Bari piange Marcello Pantanella: il comico e conduttore radiofonico si è spento all’età di 58 anni

Bari piange Marcello Pantanello, attore, conduttore radiofonico e comico che si è spento improvvisamente all’età di 58 anni. Faceva parte del duo “I tascavuota” con Nicola Capozzi, grande tifoso del Bari, era particolarmente legato ad Adelfia, dove aveva da poco partecipato a uno spettacolo e dove era atteso per un altro evento a dicembre.

“Il mio compagno di risate, la mia metà sul palco e nella vita, il mio amico vero, il mio respiro, è volato in cielo – ricorda Nicola Capozzi con un messaggio commovente sui social -. L’angelo che mi ha accompagnato in questi anni se n’è andato, lasciando un vuoto che non so spiegare. Di lui mi resta tutto: le sue 87 barzellette fresche fresche che ho pubblicato con orgoglio, la sua ironia pulita, la sua voglia di giocare con la vita anche quando la vita non giocava con noi. Ogni volta che ridevate grazie a lui, era come vederlo brillare. Oggi quella luce si è spenta qui, ma sono sicuro che da qualche parte, più in alto, si sta già inventando una nuova barzelletta”.

 

Dal film di Natale in uscita alla tesi di laurea: Checco Zalone analizzato come archetipo linguistico e sociologico

Checco Zalone analizzato come un vero e proprio archetipo linguistico e sociologico, considerando che la sua satira offre una lente per comprendere l’evoluzione dei costumi, della politica e della comunicazione italiana. In attesa del nuovo film in uscita il 25 dicembre al cinema, il comico pugliese diventa protagonista della tesi di laurea dal titolo “L’uomo come archetipo del comico tra storia, satira e linguaggi: il caso Checco Zalone”.

L’autrice è Rosa Pia de Martino, neolaureata in Lingue e letterature straniere, all’università ‘G. d’Annunzio’ di Chieti Pescara. La ricerca della neolaureata – relatore è Enzo Fimiani, mentre la materia è Storia della comunicazione – intercetta un fenomeno socio-culturale sempre più diffuso: l’uso della cultura pop per interpretare la storia e la critica sociale. Secondo l’autrice, il cui auspicio è che il suo lavoro possa “ispirare altri studenti a esplorare l’intersezione tra cultura di massa e discipline umanistiche”, Checco Zalone non è solo un fenomeno del grande schermo, ma anche “oggetto di studio fondamentale nel panorama della comunicazione contemporanea”.

“La scelta del tema risponde al bisogno di comprendere la nostra società attraverso le sue espressioni più immediate – spiega de Martino – Zalone, con la sua satira, ci offre una lente potentissima per interpretare la storia e i cambiamenti dei nostri linguaggi. Non si tratta solo di analizzare un artista, ma di decodificare l’impatto profondo che l’umorismo e la satira hanno avuto e continuano ad avere, partendo dagli albori del Novecento fino ai giorni nostri”.