Nella nuova puntata della rubrica IL LEGALE, con l’avvocato Genchi abbiamo parlato dell’ultima inchiesta di Quinto Potere che ha per protagonista il pranker Matteo Del Campo. Abbiamo indagato sul mondo che si nasconde dietro le offese sui social e sulle richieste di risarcimento inviate dagli influencer.
Continue readingVip offesi sui social, richieste di risarcimento a tappeto. Del Campo show: svelato il raggiro (2)
Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.
Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo. Ed è stato lo stesso Del Campo a svelarci il raggiro.
Offese agli influencer sui social, richieste di risarcimento a tappeto: Del Campo in trappola (1)
Giù la maschera, Quinto Potere esce allo scoperto. È arrivato il momento di parlarvi della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer. A svelarci come funziona è stato Matteo Del Campo, il pranker finito nella nostra trappola. Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere.
Avetrana, 18enne si toglie la vita dopo insulti sui social. Scatta l’inchiesta: l’ombra del bullismo e del body shaming
Potrebbero esserci episodi di body shaming dietro il suicidio di Samuela, la studentessa di 18 anni morta ad Avetrana dopo essersi lanciata dal balcone di casa. È una delle ipotesi al vaglio della Procura di Taranto, che indaga per chiarire le cause del gesto estremo della giovane, iscritta all’ultimo anno del liceo classico di Manduria.
Su disposizione del pm Francesco Sansobrino, i carabinieri hanno sequestrato l’iPhone della ragazza. Il cellulare sarà analizzato per verificare eventuali messaggi, chat o contenuti social che possano far emergere episodi di bullismo o vessazioni legate al suo aspetto fisico.
A chiedere piena luce sulla vicenda sono i genitori della diciottenne, che tramite l’avvocato Cosimo Micera hanno lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Intanto la comunità di Avetrana si prepara a ricordare la giovane con una messa nella chiesa madre e una successiva veglia di preghiera.
Bakari Sako ucciso perché “inferiore”, la baby gang tra armi e razzismo sui social: “Con voi nulla in comune”
Shock e sgomento a Taranto dopo l’omicidio di Bakari Sako, il bracciante maliano ucciso in piazza Fontana da un gruppo composto da due 15enni, due 16enni e un 20enne. Ma è caccia anche al sesto componente della baby gang.
Secondo gli investigatori, il branco avrebbe agito senza un reale movente, spinto da una volontà di sopraffazione nei confronti delle persone più vulnerabili. Prima dell’aggressione mortale, alcuni dei giovani avrebbero mimato il gesto di sparare contro la vittima, mentre poche ore prima il 15enne accusato di aver sferrato i fendenti mortale era stato ripreso dalle telecamere di una sala slot mentre impugnava due pistole.
Le indagini hanno ricostruito gli ultimi momenti prima del delitto: dopo aver importunato un altro uomo africano in bicicletta, il gruppo avrebbe accerchiato Bakari Sako, colpendolo brutalmente e accoltellandolo tre volte tra torace e addome. Il 15enne, dopo aver confessato, ha poi indicato agli investigatori il luogo dove era stato nascosto il coltello a serramanico usato nell’aggressione.
Intanto continuano gli accertamenti sul possibile sfondo razziale dell’omicidio, anche se al momento la procura non parla di movente xenofobo. Gli inquirenti evidenziano però un clima di violenza e ostentazione sui social, tra selfie, frasi di appartenenza e post dai contenuti inquietanti pubblicati dai ragazzi nei giorni precedenti e successivi al delitto. Tra questi un post dove è ritratto un ragazzo straniero ritratto a bordo di uno scooter con una scritta: “Non sono superiore ma con voi non ho nulla in comune”.
La procuratrice del tribunale dei minorenni, Daniela Putignano, ha spiegato che i giovani coinvolti, tutti incensurati, provengono da “contesti difficili” già noti ai servizi sociali. Intanto emergono interrogativi anche sul comportamento del titolare di un bar dove Bakari Sako aveva cercato rifugio poco prima di morire: secondo la procura, l’uomo lo avrebbe invitato a uscire senza chiamare le forze dell’ordine. In città cresce la rabbia e il dolore. Per domani le associazioni locali hanno organizzato una manifestazione pubblica in memoria della vittima e contro la violenza giovanile.
Il McDonald’s arriva a Castellana Grotte: l’annuncio del sindaco sui social tra entusiasmo e polemiche
A Castellana Grotte aprirà un nuovo ristorante McDonald’s. Ad annunciarlo è stato il sindaco Domi Ciliberti con un video pubblicato sui social, nel quale ha spiegato che il nuovo punto vendita sorgerà vicino al centro commerciale cittadino.
Il primo cittadino ha definito l’arrivo della multinazionale “una grande notizia”, sottolineando come la scelta rappresenti un riconoscimento del potenziale economico e turistico della città. «Significa che Castellana Grotte ha tutti i requisiti di profilazione e flussi turistici per l’apertura», ha dichiarato, aggiungendo ironicamente che famiglie e bambini non dovranno più percorrere decine di chilometri per raggiungere il fast food più vicino.
L’annuncio ha però acceso un acceso dibattito online. Sotto il post del sindaco sono comparsi numerosi commenti contrari all’apertura, soprattutto da parte di chi teme ripercussioni sulla gastronomia locale e sulle attività di ristorazione del territorio. Alcuni utenti hanno anche evidenziato la presenza di un altro ristorante McDonald’s a Monopoli, distante circa 15 chilometri.
Ciliberti ha replicato alle critiche spiegando che si tratta di un investimento privato e che il Comune non avrebbe favorito né penalizzato alcuna attività commerciale. «Se dopo un anno di ricerche di mercato hanno scelto Castellana rispetto ad altri paesi significa che i nostri indicatori economici e turistici sono risultati competitivi», ha affermato.
Nel dibattito non sono mancati i commenti favorevoli, soprattutto per le possibili opportunità occupazionali. Secondo alcuni cittadini, l’apertura potrebbe garantire nuovi posti di lavoro, formazione per i giovani e un’alternativa concreta al lavoro nero, trasformando il confronto con una multinazionale in uno stimolo per la crescita del territorio.
Bari, a Torre a Mare un euro in più per il basilico sulla pizza Margherita: lo scontrino virale sui social
Tornano le polemiche sugli scontrini nel Barese e in Puglia in vista dell’estate. L’ultima storia arriva da una pizzeria di Torre a Mare, a Bari, dove un cliente ha contestato un euro in più addebitato per l’aggiunta di basilico su una pizza Margherita. La foto dello scontrino, pubblicata sui social, ha rapidamente acceso il dibattito online.
Molti utenti hanno criticato la scelta del locale, sottolineando come il basilico sia già uno degli ingredienti tipici della Margherita. Tra i commenti più duri: “L’euro in più è totalmente fuori luogo” e “Da domani ce lo portiamo da casa”. C’è anche chi racconta episodi simili avvenuti nello stesso locale, come l’aggiunta di 50 centesimi per dei capperi su una pizza Napoli.
Dal menù, la Margherita risulta costare 7 euro, ma sullo scontrino il conto finale sale a 8 proprio per l’extra basilico. Un dettaglio che ha alimentato ulteriormente le critiche degli utenti sui social.
Bari, terzo furto da Funny Yummy in via Nicolai. Video pubblicato sui social: “Tornate a pagare o vi denunciamo”
Nuovo episodio di furto ai danni del negozio Funny Yummy specializzato in gadget, blindbox e cibi asiatici e situato in via Nicolai a Bari. A denunciare l’accaduto sono stati gli stessi titolari attraverso alcuni video pubblicati sui social network, nei quali comparirebbero i presunti responsabili ripresi dalle telecamere di sorveglianza.
Nel messaggio diffuso su Instagram, i gestori hanno lanciato un avvertimento diretto agli autori del furto. “Meglio che tornate a pagare quello che avete rubato, altrimenti seguirà denuncia visto che abbiamo tutte le angolazioni del vostro aspetto”, si legge.
Secondo quanto riferito dai proprietari, si tratterebbe del terzo episodio analogo avvenuto in poco tempo dall’apertura dell’attività.
Bari dice addio alla signora della “pasta al fo'”: Isa si è spenta a 93 anni. L’intervista virale interrotta dal petardo
Bari piange la signora Isa, morta a 93 anni e diventata famosa sul web per l’iconica frase “pasta al fo” pronunciata durante un’intervista al mercato di Bari interrotta da un petardo.
Il suo vero nome era Elisa Pepe e i funerali si sono svolti nella giornata di ieri a Bari. Grazie a quel video spontaneo e genuino, Isa era diventata un simbolo della tradizione natalizia barese e un meme molto amato sui social, considerata da molti “la nonna di tutti”.
La sua scomparsa, insieme a quella di un’altra figura popolare come Vittoria Grimaldi, rappresenta la perdita di un pezzo di cultura locale che però continua a vivere online attraverso ricordi, meme e messaggi affettuosi.
Foggia, foto fake di lei nuda sui social e sui muri della città: il giovane stalker di Arianna Petti subito a processo
Andrà a processo immediato il prossimo 23 giugno Antonio Pio Giannino, studente universitario foggiano di 19 anni, accusato di stalking e diffamazione nei confronti di Arianna Petti. Il giovane, arrestato il 13 febbraio e attualmente ai domiciliari, è ritenuto responsabile di una lunga persecuzione che ha avuto eco nazionale dopo la denuncia pubblica della vittima.
Secondo l’accusa, tra giugno e settembre 2025 Giannino avrebbe diffuso in città numerosi fotomontaggi offensivi raffiguranti la giovane, accostata a immagini di donne nude e accompagnata da frasi denigratorie. I manifesti sarebbero stati affissi in vari punti di Foggia, anche nei pressi di scuole e luoghi frequentati dalla vittima, e riportavano inoltre il suo numero di telefono con la scritta “tutto gratis”.
L’indagine è partita dalla querela presentata da Petti a luglio 2025, dopo il ritrovamento di uno dei manifesti davanti al liceo classico Lanza. Gli investigatori hanno concentrato i sospetti su un ex amico della ragazza, con cui aveva condiviso il percorso scolastico. Durante le perquisizioni sarebbero stati sequestrati dispositivi informatici contenenti immagini manipolate e tracce di conversazioni con sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per creare contenuti offensivi.
La Procura contesta all’imputato una condotta reiterata che avrebbe provocato nella vittima un grave stato d’ansia, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.
I difensori valuteranno se affrontare il processo con rito ordinario o optare per il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena in caso di condanna. Giannino respinge le accuse. Arianna Petti si costituirà parte civile.










