Le chat dell’amante sull’auto, Lucia denuncia il traditore per maltrattamenti: arrestato Saverio

Saverio, il 40enne di Gravina protagonista alcune settimane fa del caso dell’auto tappezzata di insulti e chat private con l’amante da parte dell’ex convivente, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Torniamo a parlarne con alcuni retroscena molto importanti sul passato di Saverio. 

Continue reading

Gravina, auto tappezzata di chat con l’amante. Saverio arrestato: è ai domiciliari per maltrattamenti

È finito agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia Saverio, il 40enne protagonista alcune settimane fa del caso dell’auto tappezzata di insulti e chat private da parte di Lucia, l’ex convivente. Le immagini sono poi diventate virali sul web. Secondo le accuse, avrebbe controllato la vita di lei impedendole di uscire di casa e utilizzare liberamente i social network, sottraendole spesso il cellulare e minacciandola di morte o di incendiare l’abitazione in caso di fine della relazione.

Continue reading

Scopre il tradimento del marito e prende di mira l’amante: 56enne indagata con la figlia per estorsione e stalking

Una donna di 56 anni di Lecce, insieme alla figlia di 32, è finita sotto inchiesta con le accuse di stalking ed estorsione dopo aver scoperto la relazione extraconiugale del marito. A partire dalla fine del 2025, le due avrebbero preso di mira l’amante dell’uomo, una donna di 43 anni, dando vita a una vera e propria campagna persecutoria fatta di insulti, pedinamenti sul posto di lavoro e aggressioni, talvolta con la complicità di un conoscente.

Le molestie sarebbero avvenute anche in pubblico, davanti ai clienti del negozio in cui la vittima lavora, e sarebbero state accompagnate da minacce anche tramite social. In particolare, le due avrebbero preteso la restituzione dei regali che l’uomo aveva fatto all’amante durante la relazione, riuscendo a ottenerli sotto pressione e intimidazioni.

A causa di questa situazione, la vittima ha cambiato le proprie abitudini di vita e intrapreso un percorso di supporto psicologico per lo stress e il forte turbamento emotivo. Le indagini, coordinate dalla procura salentina, hanno ricostruito una lunga serie di comportamenti persecutori e violenti, cessati solo di recente con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

IL LEGALE – Tappezza l’auto dell’ex con le chat dell’amante. Genchi: “Frenate gli impulsi. È reato”

Torniamo ad occuparci dell’auto tappezzata con le chat dell’amante ad Altamura, seppure la storia ha origine come vi abbiamo raccontato a Gravina. Dopo aver parlato degli sviluppi e degli strascichi mediatici della storia di Lucia e Saverio, raccontata in primis da Quinto Potere e poi diventata di dominio nazionale, questa volta siamo tornati sull’argomento al fianco dell’avvocato Genchi, nella nuova puntata della rubrica IL LEGALE, per parlare degli aspetti giudiziari, sottovalutati e mai trattati fin qui. 

Auto tappezzata con le chat dell’amante, il passato si fa largo sui social: gesto sottovalutato

Torniamo ad occuparci dell’auto tappezzata con le chat dell’amante ad Altamura, seppure la storia ha origine come vi abbiamo raccontato a Gravina. E torniamo a parlare degli sviluppi e degli strascichi mediatici della storia di Lucia e Saverio. Una storia raccontata in primis da Quinto Potere e poi diventata di dominio nazionale. Ieri Antonio si è collegato in diretta su Rai Uno nel programma La volta buona, diverse trasmissioni si sono occupate del caso. 

Auto tappezzata di offese e chat con l’amante, Saverio nega: “Hackerato il telefono Lucia ti amo”

Sui social e in tutta Italia non si parla di altro e per questo ci siamo messi sulle tracce di Saverio. È sua la auto imbrattata ad Altamura, all’esterno dell’azienda dove lavora, con frasi pesanti come “traditore” e “merda” sulla carrozzeria. Ma non solo.

Sulla vettura sono state messe anche numerose stampe delle presunte conversazioni tra l’uomo e quella che sarebbe la sua amante, Maddalena. Un gesto plateale che ha trasformato l’auto in una sorta di “bacheca pubblica” della vicenda privata.

L’originale “vendetta” è a firma di Lucia, la compagna di Saverio, e gli scatti hanno fatto il giro del web e dei social, scatenando anche il dibattito pubblico. Ci siamo messi sulle tracce dei protagonisti e abbiamo scoperto che la storia ha origine a Gravina. Saverio ha respinto ogni accusa e dice di essere vittima di una truffa.

Altamura, scopre il tradimento e “denuncia” il compagno in strada: auto imbrattata con spray e chat con l’amante

Una vicenda tanto clamorosa quanto insolita sta facendo rapidamente il giro dei social nelle ultime ore. Ad Altamura una donna ha deciso di vendicarsi pubblicamente dopo aver scoperto il presunto tradimento del proprio compagno.

La donna avrebbe agito mentre l’uomo era al lavoro. Armata di spray, ha imbrattato l’auto del partner scrivendo frasi pesanti come “traditore” e “merda” sulla carrozzeria. Ma non si è fermata qui.

A rendere la scena ancora più eclatante è stata la scelta di attaccare sulla vettura numerose stampe delle conversazioni tra l’uomo e quella che sarebbe la sua amante. Un gesto plateale che ha trasformato l’auto in una sorta di “bacheca pubblica” della vicenda privata.

L’episodio non è passato inosservato: numerosi passanti si sono fermati a osservare e fotografare la scena, contribuendo a diffondere rapidamente immagini e video sui social.

Manda messaggi hot al figlio 16enne dell’amante: indagata 30enne. Il padre del ragazzo vive con lei

Una donna poco più che trentenne del Salento è indagata per adescamento di minore dopo alcune chat sempre più esplicite con un ragazzo di 16 anni, figlio dell’uomo con cui avrebbe avuto una relazione extraconiugale.

Avrebbe anche proposto incontri segreti chiedendo al giovane di non dire nulla. Il ragazzo ha raccontato tutto alla madre nel novembre 2025, che ha denunciato i fatti.

La Procura ha aperto un’indagine e disposto analisi sui cellulari. Nel frattempo il matrimonio dei genitori del 16enne è finito e l’uomo convive ora con la donna indagata.

Bari, spara all’amante della madre: Filippo Mineccia condannato a 15 anni per tentato omicidio

Filippo Mineccia, esponente del clan Palermiti di Bari, è stato condannato a 15 anni di reclusione perché ritenuto responsabile di tentato omicidio. I fatti risalgono al febbraio 2016, l’imputato sparò all’uomo con il quale la madre aveva avuto una breve relazione.

Accusa aggravata da futili motivi, premeditazione e metodo mafioso. La Dda aveva invocato una condanna a 17 anni e 6 mesi di carcere. Mineccia ha ammesso le proprie responsabilità, negando però l’intenzione di uccidere l’ex compagno della madre. La vittima fu colpita all’addome.

Droga nell’auto, parla l’imprenditore incastrato da Loprieno e Filograno: “Minacciato di morte e seguito”

«Ho ricevuto minacce di morte, ho trovato feci davanti alla porta di casa, la mia macchina è stata distrutta, avevo persone sotto casa che mi seguivano e che io ho denunciato. Ogni volta che mi spostavo con la mia compagna ricevevo la chiamata di Filograno. Vedevo spesso una persona sotto casa mia, poi riconosciuta nel garagista Nicola Piperis».

A parlare, ascoltato come testimone in tribunale a Bari, è un imprenditore di Gioia del Colle (Bari), attuale compagno dell’ex moglie dell’avvocato e professore universitario Gaetano Filograno. Filograno è stato condannato in via definitiva a due anni e otto mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti, in quanto – secondo quanto ricostruito – avrebbe fatto in modo che nel 2014, durante un controllo, la Guardia di finanza trovasse della cocaina nell’auto dell’imprenditore. Questi fu arrestato in flagranza ma poi assolto con formula piena nel 2017.

Questo «complotto» contro l’imprenditore sarebbe stato organizzato per l’accusa insieme a Nicola Loprieno, avvocato e consigliere comunale del centrosinistra a Bari, attualmente a processo con le stesse accuse contestate a Filograno.

Ma, a differenza di quest’ultimo, Loprieno non ha scelto il rito abbreviato. Ieri, quindi, l’imprenditore è stato ascoltato come testimone e ha raccontato le minacce e le intimidazioni subite per circa un anno da Filograno, che per questo fu denunciato per stalking.

«Mi minacciava, mi ha sputato in faccia più volte, mi ha dato dei calci». Figura importante in questa vicenda è il garagista Nicola Piperis. Che, ha raccontato ieri l’imprenditore, in passato si sarebbe appostato sotto casa sua: “La mia compagna lo riconobbe perché era il garagista della famiglia Filograno».

Qualche tempo dopo l’assoluzione, l’imprenditore incontrò Piperis (“non sapevo ci fosse, l’incontro è durato solo un minuto e poi sono andato via”) e fu quest’ultimo a raccontargli la vicenda della droga: «Pieperis mi ha detto che a organizzare tutto questo erano stati Filograno e Loprieno. Dopo quell’incontro non l’ho mai più visto».

Dopo la deposizione dell’imprenditore, in aula è stato ascoltato anche il maresciallo della guardia finanza Francesco Furchì, che condusse insieme ad altri colleghi la perquisizione del 2014 durante la quale fu trovata la cocaina. Furchì, rispondendo alle domande dei pm, ha detto di aver ricevuto da Loprieno la «soffiata” sull’imprenditore: al finanziere, infatti, sarebbe stato raccontato che l’uomo spacciava droga perché in difficoltà economiche.

La deposizione del maresciallo è durata a lungo, e nel corso della sua testimonianza (incalzato dai difensori di Loprieno e anche dal Tribunale) si è ripetutamente contraddetto, stando alle valutazioni della difesa. Si tornerà in aula il prossimo 23 ottobre.