Risarcimenti per le offese agli influencer, il Sergente videomaker scarica Del Campo: “È sbagliato”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo.

Dopo aver incastrato il pranker e avervi mostrato la sua reaction, è arrivato il momento di farvi ascoltare la posizione del suo videomaker, il “Sergente” Lorusso.

Del Campo “Re” dei prank è nudo, finale epico: “Video costruiti per essere offesi e fare soldi” (4)

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo. È arrivato il momento tanto atteso della reaction del pranker al nostro piano diabolico.

Audi Q2 taroccata da 20.000 euro, il venditore denuncia Antonio: “C@gli@ne i baresi sono truffatori”

Torniamo ad occuparci della storia di Gianni e della sua Audi Q2 da 20.000 euro taroccata e ferma. Dopo avervi fatto sentire la telefonata con il concessionario in attesa degli sviluppi giudiziari, ci siamo messi in auto e ci siamo recati a sorpresa con lo stesso Gianni a Sora.

Non abbiamo trovato sul posto Andrea, il venditore, con cui abbiamo parlato al telefono, partito a Francoforte, ma suo zio che ha chiamato subito la Polizia. Ora vi parliamo degli ultimi aggiornamenti. Andrea, dopo aver mostrato una “certa disponibilità”, ha cambiato decisamente registro, riempiendoci di insulti e annunciando una querela.

Offese agli influencer, Del Campo ci diffida: “Privacy violata”. La replica: “Si va fino in fondo”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo. Vi mostriamo l’ultima parte del video “concordato” e l’inizio della nostra rivelazione con tanto di brindisi.

Offese agli influencer sui social, richieste di risarcimento a tappeto: Del Campo in trappola (1)

Giù la maschera, Quinto Potere esce allo scoperto. È arrivato il momento di parlarvi della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer. A svelarci come funziona è stato Matteo Del Campo, il pranker finito nella nostra trappola. Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere.

PRIMA: “Trimone di un pennivendolo sei una schifezza”. DOPO: “Non volevo era un commento a caldo”

Il 30 agosto del 2024 un ragazzo di 15 anni fa un rutto per strada, la situazione degenera e un operatore ecologico di Monopoli, un ultras della squadra locale, sferra alcuni pugni a chi aveva cercato di evitare che la situazione degenerasse. Con uno di questi gli rompe il naso. Ciò che accade dopo è un “massacro” di accuse e offese sui social. Nonostante la condanna per lesioni, l’aggressore, i suoi familiari e alcuni compagni ultras non hanno smesso di infierire, anche nei nostri confronti, raccontando una realtà difforme da quella riportata in sentenza. Una condanna è una condanna, un’offesa resta tale. Torniamo ad occuparci del caso mostrando la vera natura dei leoni da tastiera.

Gli rompe il naso per un rutto, condannato l’aggressore: offese e minacce non cambiano la verità

Il 30 agosto del 2024 un ragazzo di 15 anni fa un rutto per strada, la situazione degenera e un operatore ecologico di Monopoli, un ultras della squadra locale, sferra alcuni pugni a chi aveva cercato di evitare che la situazione degenerasse. Con uno di questi gli rompe il naso. Ciò che accade dopo è un “massacro” di accuse e offese sui social. Nonostante la condanna per lesioni, l’aggressore, i suoi familiari e alcuni compagni ultras non hanno smesso di infierire, anche nei nostri confronti, raccontando una realtà difforme da quella riportata in sentenza. Una condanna è una condanna, un’offesa resta tale.