Bari, pestaggio al Libertà. Il racconto choc: “Aggredite una donna e due ragazze di 18 anni. Una vera esecuzione”

Momenti di forte tensione nella serata di ieri nel quartiere Libertà di Bari, dove una violenta aggressione in strada ha scosso residenti e passanti. Secondo il racconto di un testimone, il pestaggio sarebbe durato oltre venti minuti, tra calci, pugni e colpi sferrati anche con caschi, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

L’episodio si sarebbe verificato in via Dante, dove un’automobile avrebbe bloccato la carreggiata. Dal veicolo sarebbero scese diverse persone che avrebbero dato vita all’aggressione. Stando alle testimonianze raccolte, nel mirino sarebbero finite una donna di circa 40 anni e due ragazze di 18 anni, mentre un uomo, indicato come il padre delle giovani, sarebbe stato immobilizzato da altri aggressori nel tentativo di impedirgli di intervenire.

I residenti descrivono una scena di estrema violenza, con urla e grida che avrebbero richiamato numerosi abitanti della zona alle finestre. Chi ha assistito ai fatti riferisce di non essere riuscito a ricostruire con precisione l’origine della lite, ma di aver visto la situazione degenerare rapidamente in un vero e proprio pestaggio.

Particolarmente duro anche il racconto sui tempi di intervento delle forze dell’ordine. Secondo i testimoni, le pattuglie sarebbero arrivate circa mezz’ora dopo la conclusione dell’aggressione, quando i presunti responsabili si erano già allontanati e sul posto erano rimaste soltanto le persone ferite.

 

Aggressione nel Salento, 16enne pestato grave in ospedale. Un 19enne si costituisce: “Mi sono solo difeso”

Il 19enne di Monteroni accusato del violento pestaggio di un ragazzo di 16 anni, avvenuto nella notte tra domenica e lunedì a Magliano, nel Leccese, si è presentato spontaneamente in caserma sostenendo di aver agito per legittima difesa. Assistito dal suo avvocato, ha raccontato di essere stato accerchiato mentre era in monopattino da tre giovani, che lo avrebbero insultato, chiesto del denaro e aggredito con una sbarra e una cinghia.

Il giovane ha negato di aver utilizzato un tirapugni, come ipotizzato nelle prime indagini, affermando di essersi limitato a difendersi e sostenendo che una ventina di persone avrebbero assistito alla scena e potrebbero confermare la sua versione. Dopo aver reso dichiarazioni ai carabinieri, si è recato in ospedale per farsi medicare alcuni ematomi riportati durante la lite.

La sua ricostruzione è ora al vaglio degli investigatori. Il 16enne, che ha riportato un trauma cranico e lesioni a un occhio, è stato ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Copertino. Le sue condizioni sono stabili e non sarebbe in pericolo di vita, ma non è ancora stato ascoltato dagli inquirenti.

Secondo le prime indagini, il minorenne si trovava nel parco per incontrare un amico quando sarebbe scoppiata la violenta aggressione, inizialmente ricondotta a vecchi contrasti tra gruppi di giovani. Le indagini proseguono per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e accertare le responsabilità.

“Ti seppellisco”, picchia la moglie in diretta su TikTok con 40 utenti collegati: arrestato 57enne. Choc a Lecce

Momenti di terrore a Lecce, dove una donna è stata aggredita dal marito mentre era in diretta su TikTok con una quarantina di utenti collegati, tra cui un’amica d’infanzia. L’uomo, un 57enne del posto, l’ha colpita ripetutamente al volto con un pesante manufatto in legno raffigurante una testa di elefante e con un candelabro in metallo, prima che la diretta venisse interrotta.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’aggressore avrebbe poi sfondato la porta dell’abitazione e, armato di una pala, avrebbe minacciato di morte la moglie pronunciando la frase: «Io ti seppellisco». Avrebbe inoltre impedito ai sanitari del 118 di raggiungere la donna per prestarle soccorso.

Sul posto sono intervenute due pattuglie delle Volanti, che hanno bloccato e arrestato il 57enne. Dagli accertamenti sono emersi precedenti specifici per episodi di violenza domestica, che secondo gli investigatori si ripetevano ormai quotidianamente.

La vittima ha riportato un trauma al mento e numerosi ematomi agli arti superiori. Pur essendo stata medicata sul posto, ha rifiutato il trasporto in ospedale.

Manfredonia, 30enne pestato con calci e pugni: arrestati tre giovanissimi. Ai domiciliari con braccialetto elettronico

Tre giovani di 21 anni di Manfredonia sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di aver preso parte a una violenta aggressione avvenuta il 7 settembre 2025 nei pressi della villa comunale e del Castello. Vittima un uomo di circa 30 anni, colpito prima con insulti e poi con calci e pugni, anche quando era già a terra. Il 30enne ha riportato la frattura della mandibola e altre gravi lesioni.

Secondo gli investigatori, dopo il pestaggio i tre avrebbero minacciato di morte la vittima per impedirle di denunciare l’accaduto. Decisive per le indagini dei carabinieri sarebbero state le immagini della videosorveglianza cittadina e la testimonianza dell’uomo aggredito.

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, che ha ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto, sottolineando l’importanza delle telecamere di sicurezza e della collaborazione della vittima.

Il primo cittadino ha inoltre chiesto un rafforzamento del sistema di videosorveglianza e un aumento degli organici delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità sul territorio. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio i ruoli dei tre indagati.

Catania, 57enne muore in ospedale 12 giorni dopo pestaggio: arrestato 23enne a Lecce per omicidio

I Carabinieri di Enna hanno arrestato un 23enne accusato di essere autore della violenta aggressione, il 3 dicembre del 2025 a Catenanuova, a un 57enne, Salvatore De Luca, morto 12 giorni dopo nell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove era ricoverato per le gravi ferite riportate.

Il giovane, indagato per omicidio dalla Procura di Enna, è stato arrestato a Lecce dove si era trasferito. Secondo l’accusa il pestaggio sarebbe da ricondurre a contrasti personali.

Il pomeriggio del 3 dicembre scorso, in piazza Riggio, la vittima era stata colpita violentemente con pugni e calci e avrebbe urtato più volte la testa contro un muro fino a perdere i sensi. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime tanto da essere trasportato nell’ospedale Catania dove poi è morto il 15 dicembre.

Giovane pestato dal branco sul treno Bari-Foggia, denunciati 4 minorenni: il più grande ha 17 anni – VIDEO

La Polizia di Stato, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di quattro minori originari di Bisceglie, di età compresa tra i 16 ed i 17 anni, ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro dei reati di violenza privata, rapina e lesioni personali (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa).

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Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa condotta dai poliziotti del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Puglia, la Basilicata ed il Molise di Bari, che ha consentito di ricostruire il grave episodio avvenuto in data 28 febbraio 2026, a bordo di in treno regionale lungo la tratta Foggia–Bari.
In particolare, i quattro minori sarebbero saliti a bordo treno presso la stazione ferroviaria di Trani ed avrebbero preso di mira un giovane passeggero.

La vittima sarebbe stata dapprima minacciata e accerchiata, quindi aggredita fisicamente dal gruppo e privata di effetti personali, tra cui un telefono cellulare ed una collanina in oro.

Giunti nella stazione di Bisceglie, la vittima è riuscita a divincolarsi e a dare l’allarme, contattando il 112 tramite il telefono cellulare di un viaggiatore. Soccorso da personale della Polizia Ferroviaria e del 118, il malcapitato è stato accompagnato in ospedale per ricevere le cure del caso ed è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni.

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All’esito degli accertamenti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto per tre dei minori, incensurati, la misura cautelare della permanenza in casa, mentre per il quarto, con precedenti di polizia, è stato disposto il collocamento in comunità.

Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: arrestato 47enne senzatetto. L’aggressione shock ripresa

A Barletta è stato arrestato un uomo di 47 anni, senza fissa dimora, ritenuto responsabile dell’omicidio di un Jacopo Musti, clochard di 49 anni, deceduto sabato pomeriggio dopo un brutale pestaggio.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, l’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 10 aprile. La vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con pugni e calci, molti dei quali alla testa, per diversi minuti, senza possibilità di difendersi.

Anche quando l’uomo era ormai inerme su una panchina, l’aggressione sarebbe proseguita, sotto gli occhi indifferenti dei passanti. Il 49enne è morto il giorno seguente nel reparto di rianimazione dell’ospedale cittadino. Decisivi per le indagini i filmati delle telecamere di sorveglianza e alcuni messaggi audio che il presunto responsabile avrebbe inviato a un conoscente.

Tragedia a Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: “Jacopo viveva per aiutare gli altri”

Si chiamava Jacopo Musti, aveva 49 anni ed era originario di Imperia. Da circa sei mesi viveva per strada a Barletta, dove nella mattinata di domenica 12 aprile è morto all’ospedale Dimiccoli, dopo essere stato aggredito due notti prima da un altro senzatetto nel centro cittadino. Fatale un trauma cranico causato da uno o più pugni.

La vicenda si inserisce in un contesto di forte marginalità sociale, segnato anche dall’abuso di alcol, problema che accomunava sia la vittima sia il presunto aggressore. A raccontarlo è Cosimo Damiano Matteucci dell’Ambulatorio Popolare di Barletta, che conosceva Jacopo: “Era una bravissima persona, ma viveva da tempo con gravi difficoltà legate all’alcol”, le parole riportate da La Repubblica.

Nonostante la sua condizione, Musti era conosciuto per il suo impegno verso gli altri. Collaborava con i volontari, aiutava durante la distribuzione dei pasti e offriva supporto a migranti e persone in difficoltà. “Non riusciva a stare senza fare qualcosa per gli altri”, ricordano i volontari, tra cui Rosa Tuosto, che lo descrive come una presenza discreta ma attiva, spesso impegnata a pulire le strade o a dare una mano.

Volto familiare nei pressi della chiesa di San Benedetto, Jacopo era ricordato anche per piccoli gesti di generosità, come quando rinunciò a un paio di scarpe nuove per lasciarle a chi ne aveva più bisogno. Un episodio che, secondo chi lo conosceva, racconta più di molte parole la sua umanità.

Negli ultimi tempi stava cercando di cambiare vita. Dopo un passato difficile e un percorso terapeutico interrotto, aveva ripreso a frequentare il Sert e, poco prima dell’aggressione, aveva confidato il desiderio di uscire dalla strada.

La sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio sui social e tra le associazioni locali, che sottolineano come la tragedia sia il risultato di una condizione di abbandono. “Non basta dire che è successo – si legge in una nota –. Questa morte nasce dalla marginalità. Quando viene lasciata sola, uccide”.

Bitritto, pestaggio in una discoteca durante festa privata nel 2021: assolto il rapper barese Young Hash

È stato assolto per insufficienza di prove il rapper barese Angelo Nicola Chiarelli, noto come Young Hash’, al termine del procedimento giudiziario relativo a un episodio di violenza avvenuto nell’ottobre 2021 in una discoteca di Bitritto. La decisione è stata emessa dal giudice Donato Antonio Coscia.

Il 24enne artista, che negli ultimi mesi ha ottenuto grande visibilità sui social – in particolare su TikTok con il brano “Ma o sta disc” realizzato insieme a Boro Boro – era accusato di lesioni personali aggravate. Secondo l’impostazione iniziale, Chiarelli e altri tre giovani avrebbero preso parte a un’aggressione ai danni di due coetanei durante una festa privata nel locale “Coco de Ville”.

Il procedimento nasceva da un decreto penale di condanna impugnato dalla difesa del rapper. Tuttavia, nel corso delle udienze, il quadro accusatorio si è progressivamente indebolito: le persone offese e alcuni testimoni hanno infatti ritrattato le precedenti dichiarazioni.

Alla luce di tali sviluppi, la stessa accusa ha richiesto l’assoluzione dell’imputato, richiesta accolta dal giudice. La sentenza ha di fatto reso inefficace il decreto penale anche nei confronti degli altri tre giovani coinvolti.

Pestaggio a Barivecchia, 38enne di Capurso aggredito da un gruppo. Trasferito al Policlinico: è grave

Violenta aggressione nella tarda serata di domenica a Barivecchia, nei pressi di via Girona. Un uomo di 38 anni, residente a Capurso, è stato brutalmente picchiato da un gruppo di persone dopo essere stato avvicinato mentre si trovava con amici in una cicchetteria del centro storico.

Secondo una prima ricostruzione, il 38enne sarebbe stato portato poco distante dal locale e aggredito. Gli amici, non vedendolo rientrare, hanno iniziato a cercarlo, trovandolo nei pressi del molo San Antonio con evidenti segni di violenza.

Trasportato al Policlinico di Bari, ha riportato gravi ferite: frattura scomposta dell’omero destro, frattura del setto nasale ed emorragia sottocongiuntivale. I medici hanno stabilito una prognosi superiore ai 30 giorni.

Ascoltato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile, l’uomo non ha fornito elementi utili all’identificazione degli aggressori, riferendo soltanto di essere stato colpito da più persone. Sul luogo dell’aggressione sono state rinvenute tracce di sangue, mentre le telecamere di videosorveglianza della zona potrebbero risultare decisive per ricostruire l’accaduto.