Il condominio della paura (4), Luigi arrestato dopo l’ultima aggressione. Anna: “Non so come fare”

Torniamo ad occuparci del condominio della paura di Bitonto. Il primo servizio, concluso con il primo contatto con Luigi, ha creato parecchio scalpore. Poi siamo entrati dentro l’abitazione e abbiamo parlato con lui. Ieri Luigi, dopo l’ultima aggressione, è stato arrestato. Ci siamo precipitati sul posto per documentare quanto accaduto e per parlare con la moglie Anna che ci ha chiesto aiuto.

Controlli nel centro di Bari: arrestato uno spacciatore e allontanato un parcheggiatore abusivo per 48 ore

Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio interforze ad “Alto Impatto” nelle aree di piazza Umberto, piazza Moro e piazza Cesare Battisti, con l’impiego congiunto di personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.

L’attività rientra nel più ampio dispositivo di prevenzione e controllo disposto dal Questore di Bari, Annino Gargano, a seguito delle decisioni adottate in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di contrastare i fenomeni di illegalità diffusa, spaccio di sostanze stupefacenti e degrado urbano nelle aree maggiormente frequentate del centro cittadino.

In particolare le operazioni, coordinate da un Funzionario della Polizia di Stato, hanno visto la partecipazione di pattuglie della Questura, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia”, dei Reparti inquadrati della Polizia di Stato e dei Carabinieri, di un’unità cinofile antidroga della Polizia di Stato, personale del S.I.O. dell’ XI RGT “Puglia”e di personale della Polizia locale.

Nel corso dei controlli sono state identificate 137 persone (di cui 90 con precedenti di polizia, 89 stranieri); 10 persone sono state accompagnate in ufficio per ulteriori accertamenti ed è stato eseguito un rintraccio, riguardante un provvedimento di divieto di accesso a Piazza Umberto per la durata di un anno, a carico di un straniero regolare sul territorio nazionale, contestualmente deferito a piede libero per detenzione di stupefacenti.

Inoltre, nei confronti di uno straniero, colto a svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo, è scattato l’ordine di allontanamento per 48 ore da Piazza Umberto. Infine un cittadino barese, con precedenti specifici, è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina, con il contestuale sequestro della sostanza.

I servizi ad “Alto Impatto” proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle aree più sensibili della città, al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e contrastare ogni forma di illegalità.

Choc nel Salento, ferisce a forbiciate il figlio dopo una lite per l’eredità: arrestato 76enne

È stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio il 76enne ritenuto responsabile dell’aggressione al figlio 50enne, ferito con alcune forbici nella tarda mattinata di domenica 28 giugno a Roca Vecchia, marina di Melendugno, in provincia di Lecce.

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una lite legata a dissidi di natura economica. Il 50enne è stato ricoverato in ospedale e si trova in prognosi riservata.

L’anziano, residente a Calimera e già noto alle forze dell’ordine, ha accusato un malore al momento dell’esecuzione della misura cautelare ed è attualmente ricoverato e piantonato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Sull’accaduto proseguono le indagini dei carabinieri, impegnati a ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti.

Arrestato il 18enne che ha investito e ucciso il 17enne Giorgio Pienabarca: positivo all’alcol test

È stato arrestato in flagranza con l’accusa di omicidio stradale il 18enne che nella notte ha investito e ucciso il 17enne Giorgio Pienabarca. Il giovane si trova ora agli arresti domiciliari.

L’incidente è avvenuto intorno alle 4 del mattino. La vittima stava tornando a casa a piedi insieme a un amico dopo aver partecipato a una festa di compleanno in una sala ricevimenti della zona. Secondo quanto emerso dalle indagini, anche il conducente dell’auto aveva preso parte alla stessa festa.

Il 18enne, neopatentato, è risultato positivo sia all’alcol test sia agli esami tossicologici eseguiti dopo il tragico investimento. Gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente sono affidati alle forze dell’ordine coordinate dall’autorità giudiziaria.

Bari, serata di follia al Policlinico. Pretende il ricovero immediato e colpisce il medico con un pugno: arrestato

Paura e tensione al Policlinico di Bari per l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Una ventenne si è presentata nella serata del 23 maggio nel reparto di Neurologia accompagnata da alcuni familiari, pretendendo il ricovero immediato. Alla richiesta del medico di turno di passare prima dal Pronto soccorso, uno dei parenti ha reagito aggredendo con un pugno un altro medico presente nel reparto.

Il sanitario ha riportato lesioni ai denti e alla cornea ed è stato costretto a ricorrere alle cure mediche, presentando poi denuncia. L’aggressore, un incensurato, è stato arrestato e posto ai domiciliari: domani comparirà davanti al gip per la convalida del fermo.

Dopo l’episodio, la situazione è degenerata ulteriormente. Altri parenti della giovane, ritenuti vicini a un clan di Bari Vecchia, hanno raggiunto l’ospedale occupando il cortile interno e creando momenti di forte tensione. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno presidiato il reparto fino al mattino per garantire la sicurezza del personale sanitario.

In ospedale è arrivato anche il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, che ha espresso preoccupazione per il crescente numero di aggressioni contro medici e operatori sanitari. «Da qualche settimana assistiamo a una recrudescenza di episodi violenti – ha dichiarato – alimentati anche dal clima di forte polemica attorno al sistema sanitario regionale». Sivo ha invitato ad abbassare i toni del dibattito pubblico sulla sanità, sottolineando il rischio che siano proprio gli operatori a pagare il prezzo di questo clima di tensione.

Le chat dell’amante sull’auto, Lucia denuncia il traditore per maltrattamenti: arrestato Saverio

Saverio, il 40enne di Gravina protagonista alcune settimane fa del caso dell’auto tappezzata di insulti e chat private con l’amante da parte dell’ex convivente, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Torniamo a parlarne con alcuni retroscena molto importanti sul passato di Saverio. 

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Brindisi, estorsioni con metodo mafioso: arrestato il quarto uomo sfuggito al blitz. Era scappato sui tetti

È stato arrestato ieri sera a San Pietro Vernotico (Brindisi) il 45enne Alessandro Blasi, coinvolto nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce e sfuggito alla cattura durante il blitz della polizia del 17 marzo.

La misura cautelare era già stata eseguita nei confronti di altri tre indagati, tra cui Pietro Guadalupi, 35 anni, ex presidente del consiglio comunale di Brindisi.

Blasi era riuscito a evitare l’arresto fuggendo anche attraverso i tetti delle abitazioni vicine alla sua. Subito dopo la fuga sono scattate le ricerche da parte della squadra mobile, che per ore ha perlustrato campagne, ruderi abbandonati e zone periferiche tra le province di Brindisi e Lecce.

La caccia all’uomo si è conclusa nella serata di ieri. Secondo quanto emerso, il 45enne avrebbe deciso di costituirsi. Blasi è accusato, insieme agli altri indagati, di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Lucia Salcone morta in un incidente stradale simulato, arrestato il marito Ciro Caliendo: la ricostruzione del delitto

Un presunto tradimento, il timore di essere scoperto, e un piano che – secondo gli inquirenti – sarebbe stato studiato nei dettagli per simulare un incidente mortale. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato all’arresto di Ciro Caliendo, 48 anni, accusato di aver ucciso la moglie, Lucia Salcone, 47 anni, deceduta il 27 settembre 2024 in un rogo seguito a quello che inizialmente era apparso come un sinistro stradale.

L’uomo è stato fermato questa mattina con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal legame coniugale, su disposizione del giudice per le indagini preliminari di Foggia, Mario De Simone. Per la Procura, l’incidente sarebbe stato in realtà una messinscena orchestrata per eliminare la donna.

I fatti risalgono alla sera del 27 settembre, lungo la strada provinciale 13, nelle campagne di San Severo, dove la coppia risiedeva. L’auto su cui viaggiavano i coniugi uscì di strada e prese fuoco. Il corpo della donna fu ritrovato carbonizzato all’interno dell’abitacolo. Fin dalle prime fasi, tuttavia, la dinamica aveva sollevato dubbi tra gli investigatori.

Le indagini, protrattesi per nove mesi, hanno ricostruito – secondo l’accusa – non solo ciò che sarebbe accaduto quella sera, ma anche le fasi preparatorie e i possibili moventi. Alla base del delitto, spiegano gli inquirenti, vi sarebbe un intreccio tra ragioni sentimentali ed economiche. Non un gesto improvviso, ma una decisione maturata nel tempo, portata avanti senza esitazioni.

Determinanti sarebbero state le intercettazioni e le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dell’abitazione dei coniugi. In uno dei filmati, la sera precedente all’incendio, Caliendo appare con una tanica e un accendino in mano. Secondo i consulenti della Procura, emergerebbero evidenti discrepanze tra lo stato dei luoghi e la versione fornita dall’uomo. Le registrazioni si interrompono bruscamente: un dettaglio che farebbe pensare a un tentativo di cancellare prove compromettenti.

In alcune conversazioni intercettate con il figlio, l’indagato avrebbe mostrato preoccupazione per l’evolversi delle indagini. Inoltre, pochi giorni prima della tragedia, avrebbe scritto a una parente della moglie residente all’estero manifestando l’intenzione di separarsi perché innamorato di un’altra donna. Anche la figlia sarebbe stata al corrente della relazione extraconiugale, e – secondo quanto riferito da un familiare – l’amante avrebbe valutato di rivelare tutto alla moglie.

Subito dopo l’accaduto, Caliendo – unico sopravvissuto e alla guida del veicolo – raccontò agli investigatori che l’auto era finita fuori strada nel tentativo di evitare un mezzo proveniente in senso opposto. L’impatto contro un albero avrebbe provocato la perdita di coscienza di entrambi e l’incendio del veicolo, che si sarebbe rapidamente propagato all’interno, intrappolando la donna, rimasta bloccata dalla cintura di sicurezza.

Una ricostruzione che, però, non avrebbe retto alle perizie tecniche. “Le verifiche hanno evidenziato un’assoluta incompatibilità tra il racconto dell’uomo e gli esiti degli accertamenti”, ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile di Foggia, Marco Mastrangelo. In particolare, le lesioni riscontrate alla testa della vittima non sarebbero compatibili con un incidente stradale, bensì con colpi inferti con un oggetto contundente.

Ulteriori incongruenze riguardano il carburante: le telecamere avrebbero ripreso l’uomo mentre rientrava a casa per prendere una bottiglia contenente benzina, tracce della quale sarebbero state rinvenute nell’auto, nonostante il veicolo fosse alimentato a diesel. Anche la circostanza secondo cui non sarebbe riuscito a liberare la moglie dalla cintura di sicurezza sarebbe stata smentita dagli accertamenti tecnici.

Un quadro indiziario fatto di contraddizioni, riscontri scientifici e intercettazioni che, secondo la Procura di Foggia, ha portato all’arresto del 48enne, al termine di un’indagine condotta con l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che, fin dall’inizio, era apparsa tutt’altro che accidentale.

Stalking e minacce di morte all’ex sul luogo di lavoro, arrestato 49enne a Taranto: aveva un coltello

Si è presentato sul luogo di lavoro dell’ex convivente e l’ha minacciata di morte. Aveva con sé un coltello a serramanico di grosse dimensioni.

Per questo i carabinieri della compagnia di Taranto hanno arrestato in flagranza e messo ai domiciliari un 49enne del posto, ritenuto responsabile di atti persecutori.

La vittima, una 44enne, ha contattato il 112 cogliendo la gravità della situazione e permettendo l’immediato intervento dei militari che hanno bloccato e perquisito l’uomo trovandogli indosso il coltello.

Nel formalizzare la denuncia, la donna ha ricostruito un contesto definito allarmante: da circa un anno, dal marzo 2025, l’ex compagno avrebbe messo in atto comportamenti vessatori continui, tra minacce e aggressioni fisiche, mai denunciati prima per paura di ritorsioni.

Alla luce degli elementi raccolti, è stato attivato il protocollo Codice Rosso, garantendo tutela immediata alla vittima e avviando le procedure previste per i casi di violenza e stalking. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

Clona carta carburante in uso alla Polizia di Bari e fa rifornimento a Torino: arrestato 25enne

Un 25enne di origini romene è stato posto agli arresti domiciliari dalla polizia a Torino con le accuse di indebito utilizzo e falsificazione di carte di pagamento e di furto aggravato.

La misura cautelare, disposta dal gip nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura, è l’esito di un’indagine iniziata a maggio 2025 dopo una segnalazione dell’ufficio antifrode di una società del settore carburanti relativa a transazioni ritenute anomale effettuate nel Torinese con una carta carburante associata a un veicolo di servizio in uso a un commissariato della provincia di Bari.

Dalle indagini della squadra mobile era emerso inoltre il coinvolgimento dell’uomo in un furto aggravato commesso nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2025 ai danni di una profumeria del centro cittadino, da cui furono asportati profumi e altri prodotti per un valore stimato in circa 245.000 euro.

Per questo episodio, nel novembre 2025, una perquisizione ha portato al rinvenimento di numerose carte clonate, di apparecchiature elettroniche artigianali del tipo ‘skimmer’ e di altro materiale ritenuto idoneo alla clonazione di carte di pagamento e il 25enne è stato arrestato in flagranza.