Silvia Salis tre giorni in Puglia, ieri passeggiata con Leccese a Barivecchia: “Ha cambiato volto negli ultimi 20 anni”

Tre giorni di impegni istituzionali in Puglia per la sindaca di Genova, Silvia Salis, tra Bari e Lecce. Venerdì la sindaca ha preso parte al panel “Davos delle politiche di genere: Bari laboratorio italiano”, all’interno del Festival “Women&City”, con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, il sindaco del capoluogo pugliese, Vito Leccese e la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, per poi spostarsi a Lecce per l’evento “Parità di genere: donne, lavoro e sviluppo” con il presidente Decaro e i rappresentanti di Confindustria Puglia, organizzato dalla consigliera di Parità della Provincia di Lecce, Antonella Pappadà.

Sabato mattina, sempre a Lecce, Salis ha incontrato una rappresentanza di ragazze e ragazzi delle scuole superiori nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini, prima di sottoscrivere in Prefettura l’accordo di amicizia con il Comune di Galatone.

La giornata si è conclusa nuovamente a Bari con la partecipazione al panel “Violenza e media: raccontare, riconoscere, contrastare” del Festival “Women&City”. Ieri infine il confronto con il sindaco di Bari, Vito Leccese, per le vie della città vecchia, per discutere di politiche di rigenerazione urbana e di riqualificazione dei centri storici.

“Sono stati tre giorni interessanti e ricchi di spunti, uno scambio di grande valore, abbiamo trattato temi che devono essere al centro delle politiche delle città e delle regioni progressiste – ha detto Salis -. Oltre alle tematiche di genere e dei diritti, è stata anche l’occasione per confrontarci sulle politiche per la gestione della Città Metropolitana, sulla rigenerazione urbana e sulla riqualificazione della città vecchia di Bari che negli ultimi 20 anni ha cambiato volto. Ci siamo lasciati con la promessa di ritrovarci per continuare a parlare dei nostri centri storici e per condividere le pratiche virtuose che a Bari hanno dato risultati importanti”.

Monopattini selvaggi, turista investito a Barivecchia: caccia al conducente. Prime multe per targhe e caschi

Un turista di nazionalità olandese è stato investito da un monopattino ieri mattina a Bari, mentre si trovava non lontano dalla basilica di San Nicola. L’uomo è stato soccorso e medicato e dimesso con una prognosi di 30 giorni.

La persona che era sul monopattino non si è fermata a prestare soccorso e sono in corso indagini da parte degli agenti della polizia locale che stanno analizzando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona.

E proseguono intanto i controlli serrati della polizia locale a Bari sui monopattini elettrici: nella giornata di domenica 17 maggio sono scattate dieci multe per l’assenza del nuovo targhino identificativo, obbligatorio dal 16 maggio anche sui mezzi a noleggio. Le verifiche sono state effettuate nel centro cittadino, mentre erano in corso la Race for the Cure e le indagini sull’investimento di un turista da parte di un pirata in monopattino.

Le sanzioni, comprese tra 100 e 400 euro, hanno riguardato anche utenti dei servizi di sharing, i cui mezzi risultavano privi del contrassegno. Durante i controlli sono stati inoltre multati quattro conducenti sorpresi senza casco, obbligatorio già da tempo, con sanzioni da 50 a 250 euro.

Il comandante della polizia locale, Michele Palumbo, ha annunciato che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni su tutto il territorio comunale, invitando chi non ha ancora ricevuto il targhino a non utilizzare il monopattino.

Omicidio Filippo Scavo, il gip: “Dylan Capriati non si fece vedere a Barivecchia dopo averlo ucciso”

Dopo l’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne ritenuto vicino al clan Strisciuglio ucciso il 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie, le abitudini dei tre indagati sarebbero cambiate radicalmente. È quanto emerge dall’ordinanza con cui il gip di Bari Giuseppe Ronzino ha convalidato il fermo di Dylan Capriati e Nicola Morelli, mentre il fermo del terzo indagato, Aldo Lagioia, è stato convalidato dalla gip di Trani Marina Chiddo.

Secondo il giudice, dopo il delitto Capriati sarebbe diventato irreperibile nei luoghi della città vecchia di Bari dove veniva abitualmente controllato dalle forze dell’ordine. I tre indagati furono fermati contestualmente agli 11 arresti eseguiti nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Raffaele “Lello” Capriati, avvenuto a Bari nell’aprile 2024. Per gli investigatori, l’uccisione di Scavo rappresenterebbe una vendetta del clan Capriati contro i rivali degli Strisciuglio.

Nell’ordinanza il gip evidenzia la “spiccata indole violenta” degli indagati e la “spavalda ostentazione” delle armi utilizzate in un locale affollato e aperto al pubblico, sottolineando il rischio che potessero essere colpite altre persone presenti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, armati sarebbero stati Capriati e Lagioia che, dopo aver incrociato Scavo all’esterno della discoteca, lo avrebbero raggiunto all’interno colpendolo con un proiettile alla base del collo. Entrambi avrebbero sparato, ma solo un colpo si sarebbe rivelato fatale. Dopo il delitto Capriati e Lagioia si sarebbero allontanati a bordo di una Lancia Y, mentre Morelli, che non era armato, sarebbe rientrato autonomamente a casa.

Assalto alle orecchiette, Loconte non è Ranucci. Nunzia gli dà le spalle: “Con te nessun selfie”

In tanti ci avete segnalato la passeggiata di Sigfrido Ranucci a Barivecchia al fianco del sindaco Leccese e del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Nazzareno Carusi.

Il giornalista e conduttore di Report, in occasione della tappa del suo spettacolo al Petruzzelli, ha colto l’occasione per un tour nel centro storico. Immancabile la tappa da Nunzia, la regina pastaia delle orecchiette. Tutto questo nella giornata internazionale della libertà di stampa. Tutto rigorosamente dato in pasto ai social tra complimenti, abbracci e selfie.

Abbiamo cercato di approfittarne e strappare anche noi un selfie con Nunzia che però ha declinato la nostra offerta di tregua, dandoci direttamente le spalle, mentre i turisti continuano impazziti ad alimentare il mercato delle orecchiette e non solo.

Faida tra clan, il Fermi annulla la visita a Barivecchia: “Per motivi di sicurezza preferiamo non rischiare”

Clima di preoccupazione tra studenti e famiglie dopo i recenti episodi di violenza nel centro storico. Una classe quarta del liceo scientifico Liceo scientifico Enrico Fermi di Bari ha deciso di annullare l’attività prevista nella zona di Bari Vecchia, inizialmente inserita nel programma di alternanza scuola-lavoro.

La decisione è stata comunicata agli studenti tramite un messaggio in chat: «Per motivi di sicurezza […] preferiamo non rischiare e rimanere a scuola». L’iniziativa, nata dalle preoccupazioni espresse da alcuni genitori per le recenti sparatorie, ha portato alla riprogrammazione delle attività all’interno dell’istituto.

Informata anche la dirigente scolastica, Giovanna Griseta, mentre tra gli studenti le reazioni sono state contrastanti: c’è chi ha accolto la decisione con sollievo e chi, invece, l’ha ritenuta eccessiva.

“Hanno sparato a Barivecchia”, nuovo falso allarme dilaga su WhatsApp: psicosi totale. Trovata pistola dalla Polizia

Da Monopoli a Bari. Il clima di paura, generato dagli ultimi episodi di cronaca, ha alimentato anche una serie di messaggi allarmistici diffusi su WhatsApp. Nella serata di ieri in tanti segnalavano una nuova sparatoria a Barivecchia.

La notizia si è rivelata poi infondata: l’unico intervento della serata ha riguardato un’ambulanza del 118 per soccorrere una ragazza colta da malore. La Polizia di Stato ha comunque rinvenuto una pistola calibro 22 nascosta in un’impalcatura nei pressi del parcheggio di Santa Chiara, in un’area vicina alle abitazioni di soggetti legati al clan Capriati.

 

Turisti ignari e baresi impauriti, aria amara a San Nicola. Sabino Capriati: “I tempi sono cambiati”

“Questi balordi non ci rovineranno la festa di San Nicola”. Il sindaco Vito Leccese, in occasione del presidio antimafia che si è tenuto ieri a Bari organizzato dopo gli ultimi episodi di cronaca in città, ha voluto tranquillizzare i baresi, ma l’aria resta “amara”. In città e nella città vecchia si è tornati a sparare con facilità.

La faida tra i clan Capriati e Strisciuglio preoccupa in vista della festa di San Nicola, durante il nostro “tour” nei vicoli di Barivecchia abbiamo incontrato Sabino Capriati che ha voluto fornire una “panoramica” della situazione, a partire dalla “mentalità” delle giovani leve. Intanto i turisti, ignari del clima di terrore, passeggiano tranquillamente per i vicoli della città vecchia.

Sparatoria a Barivecchia, ferita una 85enne: l’obiettivo era un affiliato al clan Strisciuglio. Il mistero dei colpi esplosi

Si arricchisce di nuovi elementi il quadro investigativo sulla sparatoria avvenuta nella tarda serata di ieri in via Pier l’Eremita, nel cuore di Barivecchia. L’episodio, già noto, viene ora interpretato dagli inquirenti come un possibile atto intimidatorio nell’ambito della faida tra i clan Capriati e Strisciuglio.

I colpi sarebbero stati esplosi da almeno due persone in sella a uno scooter, con il volto coperto da caschi integrali. Gli aggressori avrebbero utilizzato una pistola calibro 7.65 e una mitraglietta, facendo fuoco contro un’abitazione. Sul posto la Polizia Scientifica ha repertato quattro bossoli, ma non si esclude che i proiettili esplosi siano stati di più: sulla pavimentazione sono stati infatti individuati sei segni compatibili con colpi d’arma da fuoco.

Durante l’agguato, una donna di 85 anni è rimasta lievemente ferita: un proiettile le ha causato un’abrasione sulla fronte. Soccorsa dal 118, è stata medicata sul posto e non si è reso necessario il trasporto in ospedale. Al momento dell’accaduto l’anziana non era sola in casa, ma si trovava insieme alla figlia.

Un elemento ritenuto particolarmente significativo riguarda la tempistica degli spari: sarebbero avvenuti durante uno spettacolo pirotecnico, circostanza che potrebbe aver consentito agli autori di coprire il rumore dei colpi. Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato un’imponente attività di controllo del territorio: per tutta la notte polizia e carabinieri hanno effettuato verifiche tra i quartieri Carbonara e Ceglie, estendendo gli accertamenti anche al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere, alla ricerca di eventuali feriti riconducibili alla sparatoria.

Dai primi riscontri investigativi, l’obiettivo dell’agguato potrebbe essere stato un pregiudicato ritenuto vicino al clan Strisciuglio. Via Pier l’Eremita rappresenta infatti una zona di confine tra le aree di influenza dei clan Capriati e Strisciuglio, storicamente contrapposti. Gli inquirenti ipotizzano che l’episodio possa inserirsi in una spirale di violenza già in atto e collegato al recente ferimento di Kevin Ciocca e all’omicidio di Filippo Scavo, 43enne ritenuto vicino al clan Strisciuglio, ucciso il 19 aprile in una discoteca di Bisceglie.

 

Sparatoria a Barivecchia, ferita una 85enne: controlli serrati a Carbonara. Resta l’allerta per la festa di San Nicola

Altri colpi di pistola sono stati esplosi ieri sera a Barivecchia. Una donna di 85 anni è rimasta ferita alla fronte, colpita di striscio da un proiettile probabilmente destinato ad altri. Le sue condizioni non sono gravi: è stata medicata sul posto dal personale del 118.

L’episodio è avvenuto in via Pier l’Eremita, già teatro di recenti fatti di sangue. Solo pochi giorni prima, il 19 aprile, nella stessa zona erano stati esplosi colpi contro il 20enne Kevin Ciocca, ritenuto vicino al clan Capriati, poche ore dopo l’omicidio di Filippo Scavo, esponente del clan Strisciuglio, ucciso a Bisceglie.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati sparati almeno sei colpi. Resta ancora ignoto l’obiettivo dell’agguato, mentre le indagini si concentrano sulla possibile matrice legata alla faida tra i clan Capriati e Strisciuglio, da anni in contrasto per il controllo delle attività illecite sul territorio.

Dopo la sparatoria, le forze dell’ordine hanno effettuato controlli a tappeto nel quartiere Carbonara, considerato una roccaforte degli Strisciuglio. Gli investigatori non escludono alcuna pista, ma il collegamento con i recenti episodi appare sempre più probabile.

Si tratta della quarta sparatoria nel centro cittadino in meno di un mese, dopo altri episodi avvenuti in viale della Repubblica e via Dante. In quei casi, gli scontri sarebbero riconducibili a gruppi minori coinvolti nella gestione delle piazze di spaccio.

Intanto cresce la preoccupazione in vista delle celebrazioni per Festa di San Nicola, momento di grande affluenza turistica. Sui social, persone vicine agli ambienti criminali avrebbero già lanciato messaggi e provocazioni, alimentando il timore di nuove violenze proprio durante i giorni di festa.

Per oggi è previsto un presidio antimafia in piazza del Ferrarese, promosso da associazioni e sostenuto dall’amministrazione comunale, mentre le autorità annunciano un rafforzamento dei controlli per garantire la sicurezza in città.

Si torna a sparare a Barivecchia, ferita di striscio una 85enne: sospetto atto intimidatorio

È una donna di 85 anni ad essere rimasta lievemente ferita ieri sera da un colpo di arma da fuoco, mentre si trovava in una abitazione a Bari Vecchia.

L’anziana ha riportato una lieve abrasione sulla fronte e il personale del 118 le ha prestato le prime cure: per l’85enne non è stato necessario il trasporto in ospedale.

Secondo quanto si apprende, si potrebbe trattare di un atto intimidatorio: chi ha sparato lo ha fatto dall’esterno della casa, esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco, uno dei quali ha sfiorato la pensionata che potrebbe essere stata colpita per errore. Indaga la polizia di Stato.

Non si escludono collegamenti con i recenti fatti di sangue che hanno avuto per protagonisti giovani vicini a clan mafiosi baresi in guerra tra loro per la gestione dello spaccio di droga.

L’episodio, infatti, arriva a quasi due settimane dall’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne considerato vicino al clan Strisciuglio, ucciso in una discoteca di Bisceglie lo scorso 19 aprile, e dal ferimento di un 21enne di Bari, ritenuto vicino al rivale clan Capriati, avvenuto due giorni dopo, sempre a Bari Vecchia.