Bitonto, evade dai domiciliari e viene sorpreso in una villa a festeggiare Pasquetta: arrestato 37enne latitante

La Polizia di Stato a Bitonto, nella serata di lunedì, durante un mirato servizio di polizia giudiziaria, ha tratto in arresto, in forza di un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza di Bari, un 37enne pregiudicato locale che, già sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare, è stato afflitto dalla misura più gravosa della detenzione in carcere, per scontare la pena residua di un anno.

In particolare, già sottoposto alla detenzione domiciliare per una pena di 4 anni, a causa di fatti commessi nel 2022 in provincia di Avellino, è evaso rendendosi di fatto irreperibile dall’agosto 2025.

L’attività di monitoraggio degli spostamenti dei suoi familiari più stretti, ha consentito, avantieri, giorno di Pasquetta, attraverso un accurato servizio di osservazione e cinturazione di una villetta nell’agro bitontino, di bloccare il 37enne, che non ha opposto alcuna resistenza all’arresto. Dopo le formalità di rito, l’uomo, difeso dall’avvocato Nicola Quaranta, è stato tradotto nella casa circondariale di Bari per ivi scontare il residuo di pena

Arrestato Silvio Sisto, Antonio: “Gesto ignobile misura durissima. Il Bomber paga il conto”

Silvio Sisto è ai domiciliari con il braccialetto elettronico. La notizia è diventata virale in poche ore. Una misura adottata per due episodi di violenza, avvenuti tra il 2024 e il 2025. Il primo risale al 14 novembre 2024, quando Sisto avrebbe aggredito con altre perosne un geometra incaricato da Arca Puglia di effettuare un sopralluogo in un’abitazione.

Il secondo episodio è avvenuto il 4 maggio 2025 allo stadio San Nicola, durante la partita Bari-Pisa. In quell’occasione, Sisto é stato ripreso mentre intimava ad alcuni spettatori di lasciare la Curva nord, in linea con lo sciopero del tifo degli ultras, per poi aggredire un uomo.

Abbiamo sempre condannato la violenza, anche quando Sisto si è reso protagonista di questi episodi. I due gesti sono ignobili, ma vogliamo riflettere con voi sulla misura adottata che a noi risulta spropositata, sottolineando come la stessa Procura aveva invocato addirittura il carcere. Pentimento, risarcimento alle vittime, Daspo, obbligo di firma e lavori socialmente utili: non bastava?

Colluttazione allo stadio e col geometra dell’Arca: Silvio Sisto ai domiciliari

Due episodi di violenza, avvenuti tra il 2024 e il 2025, hanno portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di tre persone da parte del gip di Bari, Chiara Maglio. Tra loro anche Silvio Sisto, finito ai domiciliari con braccialetto elettronico. Stessa misura per il cognato Marco D’Asta, 28 anni. Per il 22enne Ivan D’Asta è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per Sisto la Procura aveva richiesto la custodia in carcere.

Le accuse si riferiscono a due distinti episodi. Il primo risale al 14 novembre 2024, quando i tre avrebbero aggredito un geometra incaricato da Arca Puglia di effettuare un sopralluogo nell’abitazione dei genitori dei D’Asta. L’uomo sarebbe stato picchiato e spinto giù per le scale dopo essersi rifiutato di eseguire lavori non dovuti con urgenza. A seguito dell’aggressione, il tecnico ha riportato un trauma cranico facciale.

Il secondo episodio è avvenuto il 4 maggio 2025 allo stadio San Nicola, durante la partita Bari-Pisa. In quell’occasione, Sisto é stato ripreso mentre intimava ad alcuni spettatori di lasciare la Curva nord, in linea con lo sciopero del tifo degli ultras, per poi aggredire un uomo e i suoi due figli, uno dei quali minorenne. Durante l’episodio sarebbe stata colpita anche la moglie dell’uomo, intervenuta in sua difesa.

Nell’inchiesta della Procura risultano indagati anche Noemi Sisto, 31 anni, e Tommaso Favia, 26 anni. Per quest’ultimo era stata richiesta la misura dei domiciliari in relazione ai fatti dello stadio, ma il gip non ha accolto la richiesta rilevando che nessuna delle vittime lo ha riconosciuto.

Bari, 17enne costretta ad assumere droga e poi violentata: 23enne a processo. Si trova ai domiciliari

Un 23enne di Bari è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale aggravata dall’uso di droga ai danni di una 17enne. I fatti risalgono al febbraio 2025: secondo la ragazza, sarebbe stata costretta ad assumere hashish e marijuana e poi a subire un rapporto sessuale.

La vicenda è emersa dopo il racconto agli assistenti sociali. La giovane ha confermato le accuse in incidente probatorio. L’imputato, inizialmente ai domiciliari, è ora libero con braccialetto elettronico.

Lite per spaccio ad Altamura, 30enne accoltellato: arrestato 65enne. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

I Carabinieri della Stazione di Altamura hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari nei confronti di B.G., cl. 1961, ritenuto gravemente indiziato del reato di tentato omicidio commesso con un coltello (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa).

Il provvedimento cautelare scaturisce da una attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, che ha consentito, in tempi particolarmente celeri, di procedere alla completa ricostruzione dei fatti e di delineare il quadro indiziario a carico dell’indagato.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’episodio, verificatosi nella serata del 24 gennaio 2026, sarebbe maturato per futili motivi, riconducibili a contrasti nell’ambito di una presunta attività di spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’aggressione sarebbe rimasto ferito per due coltellate al petto D.F., cl. 1996, vittima del gesto.

L’immediata acquisizione delle testimonianze, unitamente ai riscontri investigativi e agli accertamenti svolti nell’immediatezza dell’evento, ha permesso ai Carabinieri di ricostruire puntualmente la dinamica dell’accaduto e di sottoporre gli elementi raccolti all’Autorità Giudiziaria, che ha condiviso l’impianto accusatorio adottando la misura cautelare.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti

Codice Interno, Giacomo Olivieri torna a Bari: sconterà i domiciliari nella casa del fratello al Libertà

Giacomo Olivieri può scontare gli arresti domiciliari a Bari. A stabilirlo è stato oggi il Tribunale di Bari che ha accolto la richiesta della difesa.

L’ex consigliere regionale, arrestato a febbraio 2024 nell’ambito del blitz Codice Interno e condannato in primo grado a 10 anni per voto di scambio politico-mafioso, era uscito dal carcere circa un anno fa per i domiciliari che stava scontando a Parabita.

Ora sconterà i domiciliari in un’abitazione di proprietà di suo fratello al quartiere Libertà. In passato il Tribunale aveva infatti respinto la richiesta di rientrare a Bari nella casa di famiglia in centro, sottoposta a sequestro nell’ambito delle indagini.

 

Spara al contabile della farmacia agricola del figlio, 86enne di Cerignola resta ai domiciliari: “Voleva ucciderlo”

È stato convalidato dal gip del tribunale di Foggia, Mario De Simone, l’arresto di Giuseppe Quarticelli, l’86enne di Cerignola arrestato in flagranza il 9 febbraio per aver sparato alcuni colpi di pistola calibro 7,65 contro il contabile della farmacia agricola del figlio.

L’uomo si era poi barricato nell’abitazione di una nipote dove si è arreso dopo alcune ore ai carabinieri. L’anziano è stato posto ai domiciliari. Difeso dall’avvocata Carmela Caputo, l’anziano non avrebbe fornito alcuna spiegazione per il gesto compiuto.

“Avrebbe totalmente rimosso quello che ha fatto. Non ha dato alcuna spiegazione. Farfugliava cose non attinenti alle domande che gli venivano poste”, sottolinea l’avvocata che ha annunciato la richiesta di rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica.

Nell’ordinanza di convalida dell’arresto, il gip sottolinea che l’anziano “compiva atti idonei, diretti in modo non equivoco ad ucciderlo, senza riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà”.

Durante la perquisizione effettuata nella sua abitazione, i carabinieri hanno ritrovato, nella sua disponibilità e senza averne fatto denuncia all’autorità giudiziaria, sedici cartucce calibro 32 e una cartuccia calibro 7,65. Il ferito, sottoposto a intervento chirurgico, non è in pericolo di vita.

Bari, spara all’ex compagno perché non vuole riconoscere il figlio: 27enne ai domiciliari con braccialetto elettronico

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha arrestato una 27enne con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del suo ex compagno, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

La donna, lo scorso 8 marzo, ha esploso dei colpi di pistola verso il suo ex compagno al termine di un litigio scaturito dalla volontà di quest’ultimo di non voler riconoscere il figlio concepito durante la loro relazione. L’uomo, colpito alla gamba da uno dei tre colpi esplosi dalla sua ex compagna mentre si allontanava dalla sua abitazione, è stato trasportato in ambulanza all’Ospedale San Paolo di Bari.

Nell’immediatezza, pur ferito, ha cercato di dissimulare la dinamica dei fatti; le successive indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Bari hanno potato a una ricostruzione diversa degli stessi, facendo emergere degli elementi di colpevolezza a carico della donna nei cui confronti è stata disposta, su richiesta di questa Procura della Repubblica, la misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Si precisa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Bari, ai domiciliari accoglie in casa altri pregiudicati. Blitz della Polizia: trovate armi e maschere in lattice di vip

Martedì sera a Bari la Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo di 42 anni, presunto responsabile dei reati di detenzione abusiva di armi clandestine e ricettazione. Si tratta di accertamenti attualmente in fase di indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale davanti al giudice nel contraddittorio con la difesa.

È stata una segnalazione anonima pervenuta tramite l’applicazione YouPol ad indicare la possibile presenza, all’interno di un’abitazione nel comune di Bari, di “persone agli arresti domiciliari in casa con armi e gente pregiudicata”. La nota ha condotto gli agenti della Squadra Volante presso l’indirizzo dove risiede un uomo già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Gli equipaggi intervenuti hanno raggiunto il quinto piano di uno stabile e già dal pianerottolo hanno udito voci maschili provenire dall’interno dell’abitazione, circostanza incompatibile con le prescrizioni previste per l’arrestato.

Contestualmente, gli agenti posizionati all’esterno hanno notato un lancio di oggetti dal balcone: dalla verifica effettuata nel cortile condominiale sono state rinvenute due pistole. Una delle armi, a seguito della caduta, si è spezzata in due parti, mentre l’altra presentava il caricatore inserito e una cartuccia espulsa a seguito dell’impatto.

All’interno dell’abitazione, oltre all’uomo sottoposto alla misura degli arresti domiciliari e alla figlia, è stata riscontrata la presenza di altre cinque persone: un incensurato e quattro con precedenti per reati di varia natura. La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire due maschere realistiche, in lattice, raffiguranti volti noti di un cantante ed un calciatore, ed altre due maschere facciali generiche.

Sul posto è intervenuto anche personale del Gabinetto di Polizia Scientifica per i rilievi tecnici e per repertare le maschere e le due pistole, marca Beretta, entrambe rifornite con caricatore contenente 14 cartucce

L’uomo sottoposto agli arresti domiciliari ha dichiarato spontaneamente che le armi erano nella sua disponibilità e per tale motivo è stato tratto in arresto per detenzione abusiva di armi clandestine e ricettazione. Il 42enne è ora ristretto presso il Carcere di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Modugno, soldi e lavori in cambio di voti: l’ex assessore Lopez lascia il carcere e va ai domiciliari

Antonio Lopez, il 40enne ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno (Bari) ed ex candidato di Fi alle elezioni regionali in Puglia, ha lasciato il carcere. Accolto il ricorso della difesa (avv. Antonio La Scala e avv. Cristian Di Giusto), i giudici hanno disposto i domiciliari.

A Lopez è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti per le comunali di Modugno del 2020 in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro.