Foggia, la denuncia choc sui social: “Mia moglie e mia figlia allontanate da una libreria per il colore della pelle”

Doveva essere un ritorno alle proprie radici, ma si è trasformato in un episodio di razzismo che ha lasciato amarezza e dolore. A raccontarlo è un cittadino originario di Foggia, da circa dieci anni residente in Svizzera, che ha affidato ai social la testimonianza di quanto sarebbe accaduto, due mesi fa, alla moglie originaria dello Sri Lanka e alla figlia di 12 anni.

Secondo il racconto dell’uomo, che precisa di non aver assistito direttamente alla scena, alla donna e alla bambina sarebbe stato impedito di entrare in una libreria del capoluogo dauno. Il proprietario, stando alla loro versione, si sarebbe posizionato davanti all’ingresso invitandole ad andare via senza fornire spiegazioni.

La figlia sarebbe scoppiata in lacrime, mentre la madre avrebbe vissuto l’accaduto come un episodio di razzismo. Il padre, dopo aver appreso quanto successo, si sarebbe recato nella libreria per chiedere spiegazioni. «Ero furioso», racconta nel post, ammettendo di aver rivolto anche parole pesanti al proprietario. Di fronte alle contestazioni, riferisce, l’uomo avrebbe risposto più volte: «Non mi ricordo».

Nel suo lungo messaggio, il cittadino foggiano sottolinea soprattutto la delusione per quanto sarebbe avvenuto proprio all’ingresso di una libreria, luogo che considera simbolo di cultura, conoscenza e apertura verso mondi e culture differenti.

«Nessun colore della pelle dovrebbe mai far sentire qualcuno meno benvenuto», scrive, spiegando di aver raccontato la vicenda perché la figlia non impari ad accettare in silenzio episodi che, secondo la famiglia, hanno il sapore del pregiudizio. «Foggia è anche la sua città. Foggia merita di meglio», conclude.

Bari, il liceo Salvemini pronto a ripartire tra caldo e cantieri. La preside posa sui social tra le macerie: “Ce la faremo”

L’anno scolastico riparte in salita al liceo scientifico “Gaetano Salvemini” di Bari, dove studenti e docenti devono fare i conti con il caldo ancora intenso e con i lavori di adeguamento sismico in corso nell’istituto.

A raccontare la situazione è la dirigente scolastica Tina Gesmundo, che sui social ha scelto l’ironia per accompagnare il rientro, pubblicando un’immagine realizzata con l’intelligenza artificiale che la ritrae sorridente tra le macerie e accanto alla scritta “State calmi”.

«L’inizio di questo anno scolastico si presenta in salita e non è esattamente la cornice che tutti sognavamo per il rientro», ha ammesso la preside, ricordando i disagi legati al cantiere. Lo scorso anno i lavori avevano già costretto la scuola a ricorrere ai doppi turni; quest’anno, invece, non dovrebbe essere necessario, anche se le condizioni di rientro restano tutt’altro che ideali.

Gesmundo invita però la comunità scolastica a guardare oltre i disagi: «È un passaggio faticoso, ma necessario per rendere la nostra casa scolastica più bella, sicura e moderna». E conclude con un appello all’unità: «Nonostante le temperature, la polvere, la fatica e i rumori di sottofondo, non ci fermiamo. Ce la faremo!».

“Andate via”, affronta due baby pusher e muore. Tensione sui social e nel palazzo: “Assassini”

Torniamo ad occuparci della morte di Nicola Mangione, 50enne di Gravina deceduto a Ferragosto dopo una caduta durante una lite con i due adolescenti, indagati per omicidio preterintenzionale.

Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, Mangione avrebbe rimproverato i due giovani, che si trovavano nei pressi della sua abitazione e che avrebbero avuto con sé piccole quantità di droga. La famiglia Mangione è assistita dall’avvocato Angelo Dibenedetto.

L’uomo avrebbe chiesto loro di allontanarsi, prima di essere spinto e di cadere all’indietro, battendo la testa contro un gradino. Ci siamo recati a Gravina e sul luogo della tragedia dopo quanto accaduto in seguito alla tragica colluttazione, ascoltando le voci dei familiari dei personaggi coinvolti nella vicenda. Ecco cosa è accaduto.

Arrogante e autoreferenziale, senza social il giornalismo muore: il problema non è Bit Live

Nel Barese e in Puglia da giorni non si parla d’altro. La chiusura della pagina Facebook Bit Live continua a far discutere e in tanti stanno condividendo con i propri “followers” il personale punto di vista sulla vicenda. Tanti giornalisti sono usciti allo scoperto, mentre Quinto Potere continua a seguire la strada della coerenza. Il problema non è Bit Live e non lo è mai stato. Semplicemente siamo nel 2026 e bisogna fare i conti con l’evoluzione dell’informazione.

Evento annullato a Barletta, Jovanotti sui social: “Mi dispiace ma la sicurezza del pubblico viene al primo posto”

“Per me la sicurezza del pubblico è sempre la primissima cosa e quindi mi rimetto alla legge”. Lo dichiara in un video postato sui social Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che così interviene dopo l’annullamento della data del Jova summer party a Barletta, fissato per il prossimo 17 agosto.

“Ieri sera, sceso dal palco, mi hanno dato la notizia che era stato cancellato il Jova summer party a Barletta. Ho fatto un po’ di telefonate nella notte e poi ci ho dormito sopra e adesso, al risveglio, mi hanno confermato che a Barletta non si suona – continua – perché pare abbiano trovato alcuni frammenti di amianto nel terreno circostante dove avremmo dovuto essere noi e quindi la Asl ha deliberato che non si può suonare in quel posto”.

“Prendo atto con grandissimo dispiacere” della cancellazione della data, “so quanti di voi hanno prenotato alberghi e quindi è un disagio”, dice ancora Jovanotti. “Mi dispiace tantissimo per il mio pubblico, per le persone che avevano deciso di esserci – prosegue – . Non so quale decisione verrà presa nelle prossime ore: vi terrò informati. Ma adesso l’unica notizia è che il Jova summer di Barletta è annullato”.

“Vi abbraccio e risalgo in bici” conclude, perché “vado cmq in quella zona dove avremmo dovuto suonare e poi ci muoviamo verso la Calabria, ci fermeremo a mangiare qualcosa e poi ripartiamo”.

Furti in casa a Terlizzi, auto con persone incappucciate si aggira in città: l’allarme del sindaco De Chirico

Momenti di preoccupazione a Terlizzi, nel Barese, dove nel pomeriggio di ieri è stata segnalata un’auto con a bordo alcune persone incappucciate che si aggirava per le vie cittadine. Secondo le segnalazioni raccolte, gli occupanti del veicolo avrebbero tentato di introdursi in alcune abitazioni situate ai primi piani degli edifici.

A lanciare l’allarme è stato il sindaco Michelangelo De Chirico, che attraverso un videomessaggio pubblicato sui social ha invitato la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione e a collaborare con le forze dell’ordine, segnalando qualsiasi episodio sospetto.

Il primo cittadino ha inoltre sottolineato l’importanza di denunciare non solo i furti consumati, ma anche i tentativi. “È importante denunciare anche i tentativi di furto, perché fanno statistica e consentono, quando si partecipa ai tavoli provinciali per la sicurezza e l’ordine pubblico convocati dal prefetto, di avere un quadro più aderente alla realtà”, ha spiegato.

L’appello dell’amministrazione comunale è quindi quello di rivolgersi tempestivamente alle forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette, contribuendo così a rafforzare il monitoraggio del territorio e le misure di prevenzione contro i reati predatori.

“Il Sindaco mi ha dato un ceffone”, foto a braccetto dopo il post: tolto il post lo schiaffo resta

Prima la pubblicazione del post accusatorio, poi la rimozione dello stesso messaggio e di ogni sua traccia dai social, fino alla foto a braccetto con l’antagonista. La croccante vicenda ha avuto luogo a Sannicandro di Bari. I protagonisti sono un cittadino e il Sindaco Giannone e noi abbiamo cercato di indagare su quanto accaduto realmente, coinvolgendo i diretti interessati.

Coppia di scambisti si lascia, lui diffonde foto intime di lei dopo la rottura: 41enne finisce a processo

Una vicenda dai contorni delicati approda in tribunale nel Salento, dove un 41enne leccese dovrà rispondere di accuse pesanti legate alla fine della relazione con una giovane di 26 anni. L’uomo è imputato per furto, stalking, diffamazione aggravata, diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito e divulgazione di contenuti generati con sistemi di intelligenza artificiale. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Secondo la denuncia della donna, dopo la rottura l’ex compagno avrebbe sottratto il suo telefono cellulare e utilizzato fotografie e video intimi, realizzati durante la loro relazione e destinati a rimanere privati, per pubblicarli su siti per scambisti, sui social network e tramite il proprio stato WhatsApp. La vittima sostiene inoltre di aver subito una lunga serie di minacce, insulti e comportamenti persecutori che le avrebbero causato un forte stato di ansia e paura.

L’inchiesta della Procura salentina descrive episodi di stalking, telefonate insistenti, presunte minacce di morte e la diffusione non autorizzata di contenuti privati. L’uomo, però, respinge le accuse e sostiene la propria innocenza, affermando che la ex avrebbe continuato autonomamente a frequentare ambienti di scambismo e a pubblicare immagini personali online. A sostegno della sua difesa avrebbe presentato una perizia di parte.

Dopo le denunce della donna, il sequestro del telefono e la raccolta delle testimonianze, per il 41enne è scattato l’arresto. Sarà ora il processo ad accertare responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto.

Ruvo, la denuncia del sindaco Chieco sui social: “Intimidazioni a me e alla mia famiglia”. Indagini in corso

Intimidazioni nei confronti del sindaco di Ruvo di Puglia, Pasquale Chieco, e dei suoi familiari. A rendere nota la vicenda è stato lo stesso primo cittadino con un messaggio pubblicato sui social, precisando che i dettagli delle minacce non sono stati resi pubblici per non ostacolare le indagini. Secondo i primi accertamenti, gli episodi sarebbero collegati alla sua attività amministrativa e avrebbero coinvolto direttamente un familiare stretto.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbe la vicenda di una villa confiscata alla criminalità organizzata in via Bisceglie, destinata a diventare una foresteria per braccianti. L’immobile è stato più volte bersaglio di atti vandalici e ad aprile è stato distrutto da un incendio doloso, avvenuto pochi giorni dopo l’annuncio di un finanziamento regionale da un milione di euro per la sua riqualificazione.

Nel suo intervento, Chieco ha ribadito il dovere delle istituzioni di operare nell’interesse della collettività, pur riconoscendo i rischi che tale impegno può comportare. Il sindaco ha inoltre ringraziato magistratura, prefettura e forze dell’ordine per il sostegno ricevuto.

La notizia ha suscitato numerose attestazioni di solidarietà dal mondo politico. Il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, ha espresso vicinanza al sindaco e alla sua famiglia. Messaggi di sostegno sono arrivati anche dai consiglieri regionali Domenico De Santis e Tommaso Scatigna, oltre che dal sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha definito l’accaduto «un attacco gravissimo» alla democrazia. Solidarietà bipartisan è giunta anche dal Consiglio comunale di Ruvo di Puglia.