Video deepfake con l’intelligenza artificiale, vittime due sorelle: tre 17enni indagati nel Salento

Tre ragazzi di 17 anni del Sud Salento sono indagati dalla Procura per i minorenni di Lecce per un presunto episodio di violenza digitale con l’uso dell’intelligenza artificiale.

Secondo quanto denunciato dalle vittime, le due sorelle sarebbero state filmate di nascosto e il video successivamente manipolato con l’intelligenza artificiale per farle apparire nude. Una delle due ragazze è minorenne.

Due dei tre indagati devono rispondere dell’acquisizione indebita delle immagini e della detenzione di materiale pornografico, mentre il terzo è accusato anche della diffusione del video.

I fatti risalirebbero allo scorso giugno. Le ragazze hanno presentato denuncia al commissariato di polizia, facendo scattare le indagini. Le abitazioni dei tre minorenni sono già state perquisite e i loro telefoni cellulari sequestrati per gli accertamenti.

Video dell’incidente mortale diffuso su WhatsApp: condannato agente della Polizia locale di Bari

Il Tribunale di Bari ha condannato a tre mesi di reclusione, con pena sospesa, l’agente della Polizia locale Tommaso Stella, 57 anni, riconosciuto colpevole di agevolazione colposa nella rivelazione di segreto d’ufficio per la diffusione del video di un incidente mortale avvenuto il 4 giugno 2018 in via Napoli, nel quale perse la vita il 76enne Rocco Bellanova, travolto da un tir mentre percorreva la strada in bicicletta. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Secondo quanto ricostruito nel processo, la registrazione delle telecamere di videosorveglianza di un distributore Agip, fondamentale per le indagini, mostrava le drammatiche immagini dell’investimento dell’anziano. Il filmato sarebbe stato ripreso con un telefono cellulare il 24 luglio 2018 mentre veniva visualizzato sul monitor di un computer all’interno della sala del Comando della Polizia locale di Bari utilizzata per la redazione dei verbali degli incidenti stradali.

Per i giudici, Stella, che aveva il dovere di custodire il materiale riservato e di informare il pubblico ministero titolare dell’indagine, avrebbe esaminato il video in presenza di altri colleghi senza adottare le necessarie cautele per garantirne la riservatezza. Una condotta ritenuta negligente che avrebbe consentito a ignoti di registrare le immagini alle sue spalle e di diffonderle successivamente tramite WhatsApp.

Nelle motivazioni della sentenza il Tribunale precisa che non vi sono elementi per ritenere che l’agente abbia divulgato volontariamente il filmato. Dall’analisi del video, infatti, emerge che chi effettuò la ripresa si trovava dietro di lui. La responsabilità penale è stata quindi riconosciuta esclusivamente per aver agevolato, con comportamento colposo, la diffusione di un documento coperto dal segreto d’ufficio.

L’inchiesta aveva coinvolto anche altri due agenti della Polizia locale, Maurizio Ficele e Silvana Mancini, entrambi accusati di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Per loro il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione con la formula piena “il fatto non sussiste”.

Nel procedimento si sono costituite parte civile le tre figlie della vittima. Il giudice ha disposto che Tommaso Stella versi a ciascuna una provvisionale di 3.000 euro, in attesa della quantificazione definitiva del risarcimento dei danni. La vicenda richiama l’attenzione sull’importanza della tutela del segreto istruttorio e della privacy nella gestione di materiale investigativo, evidenziando come anche la mancata adozione di adeguate misure di riservatezza possa comportare responsabilità penali e civili per chi è chiamato a custodire dati sensibili.

Figlio implora di stare col papà, il dramma di un uomo finito: “Muoio ogni volta che vedo il video”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato che ha commosso e indignato la nostra community. La Cassazione ha confermato l’esito dell’Appello, la condanna a 3 anni per maltrattamenti in famiglia è stata confermata. Questa volta lo facciamo con un video straziante, in cui il figlio di Giuseppe implora di stare con il suo papà. Giuseppe non si arrende e continua a lottare contro il sistema.

Solita gag tra Sisto e Del Campo: “Video concordato non offendeteli. Una trappola per fare soldi”

In tanti ci hanno inondato di segnalazioni sul video registrato insieme da Silvio Sisto e Matteo Del Campo. Il modus operandi è sempre lo stesso, il solito teatrino per alimentare offese nei commenti e passare all’incasso tramite richieste risarcitorie mandate dagli studi legali. Ecco la nostra presa di posizione ufficiale dopo quanto accaduto e visto.

Coppia di scambisti si lascia, lui diffonde foto intime di lei dopo la rottura: 41enne finisce a processo

Una vicenda dai contorni delicati approda in tribunale nel Salento, dove un 41enne leccese dovrà rispondere di accuse pesanti legate alla fine della relazione con una giovane di 26 anni. L’uomo è imputato per furto, stalking, diffamazione aggravata, diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito e divulgazione di contenuti generati con sistemi di intelligenza artificiale. Attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Secondo la denuncia della donna, dopo la rottura l’ex compagno avrebbe sottratto il suo telefono cellulare e utilizzato fotografie e video intimi, realizzati durante la loro relazione e destinati a rimanere privati, per pubblicarli su siti per scambisti, sui social network e tramite il proprio stato WhatsApp. La vittima sostiene inoltre di aver subito una lunga serie di minacce, insulti e comportamenti persecutori che le avrebbero causato un forte stato di ansia e paura.

L’inchiesta della Procura salentina descrive episodi di stalking, telefonate insistenti, presunte minacce di morte e la diffusione non autorizzata di contenuti privati. L’uomo, però, respinge le accuse e sostiene la propria innocenza, affermando che la ex avrebbe continuato autonomamente a frequentare ambienti di scambismo e a pubblicare immagini personali online. A sostegno della sua difesa avrebbe presentato una perizia di parte.

Dopo le denunce della donna, il sequestro del telefono e la raccolta delle testimonianze, per il 41enne è scattato l’arresto. Sarà ora il processo ad accertare responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto.

Video su YouTube contro Anelli: dottoressa no vax assolta dalle minacce ma condannata per diffamazione

Assolta dall’accusa di minacce perché «il fatto non sussiste», ma condannata per diffamazione a una multa di 350 euro. È la decisione del giudice del Tribunale di Bologna, Fabio Cosentino, nei confronti di Barbara Balanzoni, medico radiato dall’albo e nota per le sue posizioni contrarie ai vaccini, imputata per due video pubblicati su YouTube tra gennaio e febbraio 2022.

Il procedimento era nato dalla querela presentata da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) e dell’Ordine dei medici di Bari, costituitosi parte civile nel processo.

Il tribunale ha inoltre disposto il risarcimento di 15mila euro alla Fnomceo e di 3mila euro ad Anelli. Nella precedente udienza la Procura aveva chiesto una condanna a 1.500 euro, mentre la parte civile aveva avanzato una richiesta risarcitoria complessiva superiore ai 100mila euro. In aula era presente l’imputata, accompagnata da una trentina di sostenitori. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.