Choc a Galatone, 42enne pestato a colpi di bastone in pieno centro: caccia agli aggressori

Aggressione nella centralissima piazza San Sebastiano a Galatone, nel Leccese. Un 46enne originario di Napoli e residente da tempo nel Comune, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da due uomini a bordo di una moto e con il volto coperto da caschi integrali.

Uno degli aggressori lo avrebbe colpito con un bastone. Nel tentativo di fuggire, la vittima ha cercato riparo all’interno di alcuni bar della zona, arrivando a colpire uno dei due uomini con una sedia di plastica. I malviventi si sono poi allontanati.

Il 46enne ha riportato alcune escoriazioni, senza conseguenze gravi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Galatone, della Compagnia di Gallipoli e del Nucleo investigativo di Lecce, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori.

L’episodio presenta un precedente inquietante: la scorsa primavera l’uomo era stato raggiunto da alcuni colpi di pistola nella stessa piazza, nei pressi di un circolo privato. Gli investigatori stanno verificando se i due episodi possano essere collegati.

Spruzza spray urticante contro ragazze, 40enne inseguito e picchiato da un gruppo di ragazzi: il video è virale

Brutale aggressione nella notte a San Giovanni Rotondo, dove un uomo di circa 40 anni è stato inseguito e picchiato da un gruppo di ragazzi in piazza Europa, durante la Notte Bianca.

Il video dell’aggressione, diventato virale, mostra il gruppo circondare l’uomo e colpirlo ripetutamente con calci e pugni, anche quando era già a terra.

Secondo le prime indiscrezioni, alla base dell’aggressione ci sarebbe un episodio avvenuto poco prima: il 40enne avrebbe spruzzato una sostanza urticante, forse spray al peperoncino, contro alcune ragazze presenti alla manifestazione, scatenando la reazione del gruppo.

L’uomo è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso, dove gli sono state riscontrate una frattura del setto nasale e numerose escoriazioni. Sull’accaduto indagano i Carabinieri, che stanno ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e identificando i responsabili.

Giuditta pestata, arriva la stretta a Parco Rossani: fuori amici e parenti dai bagni pubblici. Le scuse dei dipendenti

Dopo il pestaggio della studentessa 26enne Giuditta D’Elia nei bagni del parco Rossani, la società Haccadueo, che gestisce i servizi igienici pubblici di Bari, ha vietato l’accesso ai locali di lavoro a familiari, amici e conoscenti degli addetti.

La decisione arriva dopo l’aggressione del 23 luglio, che secondo le indagini sarebbe stata compiuta da un’addetta ai bagni e dal marito, entrambi indagati per lesioni aggravate e rapina, al termine di un litigio nato tra la giovane e la figlia decenne della dipendente.

La lavoratrice è stata sospesa su disposizione della società, dopo la verifica richiesta dal sindaco Vito Leccese, e rischia ora il licenziamento. La nuova circolare ribadisce che l’accesso alle aree di servizio è consentito esclusivamente al personale autorizzato.

Intanto proseguono le indagini anche della Procura per i minorenni, che sta valutando il coinvolgimento di alcuni ragazzi indicati dalla vittima come partecipanti all’aggressione.

I dipendenti della Haccadueo hanno preso le distanze dall’episodio con una lettera indirizzata a Giuditta D’Elia, esprimendo solidarietà e scuse. I lavoratori hanno sottolineato che il comportamento della collega non rappresenta l’operato dell’intero personale, ribadendo il proprio impegno a garantire professionalità, rispetto e sicurezza agli utenti. Parallelamente sono stati avviati accertamenti su tutto il personale, mentre il futuro lavorativo della dipendente resta legato anche agli sviluppi dell’inchiesta penale.

Aggressione a Parco Rossani, 20enne pestata: indagati l’addetta ai bagni e il compagno per lesioni e rapina

La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sull’aggressione subita dalla 26enne studentessa di Filosofia Giuditta, picchiata il 23 luglio all’interno del Parco Rossani. Per l’episodio risultano indagati l’addetta ai bagni della struttura pubblica e il suo compagno, accusati di lesioni gravi e rapina.

Il fascicolo, coordinato dal procuratore Roberto Rossi, è stato avviato sulla base dell’informativa della Polizia locale, corredata dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Le indagini dovrebbero ora passare ai carabinieri. Al pestaggio avrebbe preso parte anche un gruppo di ragazzini: due minori sono stati identificati e la loro posizione è al vaglio della Procura per i minorenni.

Secondo la denuncia presentata dalla giovane, l’aggressione sarebbe scaturita dopo che aveva allontanato la figlia dell’addetta ai bagni, che la stava colpendo con una pistola ad acqua. La studentessa sarebbe stata quindi strattonata e presa a calci e pugni, mentre durante la colluttazione le sarebbe stato sottratto il cellulare, poi recuperato. L’episodio ha portato alla contestazione del reato di rapina.

Trasportata al Policlinico di Bari dal 118, la 26enne ha riportato lesioni al volto e al naso con una prognosi di 40 giorni. Intanto l’addetta ai bagni è stata sospesa dalla ditta appaltatrice Accadueo, su richiesta del Comune.

Bari, pestaggio al Libertà. Il racconto choc: “Aggredite una donna e due ragazze di 18 anni. Una vera esecuzione”

Momenti di forte tensione nella serata di ieri nel quartiere Libertà di Bari, dove una violenta aggressione in strada ha scosso residenti e passanti. Secondo il racconto di un testimone, il pestaggio sarebbe durato oltre venti minuti, tra calci, pugni e colpi sferrati anche con caschi, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

L’episodio si sarebbe verificato in via Dante, dove un’automobile avrebbe bloccato la carreggiata. Dal veicolo sarebbero scese diverse persone che avrebbero dato vita all’aggressione. Stando alle testimonianze raccolte, nel mirino sarebbero finite una donna di circa 40 anni e due ragazze di 18 anni, mentre un uomo, indicato come il padre delle giovani, sarebbe stato immobilizzato da altri aggressori nel tentativo di impedirgli di intervenire.

I residenti descrivono una scena di estrema violenza, con urla e grida che avrebbero richiamato numerosi abitanti della zona alle finestre. Chi ha assistito ai fatti riferisce di non essere riuscito a ricostruire con precisione l’origine della lite, ma di aver visto la situazione degenerare rapidamente in un vero e proprio pestaggio.

Particolarmente duro anche il racconto sui tempi di intervento delle forze dell’ordine. Secondo i testimoni, le pattuglie sarebbero arrivate circa mezz’ora dopo la conclusione dell’aggressione, quando i presunti responsabili si erano già allontanati e sul posto erano rimaste soltanto le persone ferite.

 

Aggressione nel Salento, 16enne pestato grave in ospedale. Un 19enne si costituisce: “Mi sono solo difeso”

Il 19enne di Monteroni accusato del violento pestaggio di un ragazzo di 16 anni, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì a Magliano, nel Leccese, si è presentato spontaneamente in caserma sostenendo di aver agito per legittima difesa. Assistito dal suo avvocato, ha raccontato di essere stato accerchiato mentre era in monopattino da tre giovani, che lo avrebbero insultato, chiesto del denaro e aggredito con una sbarra e una cinghia.

Il giovane ha negato di aver utilizzato un tirapugni, come ipotizzato nelle prime indagini, affermando di essersi limitato a difendersi e sostenendo che una ventina di persone avrebbero assistito alla scena e potrebbero confermare la sua versione. Dopo aver reso dichiarazioni ai carabinieri, si è recato in ospedale per farsi medicare alcuni ematomi riportati durante la lite.

La sua ricostruzione è ora al vaglio degli investigatori. Il 16enne, che ha riportato un trauma cranico e lesioni a un occhio, è stato ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Copertino. Le sue condizioni sono stabili e non sarebbe in pericolo di vita, ma non è ancora stato ascoltato dagli inquirenti.

Secondo le prime indagini, il minorenne si trovava nel parco per incontrare un amico quando sarebbe scoppiata la violenta aggressione, inizialmente ricondotta a vecchi contrasti tra gruppi di giovani. Le indagini proseguono per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e accertare le responsabilità.

“Ti seppellisco”, picchia la moglie in diretta su TikTok con 40 utenti collegati: arrestato 57enne. Choc a Lecce

Momenti di terrore a Lecce, dove una donna è stata aggredita dal marito mentre era in diretta su TikTok con una quarantina di utenti collegati, tra cui un’amica d’infanzia. L’uomo, un 57enne del posto, l’ha colpita ripetutamente al volto con un pesante manufatto in legno raffigurante una testa di elefante e con un candelabro in metallo, prima che la diretta venisse interrotta.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’aggressore avrebbe poi sfondato la porta dell’abitazione e, armato di una pala, avrebbe minacciato di morte la moglie pronunciando la frase: «Io ti seppellisco». Avrebbe inoltre impedito ai sanitari del 118 di raggiungere la donna per prestarle soccorso.

Sul posto sono intervenute due pattuglie delle Volanti, che hanno bloccato e arrestato il 57enne. Dagli accertamenti sono emersi precedenti specifici per episodi di violenza domestica, che secondo gli investigatori si ripetevano ormai quotidianamente.

La vittima ha riportato un trauma al mento e numerosi ematomi agli arti superiori. Pur essendo stata medicata sul posto, ha rifiutato il trasporto in ospedale.

Manfredonia, 30enne pestato con calci e pugni: arrestati tre giovanissimi. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

Tre giovani di 21 anni di Manfredonia sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di aver preso parte a una violenta aggressione avvenuta il 7 settembre 2025 nei pressi della villa comunale e del Castello. Vittima un uomo di circa 30 anni, colpito prima con insulti e poi con calci e pugni, anche quando era già a terra. Il 30enne ha riportato la frattura della mandibola e altre gravi lesioni.

Secondo gli investigatori, dopo il pestaggio i tre avrebbero minacciato di morte la vittima per impedirle di denunciare l’accaduto. Decisive per le indagini dei carabinieri sarebbero state le immagini della videosorveglianza cittadina e la testimonianza dell’uomo aggredito.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, che ha ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto, sottolineando l’importanza delle telecamere di sicurezza e della collaborazione della vittima.

Il primo cittadino ha inoltre chiesto un rafforzamento del sistema di videosorveglianza e un aumento degli organici delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità sul territorio. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio i ruoli dei tre indagati.

Catania, 57enne muore in ospedale 12 giorni dopo pestaggio: arrestato 23enne a Lecce per omicidio

I Carabinieri di Enna hanno arrestato un 23enne accusato di essere autore della violenta aggressione, il 3 dicembre del 2025 a Catenanuova, a un 57enne, Salvatore De Luca, morto 12 giorni dopo nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era ricoverato per le gravi ferite riportate.

Il giovane, indagato per omicidio dalla Procura di Enna, è stato arrestato a Lecce dove si era trasferito. Secondo l’accusa il pestaggio sarebbe da ricondurre a contrasti personali.

Il pomeriggio del 3 dicembre scorso, in piazza Riggio, la vittima era stata colpita violentemente con pugni e calci e avrebbe urtato più volte la testa contro un muro fino a perdere i sensi. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime tanto da essere trasportato nell’ospedale Catania dove poi è morto il 15 dicembre.

Giovane pestato dal branco sul treno Bari-Foggia, denunciati 4 minorenni: il più grande ha 17 anni – VIDEO

La Polizia di Stato, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di quattro minori originari di Bisceglie, di età compresa tra i 16 ed i 17 anni, ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro dei reati di violenza privata, rapina e lesioni personali (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa).

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa condotta dai poliziotti del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Puglia, la Basilicata ed il Molise di Bari, che ha consentito di ricostruire il grave episodio avvenuto in data 28 febbraio 2026, a bordo di in treno regionale lungo la tratta Foggia–Bari.
In particolare, i quattro minori sarebbero saliti a bordo treno presso la stazione ferroviaria di Trani ed avrebbero preso di mira un giovane passeggero.

La vittima sarebbe stata dapprima minacciata e accerchiata, quindi aggredita fisicamente dal gruppo e privata di effetti personali, tra cui un telefono cellulare ed una collanina in oro.

Giunti nella stazione di Bisceglie, la vittima è riuscita a divincolarsi e a dare l’allarme, contattando il 112 tramite il telefono cellulare di un viaggiatore. Soccorso da personale della Polizia Ferroviaria e del 118, il malcapitato è stato accompagnato in ospedale per ricevere le cure del caso ed è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni.

+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

All’esito degli accertamenti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto per tre dei minori, incensurati, la misura cautelare della permanenza in casa, mentre per il quarto, con precedenti di polizia, è stato disposto il collocamento in comunità.