soli soci, con il patrocinio e su suolo del Comune, in condizioni nettamente contrarie a quanto prevede la legge in tema di sicurezza.
E allora, come letto su alcuni giornali nei giorni scorsi, se davvero il futuro del cinema all’aperto è nei parchi e stabilimenti balneari con due teli o una sdraio, perché accanirsi contro chi chiede solo di sedersi attorno a un tavolo per affrontare in maniera organica la questione? Il condizionamento della tragedia di Crans Montana è ancora evidente, soprattutto da quando i Comuni hanno preso consapevolezza che in situazioni analoghe la responsabilità è anche la loro. Col terrorismo e l’iniquità, però, non si è mai risolto niente.
Bisognerebbe fermarsi e capire il da farsi per dare a ciascuno degli operatori le stesse opportunità. Continueremo a occuparci della questione, come annunciato a gennaio scorso. Se avete segnalazioni, idee o proposte, scriveteci a [email protected], potremo così alimentare il dibattito e comprendere a fondo quanto sia necessario agire tutti in un’unica direzione.


