Ebola, in Puglia nessuna situazione di particolare allarme. Al Policlinico di Bari due centri di riferimento regionali

“Non vi sono, al momento, elementi che indichino una situazione di particolare allarme in Puglia. Le misure adottate servono a garantire sorveglianza, prevenzione e piena prontezza operativa, in linea con le direttive del Ministero della Salute e con il sistema nazionale di risposta alle emergenze infettive”.

Lo fa sapere la Regione Puglia in una nota, spiegando di aver attivato le procedure previste dall’Ordinanza del Ministro della Salute relative alla malattia da virus Ebola per la prevenzione, la sorveglianza e l’eventuale gestione di casi sospetti.

La Regione ha già trasmesso a tutte le Asl, aziende ospedaliere, Irccs, Dipartimenti di Prevenzione ed emergenza urgenza, reparti di malattie infettive, medici competenti, Usmaf-Sasn e Prefetture le indicazioni operative, oltre ad aver disposto l’attivazione immediata dei Dipartimenti di Prevenzione, la pubblicazione degli indirizzi e-mail aziendali dedicati alla ricezione delle autosegnalazioni, la valutazione, entro 24 ore, dei soggetti segnalati secondo la stratificazione del rischio e l’utilizzo della piattaforma regionale Iris per la segnalazione dei casi sospetti, probabili o confermati, con successiva trasmissione alla piattaforma nazionale Premal.

I centri regionali di supporto specialistico per la valutazione clinico-epidemiologica dei soggetti che dovessero sviluppare sintomi durante il periodo di automonitoraggio, sorveglianza sanitaria o isolamento fiduciario sono i reparti di malattie infettive del Policlinico e del Giovanni XXIII di Bari.

La Regione, conclude la nota, invita i cittadini provenienti da Congo e Uganda “a seguire scrupolosamente le indicazioni ricevute” (auto-segnalazione e automonitoraggio)” e a contattare il Dipartimento di Prevenzione della Asl di residenza o domicilio.

Bari, medico non concede ricovero a 24enne e viene picchiato dal fidanzato: lui chiede scusa ma resta ai domiciliari

Il gip di Bari Antonietta Guerra ha convalidato il fermo e disposto gli arresti domiciliari per Nicola Moschetti, 35enne barese incensurato accusato di aver aggredito un neurologo del Policlinico di Bari. L’episodio è avvenuto sabato sera nella clinica di Neurologia ospedaliera, dopo il rifiuto del medico di ricoverare la fidanzata dell’uomo, una 24enne che, secondo quanto riferito, sarebbe stata colpita da un attacco epilettico.

Secondo la ricostruzione, Moschetti avrebbe inizialmente minacciato lo specialista insistendo per il ricovero immediato della giovane. Il medico, però, avrebbe spiegato la necessità di passare prima dal Pronto soccorso, procedura obbligatoria per il ricovero. A quel punto il 35enne avrebbe colpito il neurologo al volto, provocandogli ferite giudicate guaribili in sette giorni.

L’uomo era stato fermato dalla Polizia nella notte tra sabato e domenica su richiesta del pm di turno Lanfranco Marazia. Durante l’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Andrea Melpignano, Moschetti ha chiesto scusa dichiarandosi pentito. Ha inoltre sostenuto che il medico curante della ragazza avrebbe consigliato loro di recarsi direttamente in reparto.

Il processo per direttissima inizierà il prossimo 9 giugno. Intanto il ministro della Salute Orazio Schillaci ha contattato il direttore generale del Policlinico di Bari Antonio Sanguedolce, esprimendo solidarietà ai medici coinvolti e condannando fermamente l’aggressione. Nell’episodio sarebbe stata minacciata anche un’altra dottoressa dai parenti della giovane, intervenuti dopo i fatti.

Policlinico Bari, medico nega il ricovero di una 24enne e viene picchiato dal fidanzato: arrestato Nicola Moschetti

Torniamo ad occuparci dell’ultimo episodio di violenza contro il personale sanitario al Policlinico di Bari. Nella serata del 23 maggio una 24enne si è presentata nel reparto di Neurologia accompagnata da familiari e fidanzato, chiedendo il ricovero per una presunta crisi epilettica. Dopo la visita, il medico di turno ha escluso condizioni gravi, consigliando alla giovane di recarsi al Pronto soccorso per ulteriori accertamenti.

A quel punto il fidanzato della ragazza, Nicola Moschetti, 35 anni, avrebbe aggredito il medico colpendolo con un pugno perché pretendeva il ricovero immediato. Il sanitario ha riportato lesioni ai denti e alla cornea, con una prognosi di sette giorni, e ha sporto denuncia.

Dopo l’aggressione, altri parenti della giovane si sono presentati in ospedale creando tensione all’interno della struttura, che è rimasta presidiata dalle forze dell’ordine fino al mattino. Moschetti è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura e comparirà davanti al gip per la convalida del fermo.

Sull’episodio sono intervenuti il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, e il direttore generale Antonio Sanguedolce, che hanno condannato l’accaduto esprimendo solidarietà al personale coinvolto. Vicinanza ai medici aggrediti è stata espressa anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito “intollerabili” le violenze contro gli operatori sanitari, ricordando l’inasprimento delle pene per chi aggredisce il personale medico.

“L’ennesimo episodio di violenza avvenuto al Policlinico di Bari ai danni di due medici ripropone con urgenza la necessità di un’organizzazione che dia garanzia di poter operare con sicurezza e serenità a tutto il personale, responsabilità che ricade in capo alla Asl e alla direzione delle strutture ospedaliere”. È quanto affermano in una nota congiunta i segretari generale della Camera del Lavoro di Bari, Domenico Ficco, e della Funzione Pubblica Cgil metropolitana, Giuseppe Altamura, a seguito dell’aggressione verificatasi nel reparto di Neurologia.

“Non può esserci alcuna ragione che spinge a individuare nel personale medico e paramedico qualcuno su cui scaricare tensioni e ansie legate alla propria o altrui condizione di salute, specie se ci si arroga il diritto di saltare i percorsi assistenziali previsti dai protocolli”, afferma Altamura. “Ai medici aggrediti e minacciati va tutta la solidarietà e vicinanza della Fp Cgil provinciale. Non è il primo episodio che si registra e pertanto chiediamo alla dirigenza del Policlinico di predisporre protocolli e misure che diano concretamente a tutto il personale la garanzia di operare nel pieno della sicurezza e della serenità. Denunciamo da tempo come si proceda con gravi lacune nelle piante organiche che reclamano assunzioni per migliorare la risposta in termini di quantità dei servizi e alleggerire il carico di lavoro di un personale allo stremo. Per fare questo è evidente come servano più risorse a livello nazionale per la sanità pubblica”.

Tema ripreso dal segretario della Camera del Lavoro, Ficco: “La Cgil è in campo con due proposte di legge di iniziativa popolare, per le quali stiamo raccogliendo le firme, e una delle due punta ad ancorare il finanziamento della sanità pubblica al Pil nella misura del 7,5%. Oggi siamo oltre un punto percentuale sotto, e questo significa regioni – non solo la Puglia – in difficoltà con i bilanci, impossibilità di adeguare gli organici, di potenziare le infrastrutture, di costruire quella rete di sanità territoriale e di prossimità che è l’unica via possibile per evitare gli affollamenti oggi spesso insostenibili delle strutture di emergenze urgenza degli ospedali. Invece questo Governo stanzia sempre meno risorse per il sistema sanitario nazionale, a tutto vantaggio del sistema privato che però non è accessibile dalla maggioranza delle persone che vive con redditi da lavoro e pensione”.

Bari, serata di follia al Policlinico. Pretende il ricovero immediato e colpisce il medico con un pugno: arrestato

Paura e tensione al Policlinico di Bari per l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Una ventenne si è presentata nella serata del 23 maggio nel reparto di Neurologia accompagnata da alcuni familiari, pretendendo il ricovero immediato. Alla richiesta del medico di turno di passare prima dal Pronto soccorso, uno dei parenti ha reagito aggredendo con un pugno un altro medico presente nel reparto.

Il sanitario ha riportato lesioni ai denti e alla cornea ed è stato costretto a ricorrere alle cure mediche, presentando poi denuncia. L’aggressore, un incensurato, è stato arrestato e posto ai domiciliari: domani comparirà davanti al gip per la convalida del fermo.

Dopo l’episodio, la situazione è degenerata ulteriormente. Altri parenti della giovane, ritenuti vicini a un clan di Bari Vecchia, hanno raggiunto l’ospedale occupando il cortile interno e creando momenti di forte tensione. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno presidiato il reparto fino al mattino per garantire la sicurezza del personale sanitario.

In ospedale è arrivato anche il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, che ha espresso preoccupazione per il crescente numero di aggressioni contro medici e operatori sanitari. «Da qualche settimana assistiamo a una recrudescenza di episodi violenti – ha dichiarato – alimentati anche dal clima di forte polemica attorno al sistema sanitario regionale». Sivo ha invitato ad abbassare i toni del dibattito pubblico sulla sanità, sottolineando il rischio che siano proprio gli operatori a pagare il prezzo di questo clima di tensione.

Radioterapia oncologica, turni 8-20 dal lunedì al venerdì: 900 prestazioni in tre mesi al Policlinico di Bari

Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall’avvio del programma straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia.

Il programma dell’unità operativa di Radioterapia diretta da Michele Piombino ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì. In questo modo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari, l’attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.

Nel dettaglio sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive. Quotidianamente vengono eseguite in media 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e ulteriori attività di preparazione e pianificazione terapeutica.

“L’obiettivo del programma – spiega il primario – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti”. “L’attività avviata in radioterapia – dichiara il direttore generale Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure.”

Policlinico Bari, 42enne di Bitonto muore nel reparto di Psichiatria. La denuncia dei familiari: “Stava bene”

Un 42enne di Bitonto è morto nel reparto di Psichiatria del Policlinico di Bari dopo essere stato ricoverato in seguito a un tentativo di suicidio avvenuto tra il 7 e l’8 marzo.

I genitori, assistiti dall’avvocato Michele Pasculli, hanno presentato una denuncia ai carabinieri ipotizzando responsabilità mediche e omissioni nei soccorsi che avrebbero compromesso le possibilità di salvarlo.

L’uomo era stato trovato ferito da un colpo d’arma da fuoco nella sua auto nelle campagne tra Bitonto e Giovinazzo. Dopo il ricovero al San Paolo era stato trasferito al Policlinico, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico ritenuto riuscito e, secondo i familiari, mostrava segni di ripresa e autonomia. Successivamente era stato trasferito nel reparto di Psichiatria. I parenti sostengono che fino a pochi giorni prima del decesso il 42enne stesse bene.

Sabato scorso la famiglia sarebbe stata avvisata di un improvviso peggioramento: arrivati in ospedale, i genitori avrebbero trovato il figlio immobilizzato a letto e incosciente. Secondo quanto denunciato, l’uomo avrebbe avuto una grave emorragia cerebrale e sarebbe poi deceduto. La Procura di Bari potrebbe ora disporre ulteriori accertamenti per chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità sanitarie.

Borsa di studio, il caso Mari Lorusso finisce in aula: il Policlinico di Bari prima la licenzia e poi la denuncia per falso

Il Policlinico di Bari ha presentato una denuncia per falso nei confronti di Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale già imputata per voto di scambio politico-mafioso, in merito alla sua partecipazione al bando del progetto europeo Ubuntu. Al centro della vicenda ci sarebbero presunte dichiarazioni non veritiere rese sia nella domanda di partecipazione sia al momento della firma del contratto per una borsa di studio da 25mila euro annui.

L’azienda ospedaliera, guidata da Antonio Sanguedolce, ha avviato un nuovo procedimento per revocare l’incarico assegnato a Lorusso, dopo aver annullato il precedente provvedimento per evitare possibili ricorsi amministrativi. Alla candidata è stato concesso un termine di dieci giorni per presentare memorie difensive e documentazione.

Secondo il Policlinico, Lorusso avrebbe commesso due irregolarità: la mancata compilazione dell’allegato previsto dal bando relativo a carichi pendenti e procedimenti penali, sostituito con un’autodichiarazione ritenuta non valida, e una dichiarazione resa al momento della firma del contratto, il 23 marzo 2026, nella quale avrebbe attestato di non avere procedimenti civili e penali in corso.

La vicenda è esplosa dopo le verifiche richieste dalla Regione Puglia, che aveva sollecitato l’annullamento in autotutela dell’incarico. Lorusso, risultata prima in graduatoria tra sette candidati, aveva annunciato ricorso al Tar tramite il suo legale.

Borsa di studio, il Policlinico di Bari licenzia Mari Lorusso: “Non poteva partecipare da imputata. Dichiarazione falsa”

Il Policlinico di Bari ha annullato “in autotutela” gli atti che avevano portato Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale 40enne, a ottenere una borsa di studio da 25mila euro lordi per 12 mesi come data manager del progetto di ricerca Ubuntu.

Secondo quanto emerso dalla verifica straordinaria disposta dal direttore generale Antonio Sanguedolce, la Lorusso non avrebbe avuto i requisiti per partecipare alla selezione e avrebbe inoltre reso una dichiarazione non veritiera al momento della sottoscrizione del contratto. La decisione arriva dopo la richiesta di approfondimenti avanzata dal governatore Antonio Decaro e il parere tecnico-giuridico dell’Avvocatura regionale.

Secondo i legali della Regione, la posizione giudiziaria della Lorusso, imputata nel processo “Codice Interno” per un reato di mafia incompatibile con l’impiego pubblico, impediva l’ammissione alla procedura selettiva. La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo sia contro la ex consigliera sia contro il marito, già condannato a nove anni di carcere.

Con la delibera approvata oggi, il Policlinico ha disposto l’esclusione della Lorusso dalla selezione e la decadenza immediata del contratto firmato a marzo. L’ex consigliera era risultata prima nella graduatoria stilata dalla commissione presieduta dal primario di Oncologia medica Camillo Porta.

Borsa di studio per Mari Lorusso, blitz del Nirs al Policlinico di Bari: acquisiti documenti. L’assunzione resta in piedi

Gli ispettori del Nirs, il Nucleo regionale ispettivo nella sanità, hanno effettuato un accesso negli uffici del Policlinico di Bari per acquisire la documentazione relativa all’assunzione di Mari Lorusso come data manager nel reparto di Oncologia. Al centro delle verifiche ci sono il bando di concorso, le prove selettive, i requisiti richiesti e l’intera procedura che ha portato all’incarico.

L’ispezione è stata disposta dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, dopo la notizia dell’assunzione dell’ex consigliera comunale, imputata nel processo “Codice interno” per presunto scambio elettorale politico-mafioso. Nel procedimento, Regione Puglia e Comune di Bari si sono costituiti parte civile chiedendo un risarcimento di 200mila euro.

Decaro ha chiesto al Policlinico di sospendere l’assunzione, richiamando le norme che prevedono l’esclusione dai concorsi pubblici in presenza di procedimenti penali incompatibili con il rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione. Il Policlinico, però, ha avviato un’indagine interna e ha precisato che il bando non indicava i carichi pendenti tra le cause di esclusione.

Mari Lorusso aveva dichiarato la propria posizione giudiziaria al momento della candidatura, ma la commissione esaminatrice non l’ha ritenuta motivo sufficiente per l’esclusione. Ora la Regione ha chiesto ulteriori approfondimenti all’Avvocatura regionale, mentre il governatore continua a sostenere la necessità di revocare il contratto annuale, del valore di circa 1.700 euro netti al mese, legato a un progetto scientifico in ambito oncologico.