Andrea Procaccino morto a 17 anni, indagato il 16enne alla guida dell’auto: “È colpa mia”. Oggi i funerali

È stato denunciato, ed è dunque indagato, per omicidio stradale il 16enne, alla guida della Renault Megane station wagon con targa polacca, regolarmente assicurata ed intestata ad un cittadino polacco, che si è schiantata, nella notte tra sabato e domenica, ad Orta Nova (Foggia) contro un guardrail per poi finire in una cunetta per sfuggire ad un eventuale controllo dei Carabinieri, provocando la morte di uno dei quattro passeggeri a bordo, il 17enne Andrea Procaccino seduto sul sedile posteriore sinistro. 

Il fascicolo è di competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari. La vittima aveva compiuto a gennaio scorso i 17 anni. E’ morto sul colpo. Feriti in maniera non grave i quattro amici, tutti minori tra i 14 e i 16 anni, in auto con lui, tra cui, appunto, l’indagato.

Tre di loro sono già stati dimessi nella giornata di ieri. Tutti, compresa la vittima, avevano un tasso alcolemico superiore alla norma, le cui tracce sono state rilevate nel sangue e nelle urine.

Due di loro sono risultati positivi anche ai cannabinoidi. “E’ colpa mia. Ho fatto tutto io da solo. I carabinieri non hanno colpa”, avrebbe detto in lacrime il 16enne agli investigatori. Nel pomeriggio di oggi, intanto, presso la chiesa Beata Vergine Maria di Lourdes di Orta Nova, saranno celebrati i funerali della vittima.

Ucciso per errore nel ristorante, l’ultimo saluto di Bisceglie ad Angelo Pizzi: “Amava la vita e gli è stata rubata”

Le note della canzone Knockin’ On Heaven’s Door hanno accompagnato l’uscita dalla chiesa di Santa Maria Madre di Misericordia di Bisceglie, nel nord Barese, di Angelo Pizzi, il maître di sala di 62 anni assassinato mentre era a lavoro nel ristorante Spaghetteria n. 1, lo scorso 30 aprile. Un delitto che, per gli inquirenti, è inserito nella faida tra i clan baresi.

“Non possiamo arrenderci a una logica disfattista, non possiamo arrenderci di fronte a una situazione che ci spiazza ma che non segna la fine e soprattutto che non scalfisce quella necessità e quella forza interiore che abbiamo di riaffermare il senso della vita e di educare i più piccoli a questo”, ha detto nel corso dell’omelia, don Michele Barbaro definendo il delitto “un atto di violenza che esprime una chiara volontà di potere che si afferma attraverso l’uso delle armi e gesti di prepotenza che muovono la mano di un uomo contro il proprio simile”.

“Saranno i miti a ereditare la terra, non gli operatori di iniquità, non coloro che usurpano con l’uso della forza e del denaro quegli spazi destinati alla crescita di una comunità sana, fatta di bambini che hanno il diritto di giocare in strade, parchi e ambienti e luoghi sicuri”, ha continuato il parroco invitando “adulti e famiglie, anziani a educare i più piccoli al rispetto alla giustizia, alla non violenza attraverso un’azione educativa che riguarda tutti e tutte le agenzie educative lì dove con fermezza possa esprimersi il rifiuto di qualsiasi logica fatta di indifferenza, compromesso e rassegnazione”.

Al termine delle esequie, per cui il sindaco di Bisceglie Angelantonio Anagrano ha indetto il lutto cittadino, un collega della vittima ha letto una lettera. “Un uomo semplice e buono, modesto, un grande lavoratore. Abbiamo trascorso molti anni lavorando insieme. Era instancabile Lino, pieno di entusiasmo, di ideali, di allegria”, ha detto, ricordando che “Lino amava la vita ma gli è stata rubata. Non ti dimenticheremo Lino, perché ti vogliamo troppo bene”.

Angelo Pizzi ucciso a 61 anni per errore nel ristorante dove lavorava: domani i funerali a Bisceglie

Saranno celebrati domani 14 maggio a Bisceglie i funerali di Angelo Pizzi, il maitre di sala di 61 anni conosciuto da tutti come Lino, ucciso la sera del 30 aprile durante una sparatoria nel ristorante “Spaghetteria n.1”, dove lavorava.

Secondo le indagini, Pizzi sarebbe stato colpito accidentalmente durante un agguato il cui vero obiettivo era il titolare del locale, un barese che ai carabinieri ha confermato di essere il destinatario dei colpi.

Gli investigatori hanno repertato 15 bossoli esplosi da almeno due armi automatiche. I sicari, con il volto coperto da caschi integrali, sarebbero stati due, con una possibile terza persona ad attenderli all’esterno.

Molto conosciuto in città e ritenuto estraneo a qualsiasi contesto criminale, Pizzi lascia la compagna Antonella e la figlia Monica. La salma è stata composta nella Chiesa Vecchia della Misericordia di Bisceglie, mentre la cerimonia funebre si svolgerà domani alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria di Misericordia.

Bari, a 17 anni muore dopo intervento in ospedale. A Palo l’ultimo saluto a Gianvito Pascullo: “Morte intollerabile”

Palloncini bianchi e un lungo applauso hanno salutato ieri il feretro di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle (Bari) morto la notte tra 13 e 14 aprile nell’ospedale San Paolo di Bari.

Pascullo si era sottoposto a due interventi ortopedici per ricomporre la frattura scomposta della tibia, riportata qualche giorno prima a causa di un incidente con la moto. La sera del 13, tuttavia, avrebbe iniziato ad avvertire dei dolori e per questo chiamò i sanitari, che gli avrebbero somministrato un antidolorifico. Le sue condizioni però precipitarono fino all’arresto cardiaco che ne causò la morte.

“Viviamo in un momento in cui l’assurdo accade nelle nostre vite. Siamo davanti all’ingiustizia di una morte intollerabile e inaccettabile. Gianvito ci lascia un’eredità viva, luminosa e fertile”, ha detto don Francesco Nuzzi, parroco della chiesa Santa Maria La Porta di Palo. Sull’altare, davanti alla bara bianca del ragazzo, si sono alternati amici, un’insegnante e l’allenatore di pallavolo del 17enne, studente dell’ultimo anno nell’istituto tecnico Marconi-Hack di Bari.

“Viviamo una realtà che ci risulta inaccettabile, ti è stata tolta la vita nel luogo che più di tutti avrebbe dovuto proteggerti”, ha detto una parente. Nella chiesa, piena, molti ragazzi indossavano magliette bianche con il volto dell’amico e le scritte “Ciao Gianvito, giocheremo sempre insieme” e “Gianvito vive, per sempre con noi”.

Per la morte di Pascullo sono indagati sette medici e un’infermiera per omicidio colposo. Tra le piste vagliate dalla Procura c’è anche quella che a Pascullo sia stato somministrato un farmaco sbagliato: tra i quesiti formulati dalla pm per l’autopsia, infatti, ce n’è anche uno per verificare un possibile avvelenamento da cloruro di potassio, farmaco previsto per la terapia dell’altro ragazzo ricoverato nella stessa stanza di ospedale del 17enne.

Omicidio Carta a Foggia, celebrati i funerali nella chiesa in cui si è sposato: “Foggia basta ribellati e alza la testa”

È arrivato in chiesta ricoperto di corone di fiori bianchi il feretro di Dino Carta il 42enne personal trainer di Foggia assassinato la sera del 13 aprile scorso a pochi metri dalla sua abitazione mentre portava il cane Maya a passeggio.

Responsabile e movente del delitto sono ancora un mistero. La bara ha fatto ingresso nella chiesa del Santissimo Salvatore dove Dino e la giovane moglie Sara si sono sposati circa due anni fa.

Ad officiare la celebrazione monsignor Giorgio Ferretti arcivescovo della diocesi Foggia Bovino. Chiesa e piazzale affollato di tantissima gente ed istituzioni. La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. La famiglia ha chiesto alla stampa di non fare ingresso nella chiesa durante la celebrazione.

“FFoggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all’ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità. Cara Foggia, non è normale che un uomo venga ucciso sulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città. Non è normale che i giovani abbiamo coltelli – le parole di Ferretti -. Basta mogli e figli che piangono i loro mariti. Padri e madri che piangono i figli. La scia di sangue è lunga ormai decenni. Basta sangue. Tutto questo deve finire. Lo vogliamo tutti. Lo sogniamo tutti. Alziamo la testa, con coraggio. Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle prossime generazioni di questa terra. Lo dobbiamo a Dio che ci ama e piange per i peccati e le colpe di tutti”.

Omicidio Dino Carta a Foggia, domani i funerali: proclamato lutto cittadino. Attesa per i risultati degli esami

A Foggia è stato proclamato il lutto cittadino per giovedì 23 aprile, giorno dei funerali di Dino Carta, personal trainer di 42 anni ucciso il 13 aprile vicino casa. La sindaca Maria Aida Episcopo ha disposto bandiere a mezz’asta e un minuto di raccoglimento nelle sedi istituzionali, invitando i cittadini a partecipare al cordoglio.

I funerali si terranno nella chiesa del Santissimo Salvatore, officiati dall’arcivescovo Giorgio Ferretti. Intanto proseguono le indagini: si sono svolte le analisi sul caricatore della pistola trovato vicino al luogo del delitto e sugli elementi raccolti dalle telecamere di sorveglianza.

Nei giorni scorsi circa mille persone hanno partecipato a un corteo per ricordare Carta, descritto come una persona benvoluta e senza nemici apparenti. La moglie ha chiesto collaborazione per fare luce sull’omicidio, mentre la comunità attende risposte su movente e responsabili.

Uccisa dal marito poi suicida, a Bisceglie l’ultimo saluto a Patrizia. I figli: “Grazie per averci insegnato la vita”

“Sei stata una mamma che ha vissuto per la famiglia e siamo certi che avresti continuato a farlo e avresti dato te stessa come sempre hai fatto, con tutto l’amore. Desideravi sempre aiutare in ogni modo ogni persona e la gente qui presente ne è la dimostrazione. Grazie per averci donato e insegnato la vita”.

Sono le parole che Mauro ed Elia hanno dedicato, al termine del funerale alla loro madre, Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni uccisa dal marito a Bisceglie, nel nord Barese, lo scorso 15 aprile. L’uomo, Luigi Gentile di 61 anni, avrebbe prima tentato di strangolarla per poi spingerla dal balcone dell’appartamento in cui la 54enne viveva, al quinto piano di una palazzina di via Vittorio Veneto.

Il 61enne si è poi tolto la vita lanciandosi a sua volta nel vuoto dallo stesso terrazzino. Per i funerali della donna il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, ha proclamato il lutto cittadino.

“Mauro ed Elia, a voi va l’abbraccio di tutta la chiesa, dei sacerdoti, del vescovo e di tutta questa città che veramente con grande affetto si stringe al vostro dolore”, ha detto nell’omelia don Michele Barbaro, parroco della chiesa della Misericordia a Bisceglie, nel corso della messa esequiale.

“Possa Patrizia riposare in pace e benedire i suoi figli dal cielo”, ha continuato il sacerdote, che ha chiesto a Dio di restare “con noi in questo momento in cui è sera nei nostri cuori, nella nostra vita” a causa di “eventi che non comprendiamo e che ci spiazzano, che costituiscono una battuta di arresto e che ci fanno pensare che non abbiamo le forze per riprendere il cammino”.

“Abbiamo bisogno di ritornare a Dio, attraverso un processo di profonda conversione che ci aiuti a ritrovare con tutte le nostre povertà, con i nostri limiti, le nostre paure, le nostre tristezze ma anche con i nostri desideri, progetti, con tutto ciò che ci rende unici e che ci permette di aprirci all’altro con amore, ma un amore – ha concluso don Barbaro – che dona la vita, non la toglie, un amore che rende l’altro autentico nel suo essere immagine e somiglianza di Dio”. All’uscita del feretro dalla chiesa sono stati fatti volare palloncini rossi a forma di cuore.

Strangolata dal marito e gettata dal balcone, domani l’ultimo saluto a Patrizia: lutto cittadino a Bisceglie

Saranno celebrati domani pomeriggio, 21 aprile, nella parrocchia della Misericordia a Bisceglie, i funerali di Patrizia Lamanuzzi, la donna di 54 anni uccisa dal marito lo scorso 15 aprile.

Secondo quanto ricostruito, il marito, Luigi Gentile, 61 anni, avrebbe prima tentato di strangolarla, per poi spingerla dal balcone dell’appartamento al quinto piano in via Vittorio Veneto. Subito dopo, l’uomo si è tolto la vita lanciandosi dallo stesso terrazzino.

In occasione delle esequie, il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, proclamerà il lutto cittadino. Il provvedimento prevede bandiere a mezz’asta negli edifici comunali, la sospensione delle manifestazioni pubbliche fino al termine del rito funebre e lo stop alle attività commerciali, artigianali e ai cantieri, oltre al divieto di iniziative ludiche e ricreative su suolo pubblico.

Bisceglie, l’ultimo saluto alla 12enne Alicia. Chiesa gremita: “Non comprendiamo il perché di questa morte”

Si sono svolti nella chiesa di Chiesa di Santa Caterina i funerali di Alicia Amoruso, la ragazza di 12 anni morta lunedì scorso dopo essere stata travolta da un albero mentre tornava a casa da scuola. L’edificio, gremito di fedeli, ha accolto una comunità profondamente colpita dalla tragedia, mentre la città ha osservato il lutto cittadino.

Attorno al feretro bianco, adornato con fiori, magliette e un palloncino a forma di cuore, si sono stretti i genitori, Claudio e Margaret, insieme ai familiari e agli amici. La celebrazione è stata officiata dall’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo, che nell’omelia ha invitato a pregare per la giovane, affidandola «al cuore di Dio» e ricordando la morte come «passaggio alla vita eterna».

“Non comprendiamo il perché di questa morte, ma affidiamo Alicia alle tue braccia forti. Questo deve essere anche un tempo per capire, per fare piena luce perché quello che è successo non accada più” ha poi aggiunto. E rivolgendosi agli amici e ai compagni di classe di Alicia, ha detto: “Non dimenticatela mai. La vita è un bene prezioso ma fragile”

Per l’intera giornata, il Comune ha disposto bandiere a mezz’asta e la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche. Su richiesta della famiglia, nessun rappresentante dell’amministrazione comunale ha preso parte alle esequie.

Bisceglie, i compagni di classe e catechismo ricordano Alicia: veglia di preghiera per la 12enne schiacciata da albero

“È un momento di preghiera nato dal cuore dei ragazzi e questo mi ha colpito molto: volevano consolazione per un dolore che per la loro età è troppo pesante da affrontare”.

La voce di don Michele Torre, parroco della chiesa dedicata alla Madonna di Costantinopoli a Bisceglie, è commossa quando parla di chi poco più che bambino, gli ha chiesto aiuto dopo la morte di Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un pino sradicato dal vento lunedì scorso.

I suoi compagni di classe e di catechismo hanno chiesto al sacerdote conforto e per questo ieri sera hanno deciso di organizzare una veglia di preghiera nella loro parrocchia. Oggi pomeriggio ci saranno i funerali della giovane che, per scelta della famiglia, si svolgeranno senza la presenza di componenti dell’amministrazione comunale.

“Non sapevano che fare, ma volevano essere vicini alla famiglia di Alicia – continua don Michele – Lei in questa chiesa, ha mosso i suoi primi passi della iniziazione cristiana. Sabato scorso era qui al catechismo, domenica ha partecipato alla messa e l’anno prossimo avrebbe ricevuto il sacramento della confermazione. Quanto accaduto è inspiegabile e loro sono molto scossi”.

Prima di entrare in chiesa, le amiche di Alicia hanno voluto lasciare a pochi passi dall’albero che l’ha strappata alla vita, un cartellone rosa su cui hanno scritto: “Dove sei ora Alicia? Qui, continui a mancare”. “Io non ci credo ancora, devo realizzare”, dice sottovoce Felisia mentre abbraccia Silvia. Con la vittima hanno frequentato le scuole elementari, ora le medie e il catechismo. “L’ho saputo dai social – continua Silvia – e sono scoppiata a piangere”.

La 12enne è morta, secondo quanto emerso dall’esame autoptico, per uno schiacciamento toracico – addominale. “Davanti al mistero della morte dobbiamo imparare a fare silenzio – ha sottolineato don Michele – Il cuore di ognuno di noi rifletta su quanto sta vivendo e su quanto la vita sia un dono prezioso”.