Cancella le comande dei clienti e si intasca i soldi, caposala sottrae 45mila euro al ristorante: indagato per furto

Un uomo di 45 anni, originario di Maglie e impiegato come caposala in un noto ristorante del centro di Lecce, è finito sotto indagine con l’accusa di furto aggravato e continuato.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, tra agosto 2024 e ottobre 2025 l’uomo avrebbe sottratto dalla cassa del locale oltre 45mila euro. Il presunto sistema utilizzato era semplice ma efficace: cancellava dal computer alcune comande dei tavoli, trattenendo per sé i pagamenti effettuati in contanti dai clienti.

I primi sospetti sarebbero stati sollevati dal titolare dell’attività, insospettito da ammanchi ripetuti. Da lì sono partite le indagini della Guardia di Finanza, che hanno acquisito elementi ritenuti rilevanti.

Determinanti, in particolare, le immagini delle telecamere di videosorveglianza interne al ristorante, che avrebbero documentato i comportamenti contestati e confermato i reiterati ammanchi di denaro.

“Papà vieni e spacca la faccia al prof”, docente aggredito a scuola: indagato 48enne per violenza e minacce

Un padre 48enne di Ruffano ha tentato di aggredire un professore nell’istituto “Bottazzi” di Casarano dopo che il figlio 16enne, punito con diverse note disciplinari per comportamento aggressivo, lo aveva incitato via messaggio a “spaccargli la faccia”.

L’uomo si è presentato a scuola con l’altro figlio, ha insultato e minacciato il docente e lo ha strattonato nei corridoi, costringendolo a rifugiarsi in bagno e a chiamare i carabinieri.

Identificato dai militari, è ora accusato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’udienza preliminare è fissata per l’11 maggio.

Ruvo, investito dal muletto nella sua azienda: muore il 72enne Luigi De Vanna. Indagato l’operaio alla guida

È Luigi De Vanna, originario di Terlizzi, l’uomo di 72 anni che ha perso la vita nelle prime ore di questa mattina, intorno alle 5, mentre si trovava al lavoro nella sua azienda del settore alimentare situata in via De Curtis.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento. Stando a una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto durante una manovra da un muletto condotto da un operaio, riportando un grave trauma da schiacciamento che non gli ha lasciato scampo.

Immediato l’intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto pochi minuti dopo l’allarme, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano: il personale medico ha potuto soltanto constatare il decesso.

Sull’accaduto indagano i carabinieri, che hanno provveduto a sequestrare il mezzo coinvolto nell’incidente. La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo al fine di chiarire le responsabilità e la dinamica esatta dei fatti.

Nel registro degli indagati è stato iscritto l’operaio alla guida del muletto al momento dell’incidente. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora una volta al centro della cronaca.

Telecamere nascoste nelle lampade, coppia di ospiti spiata in casa: indagato 46enne a Taranto

Un 46enne di Taranto è indagato per interferenze illecite nella vita privata dopo che una coppia ospite nella sua abitazione avrebbe trovato telecamere nascoste.

Su disposizione del PM Francesca Colaci, l’immobile è stato perquisito e sarebbero state scoperte tre microcamere occultate in alcune lampade, tra salone, camera da letto e zona piscina, poi sequestrate insieme alle schede di memoria.

L’uomo, assistito dall’avvocato Gianluca Sebastio, si è mostrato collaborativo consegnando i propri dispositivi elettronici, ma ha negato di essere il responsabile dell’installazione delle telecamere.

L’appartamento, precisano, non sarebbe un Bed&Breakfast ma una pertinenza della sua abitazione usata per ospitare amici. Le indagini sono in corso per chiarire la vicenda.

Choc a Brindisi, indagato il medico Cristian Ghezzani. L’accusa: “Ha ucciso 3 gatti e tentato di sopprimere altri 5”

Avrebbe ucciso tre gatti e tentato di ammazzarne altri cinque con crudeltà un medico 51enne di Brindisi, Cristian Luca Ghezzani, a cui è stato notificato un avvio di conclusione delle indagini emesso dalla Procura di Brindisi.Le contestazioni, legate a diversi episodi di uccisione e tentativi di uccisione di animali, si riferiscono al periodo compreso dal 2023 al 2025.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile. Durante l’attività investigativa sono state acquisite le immagini di videosorveglianza di controllo delle colonie feline della città che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’indagato ed i singoli episodi.

In cinque casi – secondo quanto accertato dagli investigatori – l’uccisione degli animali non si è consumata per cause non dipendenti dalla volontà dell’indagato. Durante una perquisizione domiciliare i poliziotti hanno sequestrato una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino utilizzati per catturare e tentare di colpire gli animali.

Dalle attività condotte da un consulente tecnico dalla Procura, inoltre, è stato accertato che all’interno della gabbia trappola, sul bastone e all’interno dell’autovettura utilizzata dall’uomo vi sono tracce di sangue e peli riconducibili a gatti.

Morte Patrizia Nettis, svolta sul caso. Indagini riaperte: perizia sui telefoni dell’imprenditore indagato e del sindaco

Dovranno essere fatti ulteriori accertamenti tecnici sui cellullari della vittima e di altre persone coinvolte nella morte della 41enne giornalista pugliese, Patrizia Nettis, trovata impiccata nell’appartamento in cui viveva a Fasano, in provincia di Brindisi il 29 giugno del 2023.

Lo ha disposto il gip del tribunale di Brindisi, Vilma Gilli, che ha respinto la richiesta della procura di Brindisi di archiviare il caso. L’ordinanza giunge a quasi dodici mesi dall’udienza che aveva discusso l’istanza della procura.

Ad opporsi all’archiviazione anche la famiglia di Nettis che tramite il proprio avvocato, Giuseppe Castellaneta, in questi due anni ha più volte chiesto la possibilità di poter eseguire l’autopsia sul corpo della donna. Al momento nell’inchiesta c’è un solo indagato, un istruttore di nuoto, Riccardo Argento, accusato di minaccia e istigazione al suicidio. L’uomo aveva avuto una relazione con la donna. Nella vicenda, solo come persona informata sui fatti, c’è il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, anche lui in passato legato sentimentalmente alla giornalista. L’imprenditore ed il primo cittadino incontrarono la 41enne la sera prima del ritrovamento del cadavere.

Ora la gip ha chiesto ai carabinieri, che conducono le indagini, di effettuare accertamenti tecnici sulle singole celle agganciate dai telefoni di Argento e di Zaccaria dalle ore 23.00 del 28 giugno alle 7.00 del 29 giugno. Inoltre gli inquirenti dovranno acquisire i tabulati relativi agli Ip temporanei dei telefoni di Argento e Zaccaria sempre nelle ore precedenti il ritrovamento del corpo, quando i due si scambiarono una serie di messaggi via WhatsApp. Il giudice ha anche disposto un’integrazione della consulenza tecnica informatica, per effettuare una copia forense del cellullare di Patrizia Nettis. Fissato in 90 giorni il termine per le ulteriori indagini.

Gli esiti di queste nuove indagini potrebbe portare alla riesumazione della salma per effettuare l’autopsia da tempo richiesta dalla famiglia della giornalista. “Siamo soddisfatti della decisione del giudice anche se non è stata accolta la richiesta principale ovvero l’autopsia sul corpo di Patrizia ma dalle integrazioni istruttorie che la gip ha indicato al pm appare evidente la volontà di approfondire la posizione dei due uomini con riferimento alla posizione e alla presenza degli stessi eventualmente nell’abitazione nelle ore notturne e qualora la giudice dovesse ravvisare i gravi indizi dovrà essere disposta l’autopsia”, le parole del legale della famiglia Nettis.

Morte del cane-eroe Bruno, l’istruttore indagato per reato simulato: “È stato ucciso lo dimostrerò”

La Procura di Taranto ha completamente ribaltato la storia di Bruno, il cane molecolare di Taranto trovato morto lo scorso luglio nel centro di addestramento. Una storia che aveva commosso l’Italia intera, tanto da spingere la premier Meloni anche a ricordare Bruno sui social.

Nel corso della sua carriera Bruno ha ritrovato nove persone disperse ed era stato anche premiato dalla stessa premier. L’istruttore Arcangelo Caressa aveva presentato una denuncia ai carabinieri, ma secondo quanto sostenuto dalla Procura l’uccisione del cane sarebbe stata simulata.

E per questo proprio Caressa è stato iscritto nel registro degli indagati per simulazione di reato. Nei suoi confronti sono stati disposti perquisizioni e i sequestri di telefoni, computer e documentazione.

A ribaltare lo scenario è stata l’autopsia. Nello stomaco e nell’intestino del cane non è stata trovata traccia di chiodi o di sostanze tossiche. Per gli inquirenti l’intera scena sarebbe stata costruita ad arte, anche attraverso un seppellimento avvenuto senza avvisare né le forze dell’ordine né l’Asl. Ecco il racconto dell’indagato, Arcangelo Caressa.

Choc a Brindisi, violenze sessuali su dieci studentesse della scuola media: indagato collaboratore

Un collaboratore di una scuola media di Brindisi è indagato con l’accusa di atti sessuali su 10 alunne minorenni dell’istituto in cui lavorava.

Le accuse nei suoi confronti sono quelle di violenza sessuale aggravata su minori di 14 anni, con l’ulteriore aggravante di aver agito all’interno – o nelle immediate vicinanze – della scuola secondaria di primo grado frequentata dalle presunte vittime.

Gli episodi si sarebbero verificati tra il 2024 e il maggio 2025, l’uomo avrebbe approfittato del proprio ruolo e della quotidiana vicinanza alle studentesse.

Le dieci ragazzine coinvolte sono state ascoltate dagli inquirenti e i loro racconti sono stati ritenuti coerenti e attendibili. L’incidente probatorio ha confermato la solidità dei loro racconti.

Choc a Taranto, il cane eroe Bruno non è stato ucciso: istruttore indagato per simulazione di reato

Bruno, il cane molecolare di Taranto, non è morto a causa di un’esca con i chiodi. La Procura di Taranto ha completamente ribaltato la storia che aveva commosso l’Italia intera, tanto da spingere la premier Meloni anche a ricordare Bruno sui social.

Nel corso della sua carriera Bruno ha ritrovato nove persone disperse ed era stato anche premiato dalla stessa premier. L’istruttore Arcangelo Caressa aveva presentato una denuncia ai carabinieri, ma secondo quanto sostenuto dalla Procura l’uccisione del cane sarebbe stata simulata.

E per questo proprio Caressa è stato iscritto nel registro degli indagati per simulazione di reato. Nei suoi confronti sono stati disposti perquisizioni e i sequestri di telefoni, computer e documentazione.

A ribaltare lo scenario è stata l’autopsia. Nello stomaco e nell’intestino del cane non è stata trovata traccia di chiodi o di sostanze tossiche. Per gli inquirenti l’intera scena sarebbe stata costruita ad arte, anche attraverso un seppellimento avvenuto senza avvisare né le forze dell’ordine né l’Asl.

Malore nell’allenamento di calcio, un indagato per la morte di Riccardo Chetta: è il medico che ha dato l’idoneità

C’è un indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Riccardo Chetta, il 39enne deceduto durante l’allenamento con la squadra dilettantistica del Parabita City sul campo sportivo di Collepasso nella serata di giovedì 15 gennaio.

Nel registro degli indagati è finito il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità all’attività sportiva. Chetta ha infatti accusato due malori in campo nel periodo successivo. L’inchiesta è nata dopo la denuncia presentata dal padre della vittima che ha lasciato la moglie e due figli di 3 e 6 anni.

L’accusa contestata è quella di omicidio colposo, l’autopsia dovrebbe essere eseguita mercoledì 21 gennaio. Ancora sotto choc le due comunità di Collepasso e Parabita, strette al dolore della famiglia dell’uomo.