Abusi e bugie, giù la maschera. Fabio: “Coca e alcol mi hanno ucciso. Salvatevi siete in tempo”

Fabio non c’è più ed è arrivato il momento di raccontare tutta la verità. Non solo il tumore, Fabio è stato ucciso dalle sue dipendenze che ha portato avanti fino all’ultimo, anche nel periodo in cui è stato ospite a casa di Quinto Potere. Sono tante le cose che vi abbiamo tenuto nascoste, è arrivato il momento di raccontarle. Anche perché questa è stata una delle ultime volontà di Fabio.

Tragedia ad Ostuni, colpito da fulmine sugli scogli: muore pescatore 70enne. Illeso l’amico

Tragedia nel primo pomeriggio a Ostuni, in località Santa Lucia, dove un uomo di circa 70 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine mentre si trovava sugli scogli, nei pressi della spiaggia.

La vittima era insieme a un amico: i due stavano pescando quando una violenta scarica elettrica li ha raggiunti. L’altra persona è rimasta illesa.

Sul posto sono intervenuti i sanitari, che hanno tentato a lungo di rianimare l’uomo, senza riuscirci, e la polizia per gli accertamenti. Nelle stesse ore, la costa di Ostuni è stata interessata da una intensa attività di fulmini, mentre più a sud si è verificato un breve temporale.

Va in campagna per curare gli ulivi, cade e muore. Tragedia nel Brindisino: 77enne trovato senza vita

Tragedia nelle campagne di Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi. Il 77enne Cosimo Damiano Bianco è stato trovato morto in mattinata in contrada Patuli, dove si era recato per svolgere alcuni lavori di potatura degli ulivi.

A dare l’allarme sono state le persone presenti nella zona. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il personale del 118, che non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Restano da chiarire le cause della morte: l’anziano potrebbe essere stato colto da un malore oppure essere rimasto vittima di una caduta accidentale. I militari della stazione locale stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto. La notizia ha scosso la comunità, dove il 77enne era molto conosciuto.

Chiusa l’inchiesta sulla morte del cane eroe Bruno, la Procura di Taranto: “È stata simulata dall’istruttore”

La Procura di Taranto ha chiuso l’inchiesta sul 51enne Arcangelo Caressa, istruttore del cane Bruno, confermando l’accusa di simulazione di reato. Il 4 luglio 2025 l’uomo aveva annunciato sui social la morte dell’animale, sostenendo che fosse stato ucciso dopo aver ingerito polpette contenenti chiodi.

Secondo gli inquirenti, però, la presenza dei bocconcini vicino alla carcassa sarebbe stata simulata attraverso fotografie e dichiarazioni poi risultate non corrispondenti alla realtà.

A mettere in dubbio la ricostruzione anche l’autopsia eseguita dal consulente nominato dalla Procura, Orlando Paciello, docente della Federico II di Napoli. Dall’esame è emerso che stomaco e intestino del cane erano completamente vuoti e che Bruno non avrebbe mangiato da almeno 20 ore, forse fino a 36. Per il consulente, inoltre, la morte non sarebbe stata provocata dall’ingestione di sostanze dannose.

Caressa ha ora 20 giorni per chiedere di essere interrogato o presentare una memoria difensiva tramite il suo avvocato Alessandro Scapati. Al termine, il pm Raffaele Casto dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

Sedato nel letto di un Hospice, così se n’è andato Fabio. L’ultima volontà: “Evitate i miei errori”

Fabio è morto, nel letto dell’Hospice della clinica barese Santa Rita. Per la famiglia di Quinto Potere si tratta di una dolorosa perdita e di un lutto difficile da superare. Gli siamo stati accanto nei suoi ultimi giorni di vita, denunciando le lacune di un sistema sanitario che lo ha abbandonato. Purtroppo le sue condizioni da subito sono apparse gravissime e la situazione è precipitata nelle ultime ore.

Fabio è stato uno degli ultimi ospiti della casa di Quinto Potere ed era riuscito a concedersi a suo modo una seconda possibilità, trovando un nuovo lavoro e una nuova sistemazione. La vita però a volte è crudele e per questo ha voluto lanciare un ultimo messaggio alla nostra community. Ringraziamo tutti coloro che sono stati vicini a Fabio in queste ore. Ai familiari, ai conoscenti e a chi gli voleva bene le più sentite condoglianze. Riposa in pace Fabio.

Schianto auto-moto sulla sp240, morto il 55enne Leonardo Grasso: spunta un’arma sul luogo della tragedia

Nuovi elementi nelle indagini sull’incidente costato la vita, domenica sera, a Leonardo Grasso, 55 anni, di Conversano. L’uomo era in sella alla sua moto quando, lungo la provinciale 240 tra Conversano e Rutigliano, all’altezza del bivio per Mola di Bari, si è scontrato con una Renault Clio. L’impatto è stato fatale e i soccorsi del 118 si sono rivelati inutili.

Durante i rilievi sul luogo dello schianto, le forze dell’ordine avrebbero inoltre rinvenuto un’arma. Non è ancora chiaro a chi appartenesse né se possa avere un collegamento con l’incidente. Il ritrovamento, tuttavia, potrebbe aprire nuovi scenari e sarà oggetto di ulteriori accertamenti.

La Procura di Bari ha disposto il sequestro dei veicoli e dei reperti raccolti sulla scena. La salma di Grasso è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, dove sarà effettuata l’autopsia.

Malore sul volo Brindisi-Memmingen, muore donna di 86 anni: aereo costretto all’atterraggio d’emergenza

Dramma nella giornata di ieri a bordo di un aereo partito da Brindisi e diretto a Memmingen, in Germania, dove una donna di 86 anni è stata colta da un grave malore durante il volo ed è poi deceduta dopo l’atterraggio.

L’allarme è scattato prima di mezzogiorno. A bordo sono state avviate immediatamente le manovre di rianimazione, mentre l’equipaggio ha richiesto uno scalo d’emergenza all’aeroporto di Pescara.

Ad attendere l’aereo c’era un’ambulanza medicalizzata del 118 di Pescara. Una volta sbarcata, la donna è stata sottoposta a ulteriori manovre rianimatorie sulla pista, quindi intubata e trasportata in codice rosso all’ospedale civile di Pescara.

Nonostante gli sforzi dei sanitari del 118 e del pronto soccorso, la donna è deceduta poco dopo il suo arrivo in ospedale.

Tragedia tra Rutigliano e Conversano, schianto auto-moto sulla sp240: muore il 55enne Leonardo Grasso

Tragedia nel Barese ieri sera sulla strada provinciale 240, tra Rutigliano e Conversano, all’altezza dello svincolo per Mola di Bari. A perdere la vita è stato Leonardo Grasso, 55 anni, ex operatore ecologico di Conversano.

L’uomo viaggiava a bordo di una moto che, per cause ancora da accertare, si è scontrata con una Renault Clio, condotta da una donna, trasportata in ospedale per accertamenti.

Immediato l’intervento del 118, ma per il motociclista i soccorsi si sono rivelati inutili. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, la Polizia municipale di Conversano e il Consorzio di Vigilanza urbana e rurale.

Femminicidio in A1, gli ultimi messaggi del killer alla madre di Lorena Isceri: “Ti odio, sei perfida”. Poi: “È morta”

Emergono nuovi dettagli sugli ultimi momenti prima dell’omicidio di Lorena Isceri, uccisa dall’ex compagno Federico Vella il 3 settembre. Poco prima della tragedia, l’uomo avrebbe contattato più volte la madre della giovane, Antonietta, nel tentativo di convincerla a fare da intermediaria e favorire una riconciliazione con la figlia.

Già nei giorni precedenti Vella aveva chiesto alla donna di aiutarlo a riconquistare Lorena, arrivando a proporre anche una terapia di coppia. La madre, però, avrebbe rifiutato di intervenire, spiegando che la figlia era ormai adulta e doveva decidere autonomamente.

Il 3 settembre, poche ore prima del delitto, Vella avrebbe nuovamente scritto ad Antonietta, accusandola di ostacolare il suo rapporto con Lorena e rivolgendole parole minacciose e offensive. Alle 14.53 sarebbe arrivato un messaggio dai toni inquietanti: “Se non mi avessi trattato male non sarebbe successo. Ti odio. Sei perfida”.

Poco dopo, l’ultimo, agghiacciante messaggio: “ morta”. Una comunicazione che avrebbe anticipato la tragedia e che ora rappresenta uno degli elementi al centro degli accertamenti.

La famiglia di Lorena, profondamente provata, sta affrontando il lutto. L’avvocato Mino Miccoli ha riferito che la madre della giovane ha avuto un forte crollo emotivo dopo giorni particolarmente difficili.

Operaio precipita nel vuoto e muore: a Barletta cinque indagati per la morte del 34enne Vincenzo Dibenedetto

La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone per la morte di Vincenzo Dibenedetto, l’operaio di 34 anni precipitato nel vuoto da un’altezza di nove metri mentre era a lavoro nell’oleificio di famiglia che si trova alla periferia di Barletta.

Gli indagati sono accusati di concorso di omicidio colposo e violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tra gli indagati ci sono, iscritti come atto dovuto, due parenti della vittima, proprietari dello stabilimento oleario e difesi dall’avvocato Giuseppe Spina, e un imprenditore di 61 anni di Andria, difeso dagli avvocati Riccardo D’Avanzo e Saverio Santangelo. Si tratta del titolare dell’impresa cui erano stati commissionati lavori su uno dei silos dell’azienda.

Secondo quanto ricostruito, il 34enne era sul mezzo della ditta del 61enne quando, per cause in fase di accertamento, è caduto nel vuoto. Sul corpo dell’operaio è stata disposta l’autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.