Prima pagina fake con IA, indagato prete per relazione con ballerina di lap dance. La diocesi: “Notizia inventata”

Una falsa prima pagina di giornale, realizzata con l’intelligenza artificiale e diffusa su TikTok, ha fatto scattare l’allarme nella Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. Il contenuto riportava una presunta indagine della Curia nei confronti di un sacerdote, a seguito della segnalazione di una ballerina di lap dance.

La Diocesi ha smentito categoricamente la notizia, precisando che non esiste alcuna indagine, segnalazione o procedimento riconducibile alla vicenda e che nessun sacerdote è stato allontanato dal proprio incarico per le ragioni indicate.

L’accaduto è stato segnalato alla Polizia Postale, alla quale è stato chiesto di individuare i responsabili della creazione e della diffusione del materiale. La Diocesi ha definito il caso un grave episodio di manipolazione digitale, sottolineando i rischi legati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare contenuti falsi e apparentemente credibili.

L’invito ai cittadini è a non condividere la falsa pubblicazione, evitando di contribuire alla diffusione della disinformazione.

Choc ai Giochi del Mediterraneo, tentata violenza sessuale sulla nave: indagato un calciatore marocchino

Le forze dell’ordine indagano su un presunto tentativo di violenza sessuale ai danni di una pallavolista francese, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 agosto sulla nave da crociera che ospita il villaggio atleti dei Giochi del Mediterraneo di Taranto.

Secondo una prima ricostruzione, la giovane avrebbe respinto l’aggressore e chiesto aiuto, attirando l’attenzione del personale di bordo. Sul posto sono intervenuti il 118 e la Polizia. La pallavolista è stata accompagnata in ospedale per accertamenti, ma non avrebbe riportato lesioni.

Al vaglio degli investigatori anche le immagini delle telecamere presenti sulla nave. Il presunto aggressore sarebbe un calciatore marocchino, già rientrato nel Paese d’origine. Dopo gli accertamenti medici, la ragazza ha fatto ritorno al villaggio atleti.

Sbranato da due rottweiler, aperta inchiesta sulla morte del 72enne Giuseppe Pampo: indagato il proprietario

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giuseppe Pampo, agricoltore 72enne di Leverano, aggredito mercoledì scorso da due rottweiler.

Nel registro degli indagati è stato iscritto il proprietario dei cani, un 34enne che vive in una tenuta non lontana dal luogo dell’aggressione, con l’accusa di omicidio colposo per omessa custodia.

La pm Simona Rizzo ha disposto l’autopsia, che sarà affidata lunedì al medico legale Alberto Tortorella. L’esame dovrà stabilire le cause del decesso e chiarire se l’uomo sia morto a seguito delle ferite provocate dai morsi dei due animali, escludendo al contempo l’eventuale presenza di un malore.

Falsi referti e visite a pagamento negli orari di servizio, medico indagato nel Brindisino: danno da 68mila euro

Si sono concluse le indagini preliminari nei confronti di un dirigente medico in servizio presso un Presidio Territoriale di Assistenza della provincia di Brindisi, accusato di falso ideologico in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri del N.A.S. di Taranto, il medico avrebbe svolto visite specialistiche private a pagamento, con compensi fino a 100 euro per prestazione, durante l’orario di servizio. In almeno un caso avrebbe incassato il denaro in contanti senza rilasciare ricevuta fiscale.

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato la redazione di referti medici falsi per giustificare la propria posizione dopo l’avvio delle ispezioni e l’utilizzo irregolare del personale sanitario della struttura.

Per simulare il rispetto dell’orario di lavoro contrattuale, il professionista avrebbe omesso le timbrature di uscita dalla sede di servizio, effettuandole ore dopo in un altro presidio ospedaliero dove non era autorizzato a lavorare. Il danno economico contestato all’Azienda sanitaria locale è stato quantificato in circa 68 mila euro. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del N.A.S. di Taranto.

Lecce, 62enne muore in ospedale tre giorni dopo un intervento alla spalla: indagato ortopedico del Fazzi

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sulla morte di Patrizia Beria, 62enne di Nardò, deceduta il 7 giugno, tre giorni dopo essere stata dimessa dal reparto di Ortopedia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove era stata sottoposta a un intervento per la ricomposizione di una frattura alla spalla.

La donna ha accusato un malore nella propria abitazione ed è stata trasportata dai familiari al pronto soccorso del Fazzi, dove è morta poco dopo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella di una possibile embolia polmonare.

A seguito della denuncia presentata dai familiari, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati il medico ortopedico che eseguì l’intervento. L’ipotesi di reato contestata è quella di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Gli accertamenti dovranno chiarire se, nel decorso post-operatorio, fosse necessario prescrivere una terapia anticoagulante a base di eparina.

Tangente da 300mila euro per pilotare l’appalto della discarica: indagato il sindaco di San Marco in Lamis

Presunte tangenti e appalti pilotati sono al centro di un’inchiesta della Procura di Foggia che vede coinvolte 20 persone. Tra gli indagati figura il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, accusato di corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Secondo gli investigatori, il primo cittadino avrebbe ricevuto una tangente da 300mila euro per favorire l’assegnazione dei lavori relativi alla discarica comunale. Nell’ambito dell’indagine, la Guardia di finanza ha eseguito diverse perquisizioni e acquisito documenti presso il Comune di San Marco in Lamis e la Provincia di Foggia.

Tra gli indagati anche la dirigente provinciale Maria Denise Decembrino, accusata di induzione indebita e falso, nell’ambito di un filone investigativo riguardante presunte disinfestazioni scolastiche inutili commissionate a una società privata.

L’inchiesta, nata dalla denuncia di un imprenditore sulle presunte irregolarità nell’appalto della discarica del 2024, ipotizza accordi tra imprese finalizzati a condizionare la gara. Tra gli indagati figurano inoltre i titolari dell’azienda aggiudicataria dei lavori.

Bufera a Vieste: il sindaco Nobiletti indagato. Assessore allontanato per registrazioni nascoste

Il sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, è indagato in un’inchiesta della Procura di Foggia. A renderlo noto è stato lo stesso primo cittadino attraverso un post sui social, dopo aver ricevuto un avviso di accertamenti tecnici non ripetibili.

Secondo quanto spiegato da Nobiletti, il procedimento sarebbe nato da un controllo amministrativo effettuato nei confronti di un operatore economico, al quale era stato richiesto l’adeguamento degli impianti alle normative comunali.

La successiva denuncia presentata dall’imprenditore avrebbe dato origine all’indagine. Il sindaco ha dichiarato di essere sereno e fiducioso che la correttezza del proprio operato verrà accertata.

Dagli atti dell’inchiesta sarebbe inoltre emerso che un assessore della giunta registrava di nascosto conversazioni con il sindaco e altri amministratori. Una circostanza che ha portato alla revoca immediata delle deleghe a Gaetano Antonio Paglialonga, fino a ieri assessore ai Grandi Eventi del Comune di Vieste.

Messaggi su TikTok e WhatsApp per adescare le amichette della figlia tra i 13 e 15 anni: indagato 55enne

Cinque ragazzine tra i 13 e i 15 anni, tutte amiche della figlia, sarebbero state adescate attraverso TikTok e WhatsApp da un 55enne di Nardò, finito sotto inchiesta della Procura di Lecce. Per l’uomo, meccanico, le indagini sono state chiuse nelle scorse settimane.

L’indagine è partita dalla denuncia presentata nel giugno 2025 da una 15enne che, accompagnata dalla madre, si è rivolta ai carabinieri consegnando le chat scambiate con l’uomo. Nei messaggi, secondo quanto emerso dagli accertamenti, comparivano complimenti insistenti, richieste di fotografie, inviti a incontrarsi e riferimenti sessuali.

Gli investigatori hanno poi esteso gli accertamenti ad altre quattro minorenni — due 15enni e due 13enni — tutte legate da rapporti di amicizia con la figlia dell’indagato. Dall’analisi di telefoni e dispositivi informatici sarebbero emerse ulteriori conversazioni ritenute rilevanti ai fini dell’inchiesta.

Tra i messaggi acquisiti figurerebbero anche richieste di non mostrare le chat ad altre persone e di cancellare le conversazioni. L’uomo avrebbe sostenuto di aver cercato di aiutare una delle ragazze, spiegando di averle voluto stare vicino per difficoltà personali. Una ricostruzione che non avrebbe trovato riscontro negli elementi raccolti dagli inquirenti. Ora la Procura si prepara alle prossime determinazioni.

Andrea Procaccino morto a 17 anni, indagato il 16enne alla guida dell’auto: “È colpa mia”. Oggi i funerali

È stato denunciato, ed è dunque indagato, per omicidio stradale il 16enne, alla guida della Renault Megane station wagon con targa polacca, regolarmente assicurata ed intestata ad un cittadino polacco, che si è schiantata, nella notte tra sabato e domenica, ad Orta Nova (Foggia) contro un guardrail per poi finire in una cunetta per sfuggire ad un eventuale controllo dei Carabinieri, provocando la morte di uno dei quattro passeggeri a bordo, il 17enne Andrea Procaccino seduto sul sedile posteriore sinistro. 

Il fascicolo è di competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari. La vittima aveva compiuto a gennaio scorso i 17 anni. E’ morto sul colpo. Feriti in maniera non grave i quattro amici, tutti minori tra i 14 e i 16 anni, in auto con lui, tra cui, appunto, l’indagato.

Tre di loro sono già stati dimessi nella giornata di ieri. Tutti, compresa la vittima, avevano un tasso alcolemico superiore alla norma, le cui tracce sono state rilevate nel sangue e nelle urine.

Due di loro sono risultati positivi anche ai cannabinoidi. “E’ colpa mia. Ho fatto tutto io da solo. I carabinieri non hanno colpa”, avrebbe detto in lacrime il 16enne agli investigatori. Nel pomeriggio di oggi, intanto, presso la chiesa Beata Vergine Maria di Lourdes di Orta Nova, saranno celebrati i funerali della vittima.

Colpisce il figlio a schiaffi perché lui si rifiuta di andare al doposcuola: papà indagato per maltrattamenti

Un uomo originario di Tricase è indagato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni dopo aver aggredito il figlio 12enne, colpevole di essersi rifiutato di frequentare il doposcuola. L’indagine è partita dalla denuncia della madre del ragazzo, separata dall’uomo. L’episodio chiave risale al 6 marzo scorso: il minore si trovava a casa del padre quando, davanti al rifiuto di uscire per il doposcuola, l’uomo avrebbe reagito prima verbalmente e poi con violenza fisica, colpendolo con schiaffi.

Una volta rientrato dalla madre, il 12enne ha raccontato quanto accaduto. I segni sul corpo hanno confermato il racconto: un occhio pesto, graffi sul volto e un lieve trauma alla testa. Nonostante le ferite, il ragazzo non è stato portato in ospedale, ma la madre ha deciso di rivolgersi ai carabinieri formalizzando la denuncia.

Nei giorni scorsi il minore è stato ascoltato davanti a un giudice nell’ambito di un incidente probatorio, strumento che consente di fissare le testimonianze in vista di un eventuale processo. In quell’occasione, il ragazzo ha confermato non solo l’episodio, ma anche una serie di presunti abusi psicologici e fisici che, secondo il suo racconto, si sarebbero protratti nel tempo.

Gli inquirenti stanno ora valutando la configurazione del reato di maltrattamenti in famiglia. Il 12enne ha descritto il padre come una persona irascibile, già protagonista in passato di comportamenti violenti. Nelle prossime settimane una consulenza psichiatrica sarà chiamata a stabilire l’attendibilità delle dichiarazioni del minore e la sua capacità a testimoniare.