Lividi e denti rotti, ragazzo di Terlizzi pestato a Ruvo: scoperto il branco. Nunzio: “Va meglio”

Siamo tornati a Terlizzi per tornare a parlare degli sviluppi della storia della famiglia presa di mira da un branco di ragazzini. Calci alla porta, lancio di pietre e minacce per diversi anni. La situazione, dopo la denuncia dei nostri servizi, al momento sembra essere migliorata.

Tutto questo mentre una settimana fa un altro ragazzo di Terlizzi è stato pestato a Ruvo, rimediando importanti lesioni. In questo caso le Istituzioni e le Forze dell’Ordine hanno agito velocemente, risalendo ai responsabili, a differenza di quanto accaduto con Nunzio e la sua famiglia.  

IL LEGALE – Antonio affronta il branco. Genchi: “Non è un gioco. Commessi reati gravi”

C’era anche l’avvocato Genchi con noi quando siamo stati presi di mira dal branco di giovani in via Amendola durante la registrazione di un nostro servizio. Proprio con lui, nella nuova puntata della rubrica Il Legale, siamo tornati a parlare di quanto accaduto. E i reati commessi dai ragazzini, senza rendercene conto al momento, sono stati davvero tantissimi e soprattutto gravi.

Preso a pugni per strada, Matteo: “Senza motivo. Solo contro tutti poi sui social fanno i leoni”

Torniamo a parlare dei branchi e lo facciamo ancora a Terlizzi. Dopo avervi parlato del gruppetto di giovani che sta tormentando la vita a Nunzio e alla sua famiglia, questa volta abbiamo incontrato Matteo, vittima di un pestaggio nei giorni scorsi. I segni sono ancora evidenti sul suo corpo, ci racconta di essere stato preso a pugni per strada senza alcun motivo.

Il maleducato non molla: “Noi bullizzati a causa del video”. Branco fa impazzire famiglia a Terlizzi

La storia del branco che ci ha preso di mira in via Amendola qualche giorno fa non si è chiusa con il chiarimento faccia a faccia avuto con Angelo, gesto tra l’altro apprezzato da gran parte della nostra community. Un suo alter ego è tornato alla carica, con modi maleducati e rivendicando la cancellazione del video. Presto vi racconteremo la storia di una famiglia presa di mira da un altro branco a Terlizzi.

Antonio contro il branco, uno solo ha gli attributi: “Chiedo scusa le ho mancato di rispetto”

Ieri ci siamo lasciati sul più bello, prima dell’incontro con uno del branco che ci ha preso di mira durante la registrazione di un servizio, lanciandoci un cartone e riempendoci di insulti. Angelo, questo il suo nome di battesimo, è stato l’unico a metterci la faccia e a mostrare gli attributi.

È stato proprio lui uno dei più decisi quel giorno ad affrontarci, ma ha voluto fare un passo indietro, riconoscendo il proprio errore e chiedendoci scusa. Un gesto che noi apprezziamo in un incontro distensivo che pone fine, speriamo, all’intera vicenda, con la speranza che possa servire come insegnamento per tanti.

Antonio contro il branco, le minacce: “Togli il video o ti spacco”. L’altro bullo: “Voglio scusarmi”

Dopo la messa in onda del servizio sul faccia a faccia con il branco di idioti, siamo stati contattati da alcuni protagonisti della vicenda e da alcuni loro genitori. C’è chi ha fatto anche reclamo su YouTube.

Ci siamo confrontati e abbiamo riflettuto anche sulla possibilità di assecondare le loro richieste ed eliminare la traccia dell’idiozia di questi ragazzi che poco dopo sono tornati alla carica, chiamandoci, minacciandoci, riempendoci di insulti. Uno di loro ha avuto almeno la decenza di chiedere scusa. Vi mostriamo quanto accaduto.

Urla e lancio di cartoni durante l’intervista. Antonio affronta il branco: “Idioti senza valori”

Durante la registrazione dell’ultima puntata della rubrica Il Legale, un branco di idioti in motorino ha deciso di importunarci lanciando cartoni e urlando. Abbiamo deciso così di affrontare questi gangster da due spiccioli che non hanno saputo ovviamente giustificare il loro essere idioti se non facendosi forza tra loro. La deriva della gioventù di oggi è rinchiusa in questi 5 minuti.

Maglie, 21enne minacciato di morte e picchiato dal branco: “Sei una spia dei Carabinieri”. Aperta inchiesta

Un 21enne è stato aggredito a Maglie (Lecce) da un gruppo di nove giovani, tra cui cinque maggiorenni e quattro minorenni, perché sospettato di essere un confidente dei carabinieri. Il branco lo ha picchiato e minacciato di pagare 1.000 euro per una presunta “spiata”, intimandogli di non denunciare.

Ferito al volto, il giovane inizialmente ha rifiutato di sporgere denuncia per paura di ritorsioni, ma il giorno dopo ha raccontato l’accaduto a un brigadiere.

Dopo mesi di indagini, i carabinieri hanno identificato il gruppo, ritenuto coinvolto anche in piccoli furti e spaccio di droga. I maggiorenni sono accusati di lesioni aggravate, violenza privata e tentata estorsione.